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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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Ringraziamenti


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 SimoneOnline
venerdì, aprile 28, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

BLU

E cala il blu.
Non è tristezza.
Non è speranza.
Beh, no, non è nemmeno felicità.
Non è depressione..
..è blu.

Blu diventano i tuoi occhi, anche se sono castani.
Come i tuoi capelli, che ora vedo blu.
Ma blu anche la tua camicetta sul blu della gonna.
E blu le tue mutande, come le domande che mi fai.
Blu anche le ombre sul tuo corpo chiaro.
Da quando Puffetta è un mito blu da emulare?

Blu la strada che porta a casa tua.
Troppo blu la porta che si chiude.
Mai abbastanza blu il tuo ultimo bacio.
Illusorio blu.

Blu i ricordi, oceano blu, blu profondo.
Se guardo il cielo, che è grigio, mi viene il blu.
Ed è blu la canzone rock che ascolto,
guardando una parete blu, piatta e vuota.
Mi è venuto un dito blu a forza di martellarmelo,
niente chiodo e niente quadro su quella parete blu.

Blu la commedia che mi metto a recitare.
Di blu si tinge il mio volto da Pierrot
e le mia mani sono blu, per il freddo.
Maledetto blu.


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giovedì, aprile 27, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

RAPPRESENTAMI TUTTO

Lo ammetto subito.
Avessi bisogno di fuoco, anche fosse solo per accendermi una sigaretta, non esiterei un attimo a bruciare una qualsiasi bandiera. Che sia americana, italiana, israeliana o della Juventus. Me ne frego, è solo una bandiera, è un disegno. Ecco, mi darebbe più fastidio incendiare un calendario della Marcuzzi. Ma la bandiera no, per me è solo un simbolo contradditorio, è una banderuola politica al vento della Storia, è spesso il racconto di dolore subìto e dolore dàto. Ma sono solo cazzate, non ne faccio una questione politica, ho solo voglia di una sigaretta. Brucio per necessità.

Si può bruciare un simbolo per protesta o dissenso.
Sono stati bruciati simboli per spregio, a volte anche minaccia.
Si possono bruciare simboli cattivi per speranza.

Bruciano le auto nelle periferie francesi e bruciano i motorini a San Siro.
Bruciavano le foto di Stalin e quelle di una mia ex.
Bruciarono le streghe sul rogo ed i ceri in chiesa.
Brucia la fiaccola olimpica e brucia una lampada abbronzante.
Bruciano i kamikaze folli e le bombe intelligenti.

Bruciano anche gli innocenti, ma non sono simboli.
Sono persone, con tanti nomi da ricordare.
Ed io voglio complicarmi la vita.
Fregarmene se qualcuno brucia un simbolo.
Preoccuparmi di più se bruciano Mohammed, John, Sophie, Abel, Pedro, Sonia, Fido...

I simboli invece sono facili da memorizzare:
mica che Dio si chiama Giuseppe Antonio Dio. No, secco: Dio. Lo chiami subito. Poi boh, non arriva mai, è un simbolo lui!
Buddah. Lo dice la parola stessa, Buddah, è una parola buuu. Vogliono aiutarci con le parole semplici. Buddah. Subito si ha l'impressione che che ci troveremo di fronte un ciccione.
Vogliamo parlare del Corano? Avrebbe avuto così tanti lettori se si fosse intitolato "Così parlò Maometto"?

Le bandiere poi sono il massimo della semplicità: stelle, mezzelune, croci, teschi.
In Italia abbiamo avuto Leonardo, Caravaggio, Michelangelo e la nostra bandiera è disegnata con tre fottute bande colorate. Che poi, il verde ed rosso assieme fanno proprio cagare. Se vai in giro con jeans rossi e camicia verde, non cucchi un cazzo. Al massimo una che crede ancora in Babbo Natale.

Mettiamoci la Gioconda. Oppure un De Chirico.
Meglio ancora se fosse con la Venere del Botticelli.
Qualcosa di artistico insomma per la nostra bandiera.
Non un simbolo da bruciare, ma un pensiero bruciante.

Come il tatuaggio di Asia Argento.


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mercoledì, aprile 26, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

LO VEDRAI

C'è la linea del tuo orizzonte
che si sta sovrapponendo alla mia.
Vedrai una X.
Sulle mie certezze.

La tua luce si unisce alla mia,
illuminando chi sta in mezzo.
Vedrai uno spettacolo.
Per il mio piacere.

La tua voce leggera,
fa eco ai miei sospiri.
Vedrai un ritmo. Si può.
Nel mio sogno si può.

La tua durezza mi spiazza,
incrina la mia cattiveria.
Vedrai che sono stronzo.
Era il mio sospetto.

Il tuo sguardo no, quello non lo reggo.
Se ci guardiamo, lo sai che succede.
Vedrai che t'incasino.
La mia specialità.

La tua bocca si compra la mia
e baby, lascia la mancia, dài.
Vedrai, sarò migliore questa volta.
La mia promessa.

Le tue mani s'intrecciano alle mie,
per ombre cinesi fatte di pelle.
Vedrai una storia da cancellare.
Dal mio sorriso.

La tua vanità esplode calda,
sul mio cercarmi dentro di te.
Vedrai che ci ritroveremo.
Come sempre, Amore Mio.

Mi vuoi ancora e ti voglio sempre. Te lo dico e me lo urli.
Mi prendi e ti abbandoni. Ti prendo e non ti trattieni.
Vedrai che arriva la polizia.
Abbassa la tua voce.


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venerdì, aprile 21, 2006
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SEH, MO' VOLA

Lo ripeto, Berlusconi è stato sincero.
Il famigerato miracolo italiano da lui tanto promesso c'è stato:
abbiamo rimpianto Craxi.

Ma ora si vuole superare. Una durissima prova lo aspetta.
Ma sa che solo lui potrebbe farcela. L'uomo giusto al momento giusto.
Ci aveva provato Cossiga, ma niente, né picconi né gladi l'hanno potuto aiutare.
Ma c'è Silvio, l'unico capace di scavare nel torbido della nostra politica e tentare l'impossibile.

Ora che Ciampi finisce il suo settennato, il nuovo miracolo italiano può compiersi:
farci rimpiangere Giovanni Leone.


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giovedì, aprile 20, 2006
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SE IO TUO

Ti adoro quando usi il mio computer.
E se fai finta di non sapere come aprire gli mp3, per farmi avvicinare.
Schiacci tutti i tasti e gridi allo schermo e boh, tu non hai fatto niente..
..boh un cazzo, qui non funziona più nemmeno il microonde.

Sei bellissima quando metti un mio disco.
Anche se mi chiedi chi minchia è Marco Conidi.
E ti spiego che è uno dei migliori cantantautori rock mondiali, che mi ha cambiato dentro..
..e dalla tua espressione capisco che forse hai sentito recensioni migliori in vita tua.

Ti sposerei subito, appena tiri su un mio libro.
Quel libro. E lo scegli tra i tanti per esattamente lo stesso motivo per cui io l'ho letto.
Quel libro di Andrea DeCarlo. Parla di me e te, di che cosa ne sarà di noi due: "Di Noi Tre"..
..stronza.

Sei la donna dei miei sogni se prendi il mio corpo.
E lo trascini per chilometri, nel tuo piacere, con metodica lussuria.
Mi afferri, mi scalzi, mi incoroni, mi togli ogni sostegno, logico e morale..
..che poi non so chi siamo. Per il tuo nome ho bisogno di cinque minuti.

Ti scoperei seduta stante quando indossi i miei vestiti.
Con quella camicia azzurra, che ti fa tanto porno segretaria.
L'annusi soddisfatta e racchiude il mio odore, di malizia, uomo e sigarette..
..io ci sento pure una stazione affollata della metropolitana, ma contenta tu.


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mercoledì, aprile 19, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

ANNOTAZIONI

Dei libri sparsi sul parquet, con la copertina in giù però.
Si notano di più se non si leggono.

Dei fiori in un vaso lontano, quasi nascosto in cucina.
Si notano di più se non si vedono.

Una bottiglia di vino, da aprire per l'occasione. E terminare.
Si noterebbe di più se la lasciassi a metà.

La maglietta più bella, i pantaloni di lino e le infradito brasiliane.
Si nota di più se tutto fatto in Cina.

Una tua foto di dieci anni fa, dimenticata sulla libreria.
Si nota tanto che l'ho stracciata. E riattaccata. Cento volte almeno.

Una cosa divertente successa ieri, no, davvero, questa devo raccontartela.
Si nota di più se non è realistico.

I miei passi veloci a inseguire i tuoi passi ballerini. E non volerli mai raggiungere.
Si nota di più se ti sto dietro.

Un ciao, dài, rivediamoci presto. O passa qui la tua vita.
Se nota di più se non decidiamo subito.

La Luna, che in cielo sta sempre bene, l'ho messa oggi lì, apposta per noi.
Ma si nota di più se non ci sei.

Nessuna allusione, le mie mani a posto, la tua bocca ancora sola.
Mi si nota di più se non ci provo?


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martedì, aprile 18, 2006
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COALIZIONE DA TIFFANY

La Grosse Koalition.
La Grande Coalizione.
L'accordo a Larghe intese.

Visto che progettano di mettercela nel culo,
potrebbero almeno evitare certi aggettivi di grandezza?


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venerdì, aprile 14, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

PASSIONE AL POTERE

Sarai un quadro, la mia tela sulla pelle,
come colori userò le tue fantasie e uno sguardo per pennello.

Ma non so disegnare.

Sarai una statua, creta il tuo seno e le labbra a spegnere la fiamma,
ossidrica, ossessiva, morbido ossigeno.

Ma non ho il senso delle proporzioni.

Sarai un canzone, dove canzoni non ce ne sono.
Una canzone jazz e pensieri pop e orgasmi blues.

Ma non so suonare.

Sarai una cattedrale e chiedano a me poi,
se vogliono sapere dov'è. Il tuo muro portante.

Ma non avrò forza per costruirti.

Sarai una foto. Un attimo solo forse, un ricordo per sempre,
una cicala di passione, la ridicola idea di godersi la Vita.

Ma ho l'orizzonte in bilico.

Non sono un artista.
No, non lo sono proprio.
Non so fare nulla.
Sono un totale sdatto, in tutto.

Ti dipingerò storta,
ti scolpirò deforme,
ti canterò stonato,
ti erigerò senza fondamenta,
ti fotograferò mossa.

Fossi in te m'iscriverei al Sindacato Muse.


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giovedì, aprile 13, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

NON SON CERTO DI TE

Non ti capirò mai tutta.
Ogni volta mi stupisci come creta tra le mani di uno scultore.
Modelli i miei pensieri e li usi per il prossimo.

Non avrò mai un'etichetta per te.
Sei dolce e sexy e svampita e cattiva e libera. Qualche volta sei pure mia.
Parli lingue sconosciute, chissà se almeno tu.

Non saprò mai dove sei.
Ti ho trovata in un circo o forse era un bar, a me è sembrato il paradiso.
Avevo i tuoi occhi per ali, ma non le tue mani per paracadute.

No, proprio non saprò mai chi sei.
Quella che piange per Candy Candy e sa ridere di fronte a Calderoli.
L'emozione di essere distrutto e confuso.

Come una strega cambi le tue sembianze,
ogni giorno mi sei sconosciuta,
triplichi i miei sensi e spezzi le mie voglie,
un mosaico la pelle sulla mia,
un puzzle di un disegno che mai penso,
sei divina e terrena e..

Paola? Sonia? Gloria, vero? Laura? Giuditta, Katia, Misia, dài, era Misia.
Silvia no?


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mercoledì, aprile 12, 2006
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DOTTOR JECKILL E MISTER SPAD

Mettiamo che io diventi una persona stupida.
No, di più. Idiota. Cretino.
Dovete proprio immaginarmi come un totale deficente.
L'avete pensato?
Ecco, adesso mettetemi pure le mutande sui pantaloni.

Ignorante è dire poco.
Non saprei niente. Ma niente. Il Sapientino della Clem Clem mi sfotterebbe.
Uno che crede davvero in Babbo Natale.
E crede di avere qualcosa da insegnargli.
Diventerei uno che poi Totti lo chiamerebbero Er Uichipédia.

Mamma mia, che stronzo poi.
Uno senza parole gentili, che quanti schiaffi gli daresti. Zitto!
Essere quello che picchia le vecchiette e le prende pure.
Il regalo più bello alla mia ragazza sarà la playstation.
Ma con una sola manopola, che se no lei caga il cazzo perché vuole giocare.

E brutto.
Come la fame, come il fastidio, come Fassino nudo.
Uno che lo guardi e diventi ateo, così, sul colpo. Capisci tutto.
Così brutto che vedendomi le piante morirebbero.
Anche perché devi farti minimo cento cannoni prima di accettare la mia vista.

Porco?
Tsé, ora sono un dilettante. Penserò le cose peggiori.
Sesso con uomini, donne, roditori e falli a motore.
John Holmes si rivolterebbe nella tomba e i suoi 33cm mi darebbero del tu.
Sarei di quelli con le bambole gonfiabili modello-Santanché.

Non proprio sporco.
Letale è l'aggettivo più azzeccato.
Uno che ha i piedi con una lingua ed una moneta propria.
C'è un'intera civiltà laggiù.
Lo sporco nell'alluce sinistro candidato per il Nobel in medicina.

Uno schifo d'uomo.
Diventerei la persona più spregevole del creato.
Uno squallido essere vivente.

Ecco Amore Mio, solo allora potrai guardarmi così.

Non se ti dico che tromberei,
in diretta nazionale,
sull'Isola dei Famosi,
con Antonella Elia.


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martedì, aprile 11, 2006
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ADESSO NON SAPREI

L'incertezza.

Del Piero o Totti?
La rosa o il girasole?
Una terza scarsa o una seconda abbondante?
La mamma o il papà?
Bush o Kerry?
(quale altra elezione?)
Salinger o Steinbeck?
La Porsche o la Ferrari?
Il culo o le tette?
Sei giovani Letterine o due esperte Veline?

L'incertezza è ovunque.
Non so mai cosa scegliere.

Tu o lei?
L'Amore o la Passione?
La vita o il paesaggio?
I tuoi occhi o le sue mani?
Con te o solo, con lei?
Schiele o Mirò?

Non so chi scegliere tra voi due.

Ho qualche domanda da farii ancora, Amore Mio.
Per decidere, per uscire dall'incertezza.

- A casa tua hai Sky?
- Ti piace la mattina fare il caffé al tuo uomo o andiamo al bar e paghi tu?
- Esiste la possibilità che un giorno tu decida di fare sesso a tre, con me e la tua amica Anna?
- Neppure remota?
- Sai attaccarti da sola le mensole?
- Tua madre. Starà bene in albergo?
- Ti secca il fatto che io ti pensi sempre nuda?
- Saresti pronta a farti requisire tutti i tuoi cd di fottuta indie-music?
- Quanto è il tuo periodo di tolleranza per i miei calzini sul pavimento?
- Hai visto dove ho messo le cartine?
- Approfitterai del fatto che dirò sempre sì a qualsiasi cosa mi chiederai con indosso un baby-doll?


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sabato, aprile 08, 2006
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EQUINOZIO IN LOOP

Spara cazzate.
Sì, dài, basta con le poesie, con la politica, con te stesso.
Spara cazzate, spara cazzate, spara cazzate.

Leggero, brillante, coglione, primaverile.

Ma leggero. No.
Non parlare di me è impossibile.
Perché per affrontare la Vita, devo prenderle le misure.
Un mondo da sfidare, ok, ma a misura d'uomo. La mia.
Camminare a falcate fino a quando non ho capito qualcosa che vale.
O contando i passi per non pensare.
Vivere in tante case, così che i muri ne avrebbero di cose da dire.
Ma non saprebbero dove venirmi a cercare.
Un mondo da fare mio, da afferrare, da comprendere, da sperimentare.
E so che la mia spanna è diciannove centimetri esatti, artrite compresa.

Dovrei smetterla con le poesie ed essere più brillante.
Ma in verità non sono poesie le mie.
Vado a capo prima che si scopra che non so sillabare.
Ed altro che licenze poetiche, non so l'italiano.
Quando azzecco un congiuntivo prossimo è una citazione presa da internet.
Non so dove siano gli accenti su quì, sù, lì, giù, no, là. O quà.
Mi perdo letteralmente nella grammatica.
Allora li metto ovunque. Un accento per tutti, cribbio!
E fare un'elisione credevo significasse farsi una di nome Elisa.
Poi mi hanno spiegato che significa invece metterci l'apostrofo.
Che era quello che più o meno pensavo di fare con Elisa.
L'accademia della Crusca ha aperto un'indagine su di me:
vuole sapere il mandante dei miei scritti.

No, coglione no, è politico. Come urlare Forza Italia.
E se dico che le Letterine sono gnocche, sono di destra.
Ma se mi chiedo cosa vogliano dire T e G nella parola TG4, sono di sinistra.
Mi schiero se non metto le Tod's o se non scrivo per la Mondadori.
Ed invece è solo perché non ho i soldi e non mi vogliono loro.
Sono un cazzo d'intollerante quando ammetto che sì,
il cattolicesimo mi sta sulle palle, ma l'islamismo di più.
Spero non sia un problema.
Sono un cazzo di comunista quando dico che sì,
il figlio di un imprenditore è uguale al figlio di un operaio.
Perché no, scusa?

Impossibile, finisce sempre lì, vado sul personale, sul romantico, sul sociale.
Macché leggero, mai brillante e più che coglione, sono pirla.

Rimane solo il primaverile.

Ma qui piove,
governo ladro.
Ma qui fa freddo.
ma fa o fà? Fa. Fà. Fa? No, fà, sì sì, è fà. Fa. Fa. Fanculo và.
Ma qui c'è una nuvola.
E la mia mano, da sola, non è abbastanza grande per cacciarla.


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mercoledì, aprile 05, 2006
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OH CAZZO

Stavo facevo un po' di calcoli su quanto potesse valere un "coglione", visto che al mercato berlusconiano un "buffone" era costato ad un contestatore ben 500 euro di multa, quando l'ennesima smentita presidenziale mi ha colto impreparato:

- Era solo un'espressione gergale comune, mica come quella banda di ragazzotti che ogni giorno dice che sono un delinquente, un mafioso, un assassino -

Ebbene, in questa nuova versione di Berlusconi Sincero, visto che sì, un po' coglione io lo sono, ciò che mi sconcerta è quell'assassino.

Perché è vero che gli è stato detto che è un delinquente: a farlo sono state numerose giurie popolari italiane, che l'hanno giudicato e condannato per corruzione.
Perché è vero che è stato accusato di essere mafioso, Del resto, se hai un boss della mafia alle tue dipendenze e lo assumi come stalliere, il richiamo alle teste di cavallo nel letto è immediato.

Ma proprio non mi viene in mente chi ha mai detto che fosse un assassino.
Assassino?

E siccome ieri è stata una giornata di grandi verità, mi chiedo:
non è che Berlusconi sa qualcosa che noi non sappiamo?


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martedì, aprile 04, 2006
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FIUMI D'ATTESA

Ti ho cercata a lungo.
Sulle sponde dei miei pensieri cattivi,
che trascinavano a valle la tua inesistenza.

Aspetta il tuo nemico, vedrai passare il suo corpo.
Il tuo corpo forse,
un battello per cui non avevo il biglietto.

Un clandestino si tuffa,
un capitano affonda con i topi che ballano,
un amante, io, che insegue te, sirena del Nulla.

Tra le correnti artistiche dei miei pensieri,
ti ho immaginata e sognata sotto il sole,
naufraga da salvare.

E sono affondato.

Per questo i miei non sono più baci.
Ma una respirazione bocca a bocca.
Per sopravvivere fino al tuo mare.


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lunedì, aprile 03, 2006
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RAZZISMI DI TRINCEA

Pare che quattro inglesi su cinque si cambino le mutande ogni tre giorni.
Non è un segreto che i bagni in Inghilterra siano sprovvisti del bidet.
E poi vanno ad invadere gli iracheni perché posseggono armi chimiche.

Ad esportare la democrazia sono andati. La democrazia e la cultura occidentale.
Immagino i dubbi degli iracheni. Almeno un paio di domande se le saranno fatte.
Ma non sono quelli con la monarchia? Ma non sono gli unici che guidano a sinistra?

Ma no, si difendono i sudditi britannici, siamo solo andati a portare Pace e Amore.
Non so per la Pace, ma va detto che sull'Amore sono stati ben chiari i loro scienziati.
Secondo un recente studio, l'Amore a prima vista non esiste. Ci vuole prima un anno di bombe.

Però l'Inghilterra ha numerosi pregi, che arricchiranno la neonata democrazia irachena.
In Iraq è ora possibile leggere Shakespeare, vedere la BBC ed ascoltare i Beatles.
Solo che anche gli uomini porteranno il velo. Per nascondere le pettinature alla Beckham.

Certo che qualcosa è cambiato laggiù, i sudditi della regina hanno già lasciato il segno.
Ci sono ancora le violenze. Ci sono ancora i rapimenti, le decapitazioni, i kamikaze.
Ma ora sono per motivi diversi: trovate voi in Iraq dei biscotti per il the delle cinque.


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