Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
Pagare le conseguenze..
Di un atto,
di una parola,
di un bacio,
del proprio pessimo carattere,
di tutti gli sbagli.
O far pagare le conseguenze?
Di uno sguardo,
di un vaffanculo,
dei giorni di neve,
della perfezione,
di chi poi?
Tra le due, scelgo la prima.
Fa male, ma libera.
Fa morire, ma purifica.
Fa schifo, ma poi passa.
Ora pago le mie conseguenze.
Chissà se la Vita accetta i ticket..
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BELLA CAZZATA
Un ballerino di tip-tap
ubriaco di mojito,
è un ballerino di tic-tac?
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Se Lei scherza e fa battute con te su:
- i suoi peli superflui
- qualche chilo di troppo
- le tette piccole
- un pranzetto bruciato
- il pigiama flanelloso
- la madre rompicazzo
- le manie di pulizia
- la paura delle bambole
- un furuncolo ribelle
- le ragazze bionde
- vecchie foto nascoste
- le sue amiche cozze
- le sue amiche gnocche
- le tue amiche gnocche
non è detto che tu possa ridere.
Chiedi.
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DISCRIMINANDO TE
Amore mio, avevo 6 anni ed il massimo della sensualità femminile era per me la spada di Lady Oscar.
Quando avevo 11 anni era invece la mia compagna di classe, la prima ad avere un reggiseno.
Ne avevo 12 ed ero perso nel Vero Blu dell'ombretto di Madonna.
I miei 14 anni capivano che la vita non era tutto un Drive-In, ma non era male anche senza scollature.
Mi allenai tutto il 15esimo anno, per diventare il gonnellino di Gabriela Sabatini.
A 16, Amore mio, il top del top del sex era la minigonna di qualunque ragazza.
A 18, la minigonna di qualunque ragazza disposta a togliersela.
19 anni avevo quando passavo le notti a farmi accarezzare dalle parole di Alice.
Quando avevo 20 anni non c'era niente di più sensuale di una maglietta col simbolo della pace.
21 candeline spente esprimendo un desiderio: un giorno da salvagente di Baywatch.
A 22 anni sexy era l'assistente di Psicologia, coi suoi capelli tirati su da un mollettone.
I 23, dolcissimo Amore, rappresentano una svolta e mai più una ragazza senza autoreggenti.
A 24 anni invece la donna più sensuale era un Uma Thurman inguainata in completo di pelle nera.
Scoprii a 25 quanto affascinanti potessero essere gli anelli di una vecchia amica.
E a 26 anni inseguii follemente la bandana di una piratessa.
A 27 anni mi strappavo le vesti per gli stivali di una barista.
La maturità dei 28, mia Cara, fu stroncata dalle calze a rete delle Letterine di Passaparola.
A 29 anni mi sentivo pronto per un rossetto da Lolita.
Compivo 30 anni quando sexy era la donna che mi stava di fronte e tutto il paesaggio intorno.
Incredibili i miei 31 tra i bikini, se faceva freddo.
Ora che vado per i 32, mi perdo dietro i misteri di un talleur castigato.
Come vedi, Amore bellissimo, tante sono le facce della Sensualità e tante le volte che ho ceduto alle sue armi.
Ho sognato gli occhiali grandi di Tina,
ho desiderato le collane lunghe di Gloria,
ho bramato un cappellino improbabile di Clara
ed ho amato le calze corte di Sonia.
Non mi sono fermato davanti a niente,
ho sempre trovato sexy una donna,
prima o poi.
Ma le pantafole-peluche mai..

Levatele.
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LETTERINA DI NATALE
Caro Babbo Natale,
voglio una sola cosa da te. Semplice, non ti preoccupare:
vorrei che mi scrivessi.
Sì, tu..
Dimmi come ti va, come si chiamano le tue renne, se gli elfi litigano. Com'è andata l'operazione alla prostata, se ti sei fatto qualche nuovo amico o se il tuo cuoricino batte per una bella grassona.
Apri il tuo cuore a me.
E soprattutto, scrivimi cosa vuoi per Natale.
Magari vuoi una coperta, che da te fa freddo. Se ho capito bene, stai al Polo Nord e lì si gela, in inverno. Anche in estate. E in primavera. Insomma fa sempre freddo. Chi te lo fa fare di vivere lì? A te non ci vuole una coperta, ma uno psicanalista. Lo vuoi?
Oppure desideri un deodorante nuovo, ché a stare tutto il giorno con le renne la tua vita sentimentale ne risente. Già hai un vestito da pirla. Chissà se mi chiederai una donna, che ti ami per come sei, ma che senza barba staresti meglio. Meglio di una donna, vorresti l'abbonamento a Sky, così ti vedi l'Inter? (lo so che sei interista, tu di pacchi..)
Chiedimi ciò che più sogni, che sia la pace nel mondo o una bambola gonfiabile di Galadriel. E la Playstation, la vuoi? O una cyclette, per buttare giù la panza. No, meglio una padella per le crepes o la macchinetta per l'espresso. Ho capito, tu vuoi un abbonamento a Playboy! Metti nella lista le tue fantasie, le tue speranze, i tuoi giochi e i tuoi libri.
Dimmi ciò che vuoi.
La tua letterina a Spad, caro mio Babbo Natale.
Scrivimela tu questa volta..
Sarà un piacere non darti un cazzo neanch'io.
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NO ALLA VIOLENZA, NON SPINGETE!
Borghezio..
In cinquantacinque a menare Borghezio.
Che io dico, va bene che è un pallone gonfiato e ce ne stanno parecchi attorno, ma cinquantacinque??
Come minimo si saranno messi in fila, dev'esser sembrata una polleria:
«Mica è rimasta una coscia vero?»
«Mi scusi, io vorrei un occhio»
«Ah guardi, io preferisco lo sterno»
«Ah no, lo sterno è mio, le lascio il naso»
«A me un paio di dita, senza grasso, ché si spezzano meglio»
«Scusate, chi è l'ultimo?»
Comunque, picchiare Borghezio è stato davvero stupido.
Sì, insomma, non si fa..
Bisogna rispondere alle provocazioni, non con le botte, bensì con le provocazioni!
Non so, elenco ALCUNE sue malefatte e vi dico la punizione che gi avrei dato io.
Il primo Luglio del 2000, a Torino, ha dato fuoco ad un accampamento di extracomunitari sotto un ponte di Torino, fortunatamente senza conseguenze per gli occupanti, "solo" dieci poliziotti intossicati. Ritenuto colpevole d'incendio doloso anche al terzo grado di Giudizio, è stato condannato ad una pena di due mesi e venti giorni, poi commutata in una multa. Si è difeso dicendo: «Forse abbiamo salvato la vita a quei rumeni perché la successiva alluvione della Dora ha riempito di acqua e di fango quei buchi»
La mia punizione?
Beh, rubargli tutti gli accendini!
Così almeno, la prossima volta, deve sbattersi un po' di più per avere del fuoco. Davvero un brutto tiro per Borghezio. Come farà? Come, poverino? Che so, magari strofina la testa di un paio di militanti leghisti?
Il 22 Dicembre di quattro anni fa ha dichiarato:
«Pensate che ci facciamo togliere i canti di Natale da una banda di cornuti islamici di merda?»
La mia punizione sarà terribile:
la notte della Vigilia andrò sotto casa sua con una torcia, a cantare Bianco Natal con tutte le parole sbagliate.
Nel 1993, per aver malmenato un ragazzino del Marocco, viene condannato al pagamento di 750 mila lire.
Tsé, che punizione veniale i soldi! Ma no, ci vuol più fantasia:
gli facciamo anche chiedere umilmente scusa!
Eh? Che dite? Chissà che rabbia, povero Borghezio. Dover dire "Scusa piccolo, sono stato davvero stupidino". Povero Borghezio, due frasi di seguito in italiano.
Il 19 Dicembre dell'anno scorso, parlando del Procuratore Capo di Verona, reo di aver accusato di razzismo sei militanti verdi, si è augurato che dopo essere misteriosamente inciampato, gli venisse rifilata «una scarica di calci nel culo».
Beh, chiaramente qui una punizione leggera, è solo istigazione alla violenza nei confronti di un magistrato:
direi cinque calci a testa gli possono dare al Procuratore, non di più. Così non devono usare nemmeno l'altra mano per contare.
Anni fa ha raggiunto l'apice della gloria leghista su un treno, disinfettando con prodotti chimici i sedili dove sedevano, nel bel mezzo del servizietto disinfettante, alcune donne africane, macchiate dalla colpa di dare un paio di labbra a migliaia di padani vogliosi di ben altri tipi di servietto.
Non mi risultano condanne all'europarlamentare della Lega.
La mia punizione dev'essere allora esemplare, nessuna pietà:
la prossima volta usi il Cif del discount, che non si chiama Cif, ma Tif e fa venire tutte le bollicine sul palmo della mano. Che poi magari si spela e scopriamo che di verde non ha solo la camicia.
Starei qui ad elencarvi tutte le sue nefandezze e realtive punizioni provocatorie che gli darei.
Ma non posso, non ho tempo..

Ho il 58, tra un po' è il mio turno..
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ANDROIDI SU SPAD
Una camicia, quasi mai bianca.
Ma quello è spesso un errore di lavatrice. Cazzarola, se per loro cinquanta gradi è "acqua calda", non ci siamo.
Quando riempo la vasca, quella è acqua calda! Se non senti lo sfrigolio della pelle, non è un bagno caldo.
E comunque mai stirata, che per fare una camicia ci metto venti minuti.
E se ho venti minuti di tempo, ormai li passo o solo con la mia ragazza o a scrivere cazzate.
Mi preoccupa il fatto che mi trovi più sexy quando scrivo.
Jeans, sfilacciati in fondo, a vita bassa. E lunghi.
No, di più: infiniti.
Sono così lunghi, che non ho nemmeno più bisogno della sciarpa.
Sigaretta accesa tra le labbra.
Sempre, costantemente. Fumo tantissimo da quasi vent'anni. Non faccio più neanche gli anelli di fumo ormai.
Ora riesco a scrivere "Marlboro".
Stivali.
Pensate a qualcosa di burino?
Ecco, quello.
Tre collane diverse, di tre stili diversi.
C'è spazio per tutte le etnie, le pietre, i significati.
Sono la democrazia del cattivo gusto.
Fascia in testa.
Una sorta di turbante stretto di cotone, multicolore. Nasconde i miei trentun'anni, il mio ciuffo da Alpha-Alpha e qualche cicatrice. Ma non la uso sempre.
A volte bastano i jenas.
Quattro tatuaggi.
No, in verità sono due, ma il terzo me lo faccio sempre io con la mia nuova bic a quattro colori.
Il quarto è involontario, mi dimentico sempre di non stropicciarmi la faccia.
Una fibia enorme, a forma d'aquila.
Le ali sono lunghissime, vengono fuori a mo' di manubrio.
Sono magro e volevo le maniglie dell'Amore.
Un gilet grigio.
Elegante, ma casual. Sobrio, ma classico. Stiloso, ma controtendenza. Di quelli d'altri tempi, che ti aspetti avere nel taschino un orologio a cipolla.
Ecco, sa di cipolla. Niente, non va via quella puzza, ho provato anche col dentifricio. Per un paio di giorni sapeva di erba cipollina.
Un anello. No, scusa, l'Anello.
La Musa delle mie fantasie, quando me lo rigiro tra le mani bevendo uno scotch al bancone del bar, con lo sguardo spento su una bottiglia che ha fatto la sua storia e la mente proiettata già alla prossima pupa che entrerà da quella fottutissima porta del mio fottutissimo ufficio.
Il nuovo caso di Spad, Detective Privato.
Occhiali da sole.
In estate, in inverno, di notte, in ufficio, a letto. Ho sempre gli occhiali da sole, nerissimi. Una scelta obbligata. O questi o una boccetta di collirio alla settimana. Ad otto euro a boccetta, non avrei i soldi per comprarmi del fumo. Se non fumassi, non avrei occhi rossi, per cui non avrei bisogno di collirio. Insomma, un casino.
Mentre decidono tra collirio e fumo quale prezzo abbassare, metto gli occhiali da sole.
Boxer scuri.
Ché i bianchi hanno fatto la fine delle camicie e provate voi a spogliarvi davanti ad una tipa e con addosso boxer rosa e dirle: -ehi bella, non mi dimenticherai mai-
Il rischio è che vi creda.
Ecco, insomma, dichiaro già di non essere attendibile,
non sono la persona migliore per giudicare, lo ammetto.
Però..
Oh, il bluetooth è davvero tamarro!

(Sì, ogni scusa è buona per mettere una bella gnocca..)
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CATTIVI MAESTRI
Un bastardo,
un truffatore,
uno che non ci si fida e stacci lontana!
Sono cattivo.
Sono juventino.
Sono pericoso, "per me stesso e per gli altri".
Non ho una morale,
non ho una patria,
non ho un cervello, un cuore o una bocca da sfamare.
Un fegato funzionante poi.
E stimo Briatore,
e ascolto Nek,
e non voterò mai più Bertinotti, basta, ho deciso.
E la mattina sono solo vaffanculo
e questa frase l'avevo già detta,
e me ne frego, mi piace un casino, e vaffanculo!
E dio mio, cosa vorrei un'orgia!
E dio mio, cosa è pirla Telethon!
E dio mio, cosa minchia sta dicendo Enrico Ghezzi?
Dio chi, poi?
Avvoltoio coi parenti,
sanguisuga con gli amici,
cojote con le donne, o almeno, così ho capito dalla mia ex.
Un artigiano dello scazzo,
lo scultore dello svantaggio,
la Letterina dei cervelli maschili e ne vado orgogli.. orgolio.. fiero.
Il Re Mida della depressione,
l'Attila delle distanze,
il Picasso del sorriso, coi periodi rosa e azzurro.
Ma i miei sono grigio e nero.
Non ho senso etico.
Faccio Schifo davvero.
Come cittadino, persona, uomo. E la cosa mi fa rabbia.




Perché io non riesco a farci soldi?
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QUANDO GONGOLO SCLERA
Amo le parole con un bel suono..
Quelle cacofoniche m'inaridiscono un po'..
"Dondolo" e "Gozzo" mi danno soddisfazioni sonore,
"Pazzesco" e "Zucchero" invece faccio fatica..
"Cabala" mi piace dirlo..
Non so che cacchio sia, ma suona bene..
"Crostaceo" no, mi rode l'ugola..
"Ratzinger" mi mozza il respiro,
"Ganja" me lo restituisce..
"Globo" anche, mi soddisfa la gola, e "Sagace" non è male..
Con "Frollino" e "Trotsky" devo essere in forma per pronunciarle..
Visiterei "Friburgo" e "Dublino", sì,
ma non "Reykjavik" o come cavolo si scrive..
Evito "Palanhiuk" e mi avvolgo con "Saramago",
grippo con una "Chrysler" e vado liscio coi "Jumbo",
mai e poi mai "Decripto", perché preferisco uno "Svolgo"..
Caracollo calmo a Caracalla, calandomi nella calda kalima,
però poi strido da stronzo, come uno struzzo dal cazzo stretto,
e fremente freno nei frigoriferi frustrati da fiche fosche,
ma sguaiatamente sublime, slinguo e sbavo e sgattaiolo via..
Il suono delle parole ha il suo perché..
Non riesco a pronunciare parole brutte..
Mi infastidiscono..
Detto questo,
una botta alla Sklenarikova la darei comunque..
(io sono specialmente pirla.. può interessare?)
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UN MIMO A PLAYBOY
Non ci riesco, è più forte di me..
Con tutte le altre parole non mi succede,
dico "albero" e sto fermo,
lo stesso con "casa" e "autobus"
oppure "naso" o "bocca",
al massimo la indico, ma niente di decifrabile..
Non mi scompongo nemmeno a dire
"tette",
rimango un signore..
Ma appena pronuncio la parola
"culo"
le mie mani d'istinto lo disegnano,
con il classico gesto a palmi aperti e paralleli,
che scendono a descrivere la forma del culo in questione..
"Ma sì, lei, quella con quel culo"
e su le mani a raccontarlo..
"Scusa, mi ripeti? Stavo guardando un culo"
e su la mani a delinearlo..
"Capo, è che secondo me il caffè giù in reception è più buono"
e su a spiegargli il perché..
"Pupa, a trovare uno come me, hai avuto un gran culo",
e su le mani a chiarire qualsiasi equivoco semantico..
Lo so, sono rozzo, sessista, fanatico e volgare,
ma non lo faccio apposta,
il mio non è feticismo del culo,
ma è un riflesso incondizionato,
come un tic nervoso..
Culo..
su le mani..
Culo!
E su le mani..
Che culo..
Toh, su le mani!
Ecco Direttore,
fintanto che non mi spostate da davanti
la collega dell'ufficio marketing,
dubito che riuscirò a scriverle la relazione entro Dicembre..

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ARANCE PER DUE
Il reato di "apologia del fascismo" non mi ha mai convinto tanto..
A meno che non sfoci in chiari ed inequivocabili inviti alla violenza, è un reato che mi è difficile approvare..
Condanno con tutto il cuore ciò che secondo me è stato il ventennio fascista:
il periodo più buio della storia moderna italiana, dovuto alla miscela di un'ideologia rozza costruita sui principi meno nobili dell'uomo, dell'ottica espansionistica tipica della politica violenta e gradassa, di un dittatore demagogo e repressivo, di leggi razziali imperdonabili e servili, di omicidi di Stato e di ronde tra i popoli, di ridicoli ed immettibili pantaloni larghi sulle cosce..
Per non parlare dei berretti coi pennacchi, che manco un pagliaccio..
Ma vabbè..
Che però sia reato esporre una bandiera, un'idea, una faccia famosa, un'opinione, un braccio teso, no..
Pur capendo le ragioni che l'hanno portato ad essere legiferato, come le emozioni ancora impossibili da smaltire e la paura giustificata di un ritorno della violenza, il reato di "apologia di fascismo" mi fa avvertire istintivamente un retrogusto di censura.. In un ipotetico referendum, abolirei senza esitare questo divieto, anche se poi, nei fatti, è stato solo una regolamentazione, visto che le manifestazioni fasciste non mancano mai.. Ma va bene così, basta che non incitino esplicitamente la violenza, ovvio.. Tutto il resto però deve essere liberalizzato, anche l'inneggiare al dittatore passato, perché troppe volte nella Storia le limitazioni alla libera espressione sono state impugnate come armi dal dittatore successivo.. Per quanta rabbia e rospi mi costringa ad ingoiare questo mio cieco (ed opinabile) senso della Giustizia, non riesco ad accettare che un uomo venga legalmente perseguitato per aver detto o mostrato ciò che pensa, per quanto rozzo ed ignorante possa essere..
No, il reato di apologia del fascismo proprio non mi piace..
Un po' come il reato di ingiuria..
Mi opporrò sempre a qualsiasi censura del libero pensiero, ancor più se legalizzata..
E così, caro Di Canio, capitano della Lazio,
no,
non vai processato davanti ad un tribunale perché sei fascista,
se fai il saluto romano in uno stadio gremito,
alla fine di una partita ritenuta molto pericolosa
a causa delle decine di migliaia di uomini e ragazzi,
che si urlano dietro minacce svariate da più di due ore..
Non perché sei fascista..

Vai processato, caro Di Canio,
perché sei troppo COGLIONE.
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IL CODICE DA SPAD
Non c'è niente che possa intaccare il mio ateismo quanto il vedere la Madonna..
E parlarci..
Madonna: «Ehi, Non si nomina il mio nome invano!»
Spad: «E tu chi sei?»
Madonna: «Mi hai appena definito operaia, vergognati»
Spad: «Oddio, sei tu.. sei..»
Madonna: «Sono io, certo, e sai che non devi pronunciare il mio nome?»
Spad: «Oh cavolo, ma tu sei proprio..»
Madonna: «Sono io, sì, hai detto Madonna Operaia.. anzi, hai pure aggiunto: Operaia della Fiat»
Spad: «Tu sei..»
Madonna: «Spad, sono otto righe che qui leggono i virgolettati di Madonna e Spad e Madonna e Spad.. smetti con questa suspence, è ridicola: sono io, la Madonna, e mi hai appena chiamata "operaia della Fiat", non si fa»
Spad: «Madonna Operaia mica è una bestemmia!.. e poi mica ho detto che fai le Fiat Duna.. è come dire Buddha Grissino o Allah Democristiano.. Odino Calvo!.. e allora?.. mica Odino s'incazza, c'è tanta gente che ha fatto gran cose da calvo: Abramo Lincoln, Mikhail Gorbachev, Pablo Picasso, Denny De Vito..»
Madonna: «Ma la smetti! Non devi nominarci e basta! Sacrilegio, mai sentito questa parola?»
Spad: «Giuridicamente parlando, se esistete, al massimo è solo diffamazione..»
Madonna: «Ora pure a mezzo stampa.. Non si fa, avevi pure un bel blog, perché rovinarlo con questi discorsi su di me?»
Spad: «Ti piaceva il mio blog??..»
Madonna: «Certo, lo leggo tutti i giorni.. me l'ha fatto scoprire tre anni fa Kalì, a casa di Giove. Siccome gli uomini stavano facendo un Risiko..»
Spad: «Gli uomini?»
Madonna: «Beh, qualcosa di più: c'erano Giove, Shiva, Anubi, Rino e Yahweh»
Spad: «Rino?»
Madonna: «Rino Gaetano»
Spad: «Rino Gaetano è uno dei vostri?»
Madonna: «Perché, non ti piace?»
Spad: «No no, anzi.. però lui possiamo nominarlo, perché?»
Madonna: «Ragazzo mio, i previlegi sono una questione di raccomandazioni, esistono anche da noi, se conosci le persone giuste, se piaci a chi tira i fili, se fai colpo sul boss.. Oh, lui è sempre stato il cantante preferito di mio marito..»
Spad: «Ma scusa, chi comanda lassù? Tuo marito?»
Madonna: «Certo»
Spad: «Ah beh, cacchio, mi stai facendo una rivelazione strepitosa..»
Madonna: «Ma perché, avevi dubbi?»
Spad: «Mah.. guarda, fino a cinque minuti fa non sapevo neanche tu esistessi, figurati se mi sbattevo pure a pensare cosa facevate lassù.. mi è già venuto un mal di testa atroce quando c'ho provato una volta coi Puffi.. volevo assolutamente capire dove il loro disegno criminale voleva arrivare»
Madonna: «I Puffi hanno un disegno criminale?»
Spad: «Certo! Perché volevano fare apparire come sani e belli i funghi rossi coi puntini bianchi? Lo sai che sono tra i più velenosi che ci siano? E loro fanno credere che ci si possa vivere pure dentro, tanto sono innocui.. c'è gente che c'ha creduto ed ha sterminato la famiglia..»
Madonna: «Davvero sono velenosi?.. ma se ho pure visto Puffetta regalarlo a puffini come panettone?»
Spad: «Eh già, non sono arrivati al panettone, è scientifico..»
Madonna: «Ehi, quelle parole.. basta!»
Spad: «Neanche "panettone" posso dire? Sarai mica interista?»
Madonna: «Ma no, intendevo "scientifico", mi fa venire sempre i brividi, la scienza è peggio delle banche, ci sta portando via tutto»
Spad: «Beh, ma ora che sappiamo che esistete voi, o grandi Dei, la scienza la mettiamo da parte, no? Vi ho tanato, ora tocca fare a voi..»
Madonna: «Fare che?»
Spad: «Pace, salute, prosperità, gioia.. dài, quelle robe che vi hanno sempre chiesto tutti»
Madonna: «E come facciamo?»
Spad: «Vabbè, lo dici a tuo marito, qualcosa s'inventerà Lui, no? Cribbio, ha fatto il mondo in sette giorni, non può spendere un paio d'ore ad aggiustarlo?»
Madonna: «Il mondo in sette giorni? Spad, ma se per mettermi su una mensola devo starlo a pregare per un mese e poi me la monta pure storta? Solo che se vado all'Ikea, si sente ferito, tradito»
Spad: «Beh, lui che parla di tradimenti, proprio Lui..»
Madonna: «Non capisco»
Spad: «Ma sì, dài, Gesù, insomma, dicono che.. eh, sono un cavaliere, mica mi metto a fare del pettegolezzo su una nobil donna come te.. però si mormora che.. beh, insomma, lo sai, no? Il padre, il figlio.. lo spirito santarellino..»
Madonna: «Screanzato, come ti permetti??»
Spad: «No, guarda, mica lo dico io.. anzi, sono proprio i vostri a dirlo, fosse per me..»
Madonna: «Gesù è figlio di mio marito!»
Spad: «Eh, appunto, tuo marito..»
Madonna: «Appunto..»
Spad: «Eh, il Capo..»
Madonna: «Eh!! Mio marito»
Suo marito..
Il capo..

Madonna Operaia,
è per questo che gli spigoli ce l'hanno tanto con me??..
Ahia.
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TRASH-MODE
Produco tanta spazzatura..
No, non parlo di ciò che scrivo.. Cioè, anche sì, ma anche no, capito?.. (e quest'ultima frase ne è un fulgido esempio..) Parlo di tutto.. di tutta la mia vita.. Non ho mai detto una frase che valga la pena di essere ricordata, quando canto stono e sbaglio le parole e penso sempre siano i Pooh.. anche se suonano i Pink Floyd..
Nessuno è sopravvissuto per un mio gesto eroico, nessuna ha pianto dopo un mio addio, qualcuna non se n'è nemmeno accorta.. e qualcuno è sopravissuto nonostante i gesti tragici.. quasi sempre io..
Ho sempre la sinusite, la Kleenex mi chiama per sapere come sto e secondo me gufano..
Il mio portafogli poi è un cimitero di biglietti del tram sezionati, che sono tre filtri perfetti, chi li ha pensati ne sapeva, biglietti da visita che mi ricordano che ho dimenticato l'ennesima persona, biglietti di cinema "che-carino-l'hai-tenuto" ed io che penso mi toccherà trovarmi altro per fare un filtro..
La mia base culturale è fondata su pilastri come: Focus, Playboy, il Manuale delle Giovani Marmotte e "Piccole donne crescono" della Alcott.. (macché, non trombano mai!) Producono spazzatura qualunquista le mie opinioni artistiche: Mirò ci pigliava per il culo, quella roba la fa meglio mia nipotina.. e se vedo ancora un girasole di van Gogh mi do fuoco con l'Olio Cuore..
Creo tanta spazzatura..
Tutta roba da buttare..
Ora ho iniziato con la raccolta differenziata:
dove lo metto l'aver pensato una vita senza te?



