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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

Tutte cazzate

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Il vento ha spogliato gli alberi



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Ringraziamenti


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 SimoneOnline
lunedì, febbraio 27, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

UN COMPUTER PER SPAD

Ho bisogno di voi. Del vostro senso civico. Del vostro senso critico. Siate cattivi. Siate severi, crudeli, spietati, stronzi e bastardi. Fate i nomi ed i cognomi, rivelate le colpe altrui, mettete all'indice, siate infame. Ho bisogno di voi.

Fàmolo delatore.

Ditemi chi secondo voi dovrebbe prendere baracca e burattini e chiudere il suo blog. Voglio blog insulsi, noiosi, patetici, antipatici. Gente che quando mai ha scoperto internet. La feccia della blogosfera. Lo schifo della creatività. Voglio i nomi dei blogger che secondo voi dovrebbero appendere il mouse al chiodo.

Così vado a casa loro e gli frego il pc..


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giovedì, febbraio 23, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

ALL'IMPROVVISO, LA MIA STRADA

Scrivere.

Se provo a suonare un qualsiasi strumento musicale, anche fosse solo un microfono, escono suoni irriproducibili da qualsiasi essere animale. Il Governo Americano mi ha allestito uno studio di registrazione nell'Area 51.

Lo scrivere.

Ho tentato di dipingere, ma raffiguravo solo ubriaconi con pantaloni slacciati o puttane con dei bottoni in bocca. Lo definivo pornorealismo. Io. Gli altri dicevano che grazie, questo quadro starà benissimo in casa. Nello sgabuzzino, assieme all'insalatiera che c'ha regalato mia zia.

Ma scrivere.

Una volta, tanto tempo fa, credevo che da grande avrei fatto l'attore. Sul palco mi sentivo a casa, ero a mio agio, mi vedevo bello, intenso, brillante. Muscoloso e danzante. Figo. Caratteristiche queste che se uno punta a fare la comparsa tutta la vita, ce la fa. Mi prendevano solo per quello.

Scrivere è.

Quando ballo, tutti mi guardano. Non proprio tutti. Le ragazze con cui sono uscito quelle sere danzanti invece no. Di solito loro non mi guardano. Si voltano dall'altra parte e fanno finta di non conoscermi. A volte chiamano pure la Security.

Perché scrivere.

Scrivo inconsapevole delle più semplici leggi grammaticali.
Scrivo per fare uscire il Demone dentro me, ché magari giochiamo poi alla Playstation.
Scrivo perché la Playstation non ce l'ho. Ma la invento scrivendo.
Scrivo di notte, perché la luce è troppa cosa.
Scrivo a te, che forse nemmeno ti ho mai incontrata.
Scrivo cazzate, non vorrò mai diventare un maestro di vita. Ma bevetevi un Rhum&Chinotto, ne sa.
Scrivo quando sono triste. E scrivo per essere triste. Un po', mica tanto, mi piace.
Scrivo di tette e culi e pompini. E dell'Inter e di Berlusconi e di me stesso. Prima il dovere.

La mia arte, quella che ho scelto, è questa. Scrivere.

Ma sto davvero pensando di darmi ad un'altra disciplina: ho scoperto che se monto un mobile dell'Ikea senza leggere le istruzioni, mi vengono sculture di gran pregio. La mia libreria è una scultura futurista. Ma mi piace cambiare. Ho costruito una cassettiera surrealista. I cassetti ci sono, ma sono simbolici. Ora sto però esplorando altre correnti di pensiero, più rinascimentali. Il mio tavolino è venuto fuori che sembra La Pietà.


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mercoledì, febbraio 22, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

US O USA

Smetto di fumare.

L'impero del tabacco avrà un tracollo finanziario non indifferente.
Dovessi riuscirci, salteranno molte teste alla Philip Morris S.p.a.d.
Un terremoto attraverserà la finanza americana strangolando tutto il mercato.
Ci saranno pressioni da potentissime multinazionali perché il Pentagono agisca.
E la Presidenza agirà, dando un ultimatum all'Italia: o Spad ricomincia a fumare.

O sarà guerra.

Ma io no. Non me l'accendo più. Mi sono rotto.
Ho calcolato: cinquemila pacchetti. Centomila sigarette.
E me ne ricorderò tre o quattro.
Si fottano. Falliscano. Non posso fare tutto io.

Le nuove crociate statunitensi verranno combattute per la nicotina.
Basta con la religione ed il petrolio e la democrazia d'asporto.
Lo scontro fratricida tra due Occidenti che una volta erano amici.
La pistola fumante contro il pistola che invece ha smesso.

Stati Uniti contro Italia.

Duecento milioni di morti, due miliardi di feriti, un casino.
Tutto per colpa mia. Perché non voglio più.
Ho smesso di fumare, sì.
E guerra sia.
Ah!

Se domani ricomincio, è solo per alto senso dello Stato.


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martedì, febbraio 21, 2006
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INSULTAMI, CONSULTAMI

Teseo e Piritoo.

I primi rapitori di Elena. Tutti a parlare di Paride, ma il rapimento più cantato della Storia non fu il primo per la futura donna più bella dell'Antichità. Quando la ragazza non era ancora Elena di Troia, ma solo Elena la Stragnocca, i due la rapirono per renderla loro amante. Lei era una ragazzina, loro eroi fin troppo consumati. I due amici avevano bisogno di un'altra donna, mica possono dividersi una che verrà poi contesa da Achei e Troiani per dieci anni. Eh no, cazzo faccio io quando è il tuo turno? Mi trombo il Minotauro?.. Pensa che ti ripensa, pensa che ti ripensa, non arrivano a nessuna decisione. Oh, nessuna. Non gli viene in mente assolutamente niente. Neanche un nome. Idioti al cubo. Zeus, probabilmente compiaciuto di dare figlie e figliocce a questi due delinquenti, consiglia loro di prendersi un'altra sua figlia, una che è pure già sposata. Una dea vera: Persefone. Niente poco di meno che.

La donna di Ade.

Un po' come andare a prendersi Angelina Jolie, da un Brad Pitt con più poteri di Harry Potter e Mazinga Pizzollo messi assieme. Speranze? Nessuna. Infatti finì malissimo. Intrappolati alle sedie dell'Oblio. Senza neanche combattere. Ade, che a superpoteri fa sembrare Superman un pirla, non si sprecò neanche. Li fece sedere e: parliamone. I due, un po' perché sono stupidi, un po' perché se Ade ti dice di sederti e parlarne, ti siedi e canti, rimasero incollati alle sedie dell'Oblio. Una sorta di poltrona ortopedica dell'epoca, ma senza il salvalavita Beghelli. Fottuti. Si salvò solo Teseo, strappato dal mitico Eracle, ma ci rimise le chiappe. Aveva poi un culo così piatto che non avrebbero aiutato nemmeno centinaia videocassette di Jane Fonda. Tentarono di liberare anche Piritoo, ma ormai era una cosa sola con la Terra.

Due deficenti.

Eppure Teseo e Piritoo sono sulla Wikipedia.

Cazzo, perché io no??

Cosa devo fare perché anche "Spad" sia una voce dell'enciclopedia più consultata al mondo?
Ecco, per entrarci mi toccherà provarci con la Estrada di Paolo Berlusconi.
Ma anche no. Dài.

Potrei abbassare il tiro e puntare alla donna di un uomo meno potente:
la Toffanin, di PierSilvio.
No.
No, no.

Mhm..

Hilary Blasi mi farebbe entrare comunque nella Wikipedia?


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sabato, febbraio 18, 2006
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BUSSOLE

 
Rimango indietro.
Non mi accorgo che le cose accadono.
Non sono scemo. Cioè, non credo. Nella media insomma.
Mi distraggo. Rallento. Mi fermo.

 
Per esempio, ho scoperto oggi che i Cure sono spariti dall'immaginario musicale.
Almeno sapere che sono esistiti, dico io.
Invece no. Dimenticati. E non ho capito quand'è successo.

E la Grande Punto?
Ho sempre pensato di non stare capendo una battuta su Lapo Elkann.
Hanno già finito i nomi alla Fiat?

M'incazzo per le stesse cose per cui m'incazzavo venti anni fa.
Ora come allora, i pacchetti di figurine costano davvero troppo.

 
Rimango indietro.
Non ce la faccio a seguire il correre degli eventi, delle opinioni, dei malumori.
Mi blocco e cazzo, non spingete!

 
Non sapevo che fosse già entrata in vigore la legge Fini sulle droghe.
E stasera mi sono fumato un cannone.
Vabbè. Scusa Gianfri, prometto che poi ci starò più attento. Se mi ricordo.

Calderoli.
Tutti a stupirsi che un ministro metta una maglietta del genere.
Io ancora mi sto stupendo che uno come Calderoli sia ministro.

 
Inesorabile, rimango indietro.
Non tengo il ritmo.
Mi stufo prima.
E rimango solo nella mia accidia.

In mezzo alla Strada della Vita, ci sono io, immobile.
Sfrecciano accanto a me gli abbracci, le urla, gli schiaffi.
Mi sfiorano pericolosamente le sirene, alcune certezze e i mojito.
Ben altra velocità ha il Mondo, io mi sono fermato.
Rimango indietro.

 

Se ti guardo il culo,
è solo per non perdermi. 


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venerdì, febbraio 17, 2006
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THE VERDUD

 
Tutto quello che c'è scritto qui, in questo blog, è una cazzata.
Andava detto.

Detto questo, bisogna ammettere che c'è qualcosa di autobiografico.

Autobiografico l'ombrellone, una cazzata la fidanzata.
Autobiografica Uma Thurman, 'na vera cazzata Pamela Andersson.
Autobiografica la Noia, cazzate le mie certezze.

Le immagini del blog sono cazzate.
Non mi porto dietro tante immagini come qui dentro.
Le immagini sono pensieri già fatti.
Tanto particoleraggiate e strette nei loro contorni da non superare la mia fantasia.
E getto via le foto e i ricordi e le lacune. Quasi tutti i baci.

Non conservo niente. Sarebbe una cazzata.
E ciò rende il mio blog, se non proprio autobiografico, perlomeno testamentario.
Le tante cazzate nascondono le poche verità. Sotto le macerie del dissacro, c'è la mia Vita.
Se c'è qualcosa di me, ebbene, è qui.
E forse non va cercato tra le tette della Marcuzzi, ma sul seno della Mezzogiorno.

Cazzata è il titolo. L'idea del titolo. Non mi do etichette io.
Sono contro chi vuole renderci tutti uguali, tutti precisi, tutti con l'ultimo capo alla moda.
Dovrebbero chiamarmi Spad, il NoLogoMan. Suona bene: NoLogoMan..
Cavolo, domani lo brevetto e ci faccio delle magliette. 

Ma c'è qualcosa di ancora più intimamente mio in tutto questo.

Per comunicare con le persone, fin da piccolo, uso i commenti. Mi porto dietro una scatolina a mo' di cassetta della Posta, dove la gente può lasciare anche commenti anonimi. Poi, quando rincontro le persone, guardano se ho risposto. Comunico solo così. Splinder dovrebbe darmi dei soldi per l'utilizzo dei commenti. Beh, il numerino che li conta non ce l'ho. Prima li segnavo a penna sulla scatolina. Poi è finito lo spazio disponibile. Ma ho iniziato prima io coi commenti. Fin da piccolo, avevo tre anni. Certo, all'epoca la gente non era molto soddisfatta delle risposte. Vedere ciò che avevo scritto li lasciava decisamente perplessi. In fondo ero un bimbino di tre anni, ero, come dire?, acerbo. Ancora immature. A quei tempi ero nel mio periodo rivoluzionario e surrealista. M'ispiravo soprattutto a Mirò.


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giovedì, febbraio 16, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

FàMO CHE NO

Non c'è un momento giusto per essere sexy.
Ce ne sono tanti. Magari in ufficio. O salendo su un tram.
Quando si va a fare la spesa e forse ti faranno passare davanti.
Ad una cena tra amici. Tra le parole "Svegliati Amore".

Non c'è solo la notte per danzare col ventre.
Ci sono i pomeriggi passati sulle coperte. Sotto il tramonto.
O la sveltina prima di uscire per l'aperitivo.
Si può fare l'Amore la mattina, dopo aver trombato tutta la notte.

Non c'è solo il letto dove ammirare la tua pelle.
C'è lo specchio dell'ascensore. Dove guardarti negli occhi è concesso.
La spiaggia dove ci incontriamo con gli amici, l'ultimo bar, la discoteca.
E la strada che divide casa tua da casa mia, Amore.

Non ha confini la Mia Passione.
Non vuole avere paletti di luogo, tempo o situazione.
Voglio essere stravolto quando meno me lo aspetto.

Sorprendimi con la tua sensualità.

Attacca le mie difese, le mie paure, i miei Disordini, le mie certezze.
Quando credo d'averti già conosciuto tutta.
Se sono certo d'averti perso.
Nascosta dietro un rossetto esagerato.
Per sconfiggere la mia insofferenza.

Stupiscimi appena puoi.

Con un pizzo rosso e difficile.
Con un pompino mentre guido.
Con un profumo che inventi tu.
Con l'Amore di una vita.

Seducimi senza spazio e tempo e slip.
Ed io allora ti prenderò, senza limiti.

Ma a tutto c'è un limite:
niente sesso nella neve.


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martedì, febbraio 14, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

THE SHOW MUST GO ON
 

Mancano pochi minuti alla fine di San Valentino.
La festa dell'Amore.

Ma quale Amore?

C'è l'Amore che ti fa dimenticare ogni male. L'Amore che invece ti preoccupa,  di non farcela. Non è forse Amore se vai all'Ikea e guardi per la prima volta le cucine senza fare commenti porno? Ma che bello l'Amore che ti fa scappare dal lavoro. Un po' più sbattimento se ti fa scappare dalla caserma. E l'Amore che scappa e lo rincorri e ti riscappa e lo trovi. E si fa trovare. L'amore dei giochi assieme, l'Amore che urla, l'Amore dopo la tempesta. Le tempeste d'Amore, i sogni d'Estate, la lista di Nozze.

Mille racconti ha il mio Amore. Paolo e Francesca. Renzo e Lucia. Bonnie & Clyde. Romeo + Juliet. Sono stato Paperoga e sei stata la Stella della Senna, siamo stati belli e siamo stati cattivi e distratti e pigri e per sempre.
Sempre per Amore.

Devo festeggiarlo tutto. Tutto l'Amore che ho vissuto. Uno ad uno. Amore dopo Amore.

Amore dopo Amore.

Amore.

Amore, abbiamo pochi minuti.
Sono troppe le forme d'Amore che abbiamo da festeggiare.
E sono belle storie, ma fanno anche male. Non possiamo farcela.

Non tu ed io. Da soli.
Davvero Amore mio, chiama un paio di tue amiche.

Così ci dividiamo il peso.


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lunedì, febbraio 13, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

REGOLAMENTO, DI CONTI
 
 
- Quella cos'è, Spad?
- Questa? La Gazzetta, perché?
- Tu leggi la Gazzetta dello Sport???
- Certo, signorina. Tutti i lunedì.
- Solo i sottosviluppati leggono quella roba. E sanno solo parlarti di calcio. Non leggono mai una poesia, ma sanno dirti la formazioni di una partita del 1900, del Canicattì contro gli Ufo Robot.
- Gregoretti, Saltori, Cigno, Coletti. Gli altri se li sono mangiati gli avversari.
- Se vuoi stare con me, niente Gazzetta.
- Beh, almeno se ti cerco, so che non devo mettere l'annuncio sulla Gazzetta.
- Non rinunceresti a quella sottospecie di quotidiano per me? Dimmi la verità: tra una serata fuori con me ed una partita. Chi scegli?
- Ovviamente te. Sempre. E per dimostrarti quanto tu sia importante per me, ti porto al mare e andiamo in quel ristorantino che nessuno conosce, se non noi due. Custodi di un segreto che non fa male. E ti mostrerò ogni volta che me lo chiederai l'incanto di essere amata all'ombra del Faro abbandonato. Così sono sicuro che non incontreremo anima viva, nessuno che mi possa dire il risultato. Mi videoregistro la partita e quando torno me la guardo.
- Sei un mostro, Spad. Un maschio medio misogino sciovinista.
- Sciovinsta? Hai ragione. Ho capito. Paghi anche tu. Al ristornatino facciamo alla romana.
- Basta, dichiaro lo sciopero del sesso. Ogni volta che guarderai una partita invece d'uscire con me, niente contatti fisici per una settimana. E questo vale per sempre.
- Sempre?
- Sempre, Spad.
- Anche per la Champions League?
- Non me ne frega. Niente partite.
- Il campionato posso anche smettere. Ma la Champions? C'è solo il mercoledì.
- Perfetto. Andremo al cinema e risparmieremo perché il mercoledì costa meno.
- Il mondo dei cinema è in mano ad una lobby di donne.
- Esatto. E questo mercoledì andiamo a vedere un film francese appena uscito, che voglio tanto vedere.
- Quanti si suicidano a 'sto giro?
- Spiritoso.
- Signorina: quanti?
- Due.
- Sì? Solo due?
- Tre.
- No.
- Spad, sei proprio un uomo da Gazzetta. Rozzo, superficiale, sciatto. Invece di arricchirti culturalmente con un film che ha vinto premi su premi in tutto il mondo, un film che racconta di solidarietà, dolore, illusioni, ti leggi la Gazzetta. Ti guardi la partita. E ti perdi il più grande capolovaro neorealista degli ultimi vent'anni.
- Se non fosse per la storia dei premi in tutto il mondo, sembra che parli dell'Inter.
- Ecco, pensi solo al calcio. Fai schifo. Non ti voglio più vedere. Ho bisogno di una pausa.
- Quanta pausa?
- Che ne so? Una pausa: tre, quattro mesi.
- Facciamo sei mesi, così mi guardo i Mondiali.
- Facciamo mai.
- Capisco. Ho un'ultima richiesta da farti.
- Spara.
- Me la daresti un'ultima volta?
- Sei pazzo? No.
- Dài, guarda che poi non lo facciamo più.
- In effetti. Però è l'ultima. Che sia chiaro. Non mi piacciono gli uomini che pensano sempre al calcio.
- Certo, ho capito. Ma visto che ci lasciamo per questo, perché invece del tuo solito incenso, non accendiamo un paio di fumogeni? Sarebbe simbolico, come piace a te.
- E perché non i cori da stadio?
- Chiami le tue amiche a farlo?
- Ok, ti sei giocato anche l'ultima scopata.
- No, dài, scherzavo. niente fumogeni, niente cori, niente amiche. Solo io e te. Una musica ipnotica, i miei odori ed i tuoi profumi, i miei occhi e le tue mani, la mia pelle e la tua voglia. La tua rabbia. La tua durezza. La tua decisione. Il tuo potere.
- Oh sì, Spad.
- Dura, spietata, quella che se ne va, quella che non perdona.
- Sì sì, Spad, mi piace.
- Tu, quella che vuole comandare, che ogni parola è legge.
- Sì Spad, continua, ti adoro.
- Tu, che ami lasciare il segno, tu che ordini, tu che ami essere come una Dea. Ed io verrò a rapire tutte queste tue velleità, e le farò mie. E ti prenderò.
- Sì Spad, sì, facciamolo! Prendimi. Adesso.
- Adesso? Non si può, signorina. Adesso dove te lo troviamo un vestitino da arbitro?

 
 


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giovedì, febbraio 09, 2006
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CENTRO DI GRAVITà PERMANENTE
 
 
La tua eccentricità è sexy.
Ho rincorso le tue due scarpe diverse, ho seguito un cappellino viola ed arancione, ho ululato ad autoreggenti multicolori ed ho amato la tua giacca di pelo rosa. Sexy i codini alla Pippicalzelunghe, irresistibili i guanti lunghi fino al gomito, affascinante guardarti fare le ruote in Piazza Duomo, intenso ascoltarti cantare a squarciagola in libreria.
 
Lontana dal centro delle cose.
 
Sensuale è la tua follia.
Per come metti in ordine alfabetico i tuoi peluche. E perché ogni giorno inventi per loro nuovi nomi, così non si annoiano a stare sempre nello stesso posto. Per la tua pasta alla Norma. E perché la condisci con la cannella. Per il tuo contare i lampioni che dividono casa mia da casa tua. E perché sostieni che cambino ogni giorno. Per il sorriso che ti spunta quando vedi un cane. E perché gli parli come ti potesse capire.
 
Mai normale o banale o prevedibile.
 
Amo il tuo essere estrema.
Le candele sopra l'armadio a cacciare via gli spiriti maligni. La tua gonna anni '70 già fuori moda dagli anni '60. I tuoi squilli ad ogni ora della notte. Quando litighi con la vicina perché non basta l'acqua ai tulipani, ma servono anche parole gentili. Ti amo se chiedi alla cassiera del cinema di scriverti un pensiero sul retro del biglietto. E poi torni l'anno dopo a chiedere come va.
 
Non conosci equilibrio o compromesso.
 
Sei strana. Sei matta. Sei unica. Preziosa. E per questo bella.
Fuori dagli schemi, fuori dalle regole, fuori-luogo, fuori di testa.
Sei sexy.
Sei eccentrica.
Una vita oscillando tra gli opposti. Accerchiando la noia.
Ex-centro
 
Lontana dal centro delle cose.
 
 
Com'è che invece nel lettone sei sempre in mezzo?


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mercoledì, febbraio 08, 2006
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TUTTO O NIENTE 

 
Ci andrei eccome all'Isola Dei Famosi.
Macchemifregammé.
Sto su un'isola tropicale? Sì.
Pago? No.
Mi pagano? Tanto.
C'è gnocca? Di più.

Soggiornare sull'isola mi piacerà. Conoscerò persone che hanno fatto la storia della Tv e ragazzi che ci hanno messo solo un piede dentro e sognano che sia il primo di un lungo cammino. Tra loro c'è il Daniele Luttazzi del futuro, il Michele Santoro di domani, i nuovi fratelli Guzzanti, E Grillo e paolo Rossi, giornalisti come Enzo Bia.. oh cazzo, ma è un'isola o un campo di concentramento?

E poi mi farebbe bene se depurassi dalla sporcizia di città. Niente code in tangenziale per due mesi, basta con la gente che spinge perché ha fretta, mai più palazzi a coprire il tramonto. Sessanta giorni a guardare l'orizzonte e nient'altro. Una linea e nient'altro. Sessanta giorni a guardare il Nulla. Come i telespettatori a casa, ma con le infradito ai piedi.

Sì, l'Isola Dei Famosi fa per me.
Mavvaffaculova'.
Sto su un'isola tropicale? Sì.
Pago? No
Mi pagano? Tanto.
C'è gnocca? Di più.

Sono abituato a mangiare poco, mi lavo solo nei giorni di pioggia, dormo dove svengo, so riconoscere ed apprezzare la vegetazione tropicale. Non sarà difficile per me vivere le mancanze dell'Isola. Certo, i quotidiani potrebbero mancarmi. Mi perdo tante dichiarazioni di Berlusconi, a malapena torno in tempo per le smentite.

Ecco, certo, battute del genere non posso dirle in trasmissione. Mi caccerebbero all'istante, in nome della par condicio. Potrei magari risolvere tutto deridendo anche il centro-sinistra in diretta nazionale. Se volete, so fare l'imitazione di Pecoraro Scanio mentre si fuma un cannone davanti al Parlamento. L'ho fatta mille volte. Pure senza Parlamento.

Sì, l'Isola Dei Famosi è il mio posto.
Eccheccazzo.
Sto su un'isola tropicale? Sì.
Pago? No
Mi pagano? Tanto.
C'è gnocca? Di più.

Che problema c'è?


Capisco.


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mercoledì, febbraio 08, 2006
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IL SAPERE AI TEMPI DEL MEDIOEVO
 
 
I tuoi occhi da gatta, felini e soffici.
I tuoi capelli neri come il carbone, con tanti fiori spuntati da chissà dove.
Parole che svolazzano e pelle che brucia al cospetto della Luna.
Il sortilegio di un'alchimia calda, di lacrime e passione.
Incantesimi le tue mani su di me.
Il mistero del tuo sorriso, che al confronto la Gioconda sembra passarsela male.

Questo tu sei,
la bella Fattucchiera, la Mia.
Lo sai.

Mi domini con la tua Luce e l'amore per l'Oscurità,
tu, una Fata, una magia per me.
Lo sai.

Tuoni e fulmini i tuoi baci e valli incantate i tuoi fianchi,
la Montagna Sacra sei, e tremi del mio terrore.
Lo sai.

Giochi tribali e tamburi impazziti quando mi accogli,
la mia paura, Santa Maddalena.
Lo sai.

Ma se non fai ricomparire subito la playstation in salotto,
sarai pure una strega, ma io ti brucio.

Ora lo sai.

 

 


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martedì, febbraio 07, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

MAL D'AFRICA
 
 
Vorrei l'Africa.
Qui, a Milano.

L'Africa dei leoni, dei gorilla, dei serpenti velenosi.
Scimpanzé invece dei cani, leopardi come gatti e guerrieri Masai come vigili urbani. L'Africa nera, con le massicce emigrazioni di elefanti in Corso Buenos Aires. I clacson sostituiti dai tamburi, i semafori dai pappagalli, le metropolitane dalle liane.

Una giraffa mangerebbe i gerani alla signora del terzo piano, sua sorella se la sono portata via gli avvoltoi. Un tram lascerebbe la precedenza dell'incrocio ad un bue muschiato, Berlusconi ha già lasciato la presidenza del Milan ad un gorilla calvo. Andrei a comprare le Camel e mi darebbero un dromedario, seminerei marjuana e crescerebbero piante carnivore. Tutto questo nella mia Africa.

La Mia Africa.
A Milano.

Coccodrilli nei Navigli,
pinguini nei supermercati,
lama sulle Ande, che non stanno in Africa,
e Pterodattili che atterrano a Malpensa.

Milano,
Africa.

Nessuno allora penserà che sono così pirla da scottarmi il viso facendo la lampada.
 
 


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domenica, febbraio 05, 2006
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TTARRALLUCCI E VINO
(bestemmie e vendemmie)
 
 
- Non ho capito.
- Allora te lo rispiego.
- E' necessario?
- Sì Spad, è necessario. Lo dico per te. Non puoi sparare cazzate sulle religioni, hai visto il casino che succede.
- L'ho visto. E quindi?
- Beh, quindi fai altro.
- Ok, ma quando parlo di religione, come mi comporto?
- Non parlare di religione. Sei pure ateo. Anzi, sei la cosa più atea che conosco al mondo. A volte sembri proprio l'Anticristo.
- Ma che Anticristo, Gesù era ottimo.
- Bravo, così mi piaci, rispettoso.
- Anche se.
- No.
- Beh, dài.
- Ho paura. Non so cosa vuoi dire, ma ho paura.
- Beh, Gesù era.. strano.
- Strano come?
- Un po', come dire?, berlusconiano.
- Questa poi!
- Entrambi intanto affermano di essersi fatti da soli.
- Smettila!
- Poi, il Vangelo. Dimmi cosa c'è di diverso da "Una storia tutta italiana" di Berlusconi. Ho detto questo, ho fatto quello, e lì e sù e giù. Che poi è più credibile Berlusconi di Gesù. Non so il tasso d'inflazione di duemila anni fa, ma con pani e pesci non corrompi nessuno.
- Infatti, Gesù era figlio di Dio. Lui non aveva bisogno di denaro. Faceva veri miracoli.
- Come no. I miracoli. Ammettiamolo, la resuscitazione di Lazzaro è robetta. "Alzati e cammina". Roba che si fa in tre secondi. Cavolo, gli ci saranno voluti dieci anni di governo, ma Berlusconi ha resuscitato se stesso!
- Mio Dio, stai paragonando Berlusconi a Gesù.
- Il voto di castità poi.
- Eh?
- Dài, non cantiamocela su. La verità è che non se li pigliava più nessuno. Sporchi dentro e fuori.
- Gesù sporco dentro??
- No, lui era quello sporco fuori.
- Cosa stai dicendo?
- Senti, ho provato a stare due settimane senza lavarmi, sempre in spiaggia, ubriacandomi tutte le notti.
- Mi ricordo. L'anno della morìa dei gabbiani. Gli Stati Uniti stavano dichiarando guerra alle Canarie, per possesso d'armi chimiche.
- Quell'anno, bravo. Cavolo, se avessi avuto delle lenzuola come la Sacra Sindone, manco io avrei trombato!
- Infatti non hai trombato
.
- Appunto. E almeno un po' mi sciacquavo in mare, Gesù invece ci camminava sopra. Avrei dovuto fare come loro due, voto di castità anch'io. In effetti è una grande pubblicità mediatica. Ora sarei appeso al corpo di chiunque. Al collo o alle palle. Mi va pure bene, sono rimaste le tette.
- Ecco, parla di sesso, Lascia stare i santi adesso.
- Però va detto.
- No, ti prego.
- Berlusconi è meglio di Gesù.
- Questa poi. Perché?
- Le mamme. Berlusconi la sua la tratta bene, ne parla in continuazione, la difende dalla satira. Gesù invece, andando in giro ripetendo d'essere il Figlio di Dio e non di Giuseppe. Insomma, le ha dato della.
- No.
- Ok, sto zitto. Comunque rimango della mia idea. Entrambi sono solo dei venditori senza scrupoli. L'importante era riuscire a convincerci a seguirlo, a comprarci le loro parole. Come un venditore di automobili usate, anche Berlusconi e Gesù ci hanno fatto fessi con frasi come "L'Italia con una marcia in più" e "Il Pardiso, chiavi in mano". Ma poi, una volta che vengono fuori dei problemi di motore o la serratura si blocca, dicono che è colpa nostra.
- Sei un bestemmiatore!
- E tu cosa farai ora?
- Io.. io.. io smetterò di parlarti.
- Non mi darai fuoco? Non mi minaccerai di morte? Non sparerai sulla mia casa?
- No, Spad. Smetterò solo di parlarti. E di leggerti. Perché hai offeso un amico.
- Va bene, capisco. Però un'ultima cosa me la spieghi?
- Dimmi.
- Anche tu hai fatto un po' il venditore d'auto, no? Perché te ne sei andato adesso? Perché non fermi i tuoi? Cavolo, sono solo vignette!
- Guarda che noi non ci possiamo fare niente. Avete vinto voi. Noi siamo impotenti davanti alle vostre Crociate.
- Noi, Maome'? E allora siete pure imbranati, eh! Avete i superpoteri. Con Apollo che manda i fulmini, uno che moltiplica i pescecani e tu che invece le vergini. Mi sembra ci sia pure una con sette braccia. Siete supereroi, no? Figli di un dio o qualcosa del genere. E non riuscite a fare niente? Potevate essere come I Magnifici Quattro. Buddha sembra pure la Cosa!



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venerdì, febbraio 03, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

FàMOLO ELASTICAMENTE
 
 
Si allungano le giornate.
Fa caldo, mi spoglio, ti guardo.
 
Accorcio le distanze.
Stai, poi te ne vai, sia mai..
 
Si accorciano le parole.
Beh, boh, no!, wow.
 
Allungo il passo.
Da te, con te, se tu.
 
Accorciamoci la vita!
Una lotta, una tentazione, una carezza.
 
M'allunghi uno schiaffo.
Cazzo, stronzo, sei strana.
 
T'accorci la gonna.
Come puoi, così piano, con le mani.
 
Allungo lo sguardo.
Mi tagli, ma ti spogli, ti voglio, ma ti togli.

 

Allunghi, accorci, tiri e lasci. Mi ritraggo, ti lanci, mi fermi, ti ritraggo. Mai nello stesso posto. Ma passiamo sempre dallo stesso posto. Sei la corda di un ring, sei la fionda di un'antica guerra, sei uno yo yo impazzito ed ipnotico.

Ed io l'elastico dei tuoi slip.
 

 


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mercoledì, febbraio 01, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

SANTA SUBITO
 
 
Dico davvero.
La tipa "facile", la Zoccola Generosa, non l'ho mai incontrata.
 
Quella che te la dà al primo sguardo, a prescindere dall'evolvere degli eventi.
Che aspetta solo un cenno e scatta, lingua in bocca, mani sul pacco e reggiseno già slacciato.
Lo slip invece non è mai stato un suo problema.
 
Eppure, tutte le donne insistono nel dire che esistono, che anzi, sono la maggioranza.
Molti uomini non sono così ottimisti.
Ma affermano di aver trombato comunque quell'esigua minoranza.
Oh, sarà colpa mia, non c'è dubbio, ma io non dico siano poche quelle che subito si tromba.
Io sostengo che proprio non esistano.
 
Mai una.
Nemmeno per sbaglio, tutte difficili con me.
 
"Spad, devi andare piano. Sì, è vero, arrivo da una storia pecedente orrenda, ma non sono ancora pronta a toccare così il fondo. Ci facciamo un aperitivo anche domani?"..
"Dovrai capire tu, da solo, quando è il momento giusto di provarci. Oh Spad, dev'essere quelo esatto, non un minuto prima o un minuto dopo. Altrimenti vado con Giorgio"..
"Non sono così convinta, arrivo da una storia bellissima. Penserei a lui, facendo l'Amore con te. Tu saresti comunque disposto a tingerti i capelli, vero? Ho giusto qui una sua ciocca, per la prova colore"
"Spad, non voglio sembrare quella pignola, ma mi chiamo Laura. Laura. Te l'ho detto già tredici volte. La-u-ra. Non Lorena, non Lidia, non Licia. Ma Laura"..

Sono difficili.
 
Con me fanno tutte così, forse sarà il deodorante.
Quello del supermercato non va bene.
Anche perché è ancora al supermercato.
 
La tipa altruista. Quella vorace. Da rossetto ovunque.
Quella che calma ti dice "a me piace farlo", oppure quella che beve ed urla "stasera voglio fare la matta", la ribelle che ringhia "quello stronzo se lo meriterebbe un paio di corna col prima che capita".
Mai in una discoteca, mai in spiaggia, mai ad una festa.
Mai sono stato il primo che capitava.
 
E tutti gli amici il giorno dopo a ridersela:
"Oh, ho conosciuto una che ciao, fuochi d'artificio. Poi ha chiamato pure un'amica"
Ed io niente, fuori dalla festa tutta la sera, con Tania.
Che mi racconta di quanto sono troie le sue colleghe.
 
Basta, ora lo so, ho capito: è tutto uno scherzo.
Neanche la Ragazza Facile esiste.
Una leggenda metropolitana, una favola per adolescenti in allarme ormonale, un poster sull'armadio, una fata, una ninfa, una Dea.
 
La Ragazza Facile appartiene alla Mitologia.
 
Babbo Natale non arriva mai, non c'è la Befana, o il mostro di Lochness.
Tutti inventati, come la Ragazza Facile.
Come Dio. Come Allah. Od il Grande Cocomero.
Come Afrodite stessa.
Nella ragazza disponibile, arrapata, porca, ci puoi solo credere.
Una questione di Fede direi.

  
Fonderò una nuova religione.
 
Magari accade un miracolo e resuscita Moana Pozzi.

 


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