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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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Ringraziamenti


Template e grafica:
 SimoneOnline
martedì, maggio 30, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

FISIOGNOMICAMI

Mi cade l'occhio sulla tua bocca,
quando la muovi e quando taci.

Non capirei le tue parole comunque.
Leggere il labiale non mi aiuta.
Ma che effetto farebbero le tue labbra su di me?

Mi cade l'occhio sul tuo seno
lasciato incostudito al mio sguardo.

Non dico che starei ore ad ammirarlo.
A volte magari m'incanto e penso ad altro.
E arrotondo tutto per eccesso.

Mi cade l'occhio sul tuo culo
e nemmeno te ne accorgi.

Mica lo fisso, lo chiamano riflesso incondizionato.
Perché fa venire pensieri da ergastolo.
Senza la condizionale, appunto.

Mi cade l'occhio sulle tue gambe lucide,
che il vento sembra apprezzare quanto me.

Vabbè, non le seguirei fino in capo al mondo.
Diciamo che le guarderei uscire dalla mia vita.
Talmente piano che me le ricorderei entrambe.

Ma non sono ossessionato da te,
il mio è un problema strutturale.

A me cade l'occhio.
Dico davvero.
Quello sinistro.

 


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martedì, maggio 30, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

UNO SCHIAVO ALL'ALTEZZA

Se mi vuoi calpestare,
non farlo con scarpe a bassa pressione.

Ti voglio su di me coi tacchi a spillo,
dodici centimetri almeno di cattiveria ad alta precisione.

Non che mi piaccia il dolore,
ma oggi, sai, ho bisogno di un sogno normale.

Che tu possa un giorno cadere.

Ci sono io, dài, non ti farai male.


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lunedì, maggio 29, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

UNA SCENEGGIATURA PER TE

- Facciamo colazione assieme domani?
- Spad, ma se non ti svegli mai prima di mezzogiorno?
- No, dài, domani metto la sveglia.
- Alle otto?
- Sticazzi, ho detto di fare colazione, mica di andare a guardare l'alba.
- Alle nove prendo la 54 per andare al lavoro.
- Mettiti con me, non dovrai mai più lavorare.
- Spad, ma se tu sei disoccupato?!
- Infatti, è contagioso.
- Non mi metterei mai con te, non sei serio.
- Posso esserlo benissimo. Domani butto la playstation.
- Non lo faresti mai.
- Ma almeno lo dico. Prima di conoscerti mi era impossibile solo immaginarlo.
- E poi non sei il mio tipo. Sei troppo porco.
- Smetterò di esserlo, promesso. Se ti vedo nuda, non dirò nulla di sconcio.
- Ce la faresti?
- Se mi passi l'ululare, sì.
- No Spad, gli ululati sono volgari. Non puoi stare zitto?
- Certo, mi esprimerò a gesti.
- Mi salti addosso quindi.
- Dipende, quello significa "Sai mia Cara, oggi sei abbastanza carina".
- E quando sarò molto carina?
- T'inviterò a colazione. Allora, alle otto e mezza al bar?


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venerdì, maggio 26, 2006
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HASTA SIEMPRE BERLUSCON

«Stiano attenti i signori della sinistra, perché se dovessimo portare in piazza l'Italia che io vedo in giro intorno a me in tutte le regioni, male sarebbe per loro».
«Non siamo noi che dobbiamo aver paura della sinistra, sono loro che devono aver paura dell'Italia buona. Devono stare attenti a non tirare troppo la corda, perché siamo vicini alla rottura della corda. E se questa Italia che sto conoscendo perde la pazienza, peggio per loro»

-Berlusconi-
(dal Corriere della Sera, dichiarazione di ieri)

***

Ok, Berlusconi si è bevuto il cervello.
Non mi fa paura, solo perché conosco la gente che l'ha votato.
Non chiedetemi di spiegare l'incongruenza, ma oh, sono di gran lunga migliori di lui.

Ed è a loro che mi rivolgo, ai miei amici che l'hanno votato, nel caso decidessero di scendere in piazza a sovvertire il governo.

- scendeste in piazza proprio il giorno che la Nazionale esce dai Mondiali, potreste evitare almeno di gridare Forza Italia? Vabbè il danno, ma la beffa no.

- qualche consiglio sul vestiario: no alla maglietta con la faccia di Bondi. Magari per voi è meglio lui di Che Guevara, opinione legittima. Ma secondo me non cuccate uguale. E lasciate stare anche i pantaloni mimetici. Per mimetizzarvi su un marciapiede metropolitano, dovreste ricoprirvi di merda.

- potreste spaccare le vetrine del tabaccaio sotto casa mia? Si ostina a darmi il resto in monetine da 5 e 2 centesimi. Poi vado al bar, ci pago il caffé e la cassiera mi guarda male. Credo ormai che dica al barista di sputarmi nella tazzina. Sono lo zimbello del quartiere, il mio vicino di casa ha pure tirato un muro lungo i nostri giardini e la gnocca al piano di sopra mi regala ancora le cartine per farmi i cannoni. Ma le buca prima. Insomma, capisco che devo essere ottimista e fare girare l'economia, ma perché proprio le mie palle devono dare il buono esempio?

- oh, se fate il colpo di stato, poi voglio almeno i treni in orario.

- vi prego, siccome è facile che poi io finisca dentro come oppositore satirico, potreste spiegare voi a Silvio che quando dicevo che mi sarei trombato volentieri sua figlia Barbara, non stavo facendo della facile ironia?


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giovedì, maggio 25, 2006
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COME UN COLPO DI FULMINE

Mi spiace: ti guardo e penso Ma Quanto Sei Figa.
Non è romantico, lo so.

Potrei sognarti come una principessa, che attende il cavaliere che la salvi dal drago.
Ci ho anche provato.
Ma ero sempre il drago.

Potrei raccontarti come starebbero bene le mie mani sui tuoi fianchi.
Ma dovrei essere svelto a parlare.
Prima che scendano sul tuo culo.

Potrei portarti in un giardino di girasoli, per vedere se si girano verso di te.
Magari non lo faranno.
Magari. Così resteremo soli, tu ed io.

Potrei scriverti una canzone d'Amore e cantarla alla tua porta, per farti sapere cosa provo.
C'è solo un problema.
Non trovo la rima per la parola Wow.

No, mi spiace: ti guardo e penso solo Ma Quanto Sei Figa.
Non è romantico, lo so.

Potrei fare meglio, sì.
Ma non potrei fare di più. Questo no.
Perché per amare tutto ciò che sei, ho proprio bisogno del dono della sintesi.


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mercoledì, maggio 24, 2006
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CONSECUTIO SUIS

L'Amore a puntate.
Quello che dura dieci, quindici anni magari.
Ma se metti assieme tutte le notti passati sulle labbra, di anno manco uno.

L'Amore della persona giusta, al momento sbagliato.
Il momento della persona stronza, il momento delle puttanate.
Il momento di partire. O un momento. Dammi solo un fottutissimo momento.
Per lasciarti guardare ancora, come fosse sempre l'ultima volta.

L'amore che ha bisogno degli addii.
Per poi ritrovarsi in rinnovato stupore.
Non annoiarsi, no, tra noi questo no, giuramelo.

L'amore che non ce lo diremo mai.
Quando si brinda per non fare uscire le parole.
Magari dico che sei la solita gnocca.
Sì, sono sempre io, ma questo già lo sapevi.

L'Amore del dài, passo da casa tua. Magari c'è lui.
Uno che non è del nostro giro. E allora fa più paura.
Davvero simpatico però, sì, lo ammetto. Quando finisce?

L'Amore che te lo ricordi il tipo che ci ha fatto questa foto?
Eravamo al mare e tu avevi il bikini rosso che mi fa impazzire.
Te l'ho slacciato mentre il tipo scattava e ti sei arrabbiata.
Ti ho offerto da bere ed eravamo pari.

L'Amore di una vita. Perché ci siamo sempre.
L'ultima è stata cinque anni fa, sì Amore, così tanto.
Perché così siamo fatti, perché di amarci ce lo dimentichiamo soltanto.

L'Amore a puntate.

Solo che stasera avrei per le mani una hostess ninfomane.
Non è che questa puntata la registriamo e ce la guardiamo domani?


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martedì, maggio 23, 2006
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CERTEZZE VOLATILI

Non so prendere decisioni.
Cosa faccio domani sera?
Lascerò il mio lavoro?
Lo voto ancora quel pirla?
Mi trovo davanti la Vita ed ogni volta penso:
e mo'?

Dubbi, domande, incertezze.

Almeno una volta mi consolavo con false certezze:
- la carità è sempre e comunque un bene
- la Juve ruba, ma non lo sa
- Rosi Bindi è solo una cazzo di cattolica
- l'Amore eterno, come no?
- le donne preferiscono i preliminari

Dubbi, domande, incertezze.

Mi basavo su quelle.
Sul "beh, almeno di questo sono sicuro".
Ok, facevo cazzate lo stesso, ma avevano una coerenza.
Avevano un cuore.
Ora no.

Dubbi, domande, incertezze.

Niente più cuore.
I dubbi arrivano allora da un'altra parte, lo sento.
I passi incerti sono dettati da un altro organo.
Se Freud s'è fatto la barchetta, un motiva ci sarà:
arrivano dal mio cazzo.

Dubbi, domande, incertezze.

Eccoli lì.
Non so fare sesso, forse.
Non è lei che amo, magari.
La Playstation è un surrogato alla masturbazione?
Il mio scooter è un prolungamento del pene. Boh.
Su un'isola deserta, gli unici due sopravvissuti ad un disastro nucleare.
Perché no?

Dubbi, domande, incertezze.

E tutto per il mio cazzo.
Come fosse l'ago di una bilancia impazzita.
Il moto perpetuo che non è mai stato inventato.
Il caos dei sensi.
La crepa nelle nostre certezze.
L'uragano che travolge i tuoi colli.
Il mio cazzo.

Ovvio che si senta sminuito se lo chiami "passerotto", eccheccazzo!


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domenica, maggio 21, 2006
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EDEN ADDIO

Ogni amore è frutto di quello precedente.

Non ci saremmo innamorati di Tizia se non fosse finita prima con Caia. Se in un percorso verso il futuro le conseguenze diventano le cause del prossimo amore, andando invece all'indietro è il contrario: le cause prima, poi le conseguenze. Come dovrebbe sempre essere. L'infelicità di tante battaglie perse che ridiventa la pace del primo sguardo di cui ci siamo innamorati.

Andando a ritroso, troviamo i perché dei nostri amori.

Fossero andate bene le cose con Irene, continuerei a bussare alla porta di Misia?
L'apriscatole e il cavatappi e il sale e hai mica una sigaretta, il caffè ce l'ho io, ti va?
Irene, quell'Irene lì, abitava invece molto lontano, diecimila chilometri dalle mie labbra, qualcuno meno dal cuore.
Comunque più vicino di Nadia. Se non mi fossi lasciato con Gloria, Nadia mi sarebbe sembrata una buona idea?
Quella notte mi sei sembrata la cosa più bella del mondo, Nadia. La mattina mi sembravi invece la Cosa.
Certo è che anche Gloria non l'avrei mai nemmeno conosciuta se Sonia non mi avesse lasciato per un poeta vero.
Parole sue: "è un poeta vero, lui, un uomo vero". Insomma, portava la divisa e pagava con la Visa.
Sonia del resto la incontrai ad una festa di carnevale, ero vestito da uomo ragno. A modo suo una divisa.
Fu la sera che dissi addio a Maria. Addio Maria. Con te se ne va la primavera.
E pensare che Maria l'ho conosciuta in autunno. C'era vento quel pomeriggio.
Un soffio scaldato dal profumo di caldarosste e congelato dal respiro di un ricordo: Carla.
Carla, la compagna di banco, quella dell'amore per sempre, da film.

Siamo stati assieme un quadrimestre.
E prima di lei Marta.
In prima liceo stavo con Jessica.
Alle medie con Elisa e prima con Chiara.
Le elementari con Lucia.
All'asilo con Sara.

Sì, all'asilo mi davo i bacetti con Sara, cercando di dimenticare Eva.

Se avessi avuto successo con Eva, non ci sarebbero state Sara o Lucia, Jessica non sarebbe stata la mia prima volta, mai una rosa per Maria o una litigata con Gloria, la fuga da Irene e quindi la casa qui, accanto alla bellissima Misia.
Niente di tutto questo sarebbe successo.

La mia vita sentimentale è stata condizionata dal primordiale due di picche della mia baby-sitter.
Porca Eva.


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giovedì, maggio 18, 2006
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CONCORSO (DI COLPA)

Oggi esce il mio libro.
(c'è già gente che per questo chiede le dimissioni di Rutelli)

La casa editrice Scrittomisto ha indetto un concorso: spedirà a casa una copia di tutti gli altri cinque titoli della collana, al primo che manderà una sua foto, con il mio libro, scattata in un posto "bello" della città dove si trova. Non hanno specificato cosa daranno alla prima che si farà fotografare sexy nel proprio letto. Vabbè, prometto di penserci io. Ah, ovvio, a quel punto chissenefrega se c'è il libro.

Visto che è un concorso vero, che si svolge anche per gli altri libri della collana, mica si può barare, ma io vi consiglio comunque di non fidarvi. Non fidatevi di me, intendo. Sono pure juventino, per dirvi. Nel segreto del mio account di posta elettronica, barerei per far vincere una bella gnocca.
Quindi mandatele sia a me (
jacopospadoni@gmail.com), sia alla redazione (redazione@scrittomisto.it), che pubblicherà i vincitori.

Invece i perdenti li mostrerò io, in questo blog. Additandone i peggiori difetti ed esponendoli alla derisione di tutti i commentatori, con simpatiche frasi tipo: "Se quello è un bel posto, gli affitto la mia discarica", "C'ha le gambe storte", "Uno sfigato gli scriva per solidarietà, presto!", "Manco mi regalasse un pompino", "Ma di che specie è?", "Ha proprio la faccia da pirla", "Certo, fin quando legge quella roba.."

Ma voglio aggiungere due premi.

Alla foto più bella con una ragazza protagonista:
una sera romantica..
con cenetta in un ristorantino particolare..
magari due salti a ballare..
come due amici, qualcosa di più..
ti va un bagno nella Jacuzzi, baby?

Ecco, però dovresti venirmi a prendere, ché non ho l'auto.
E pagare tu al ristorante, non ho un soldo.
Anche per la Jacuzzi, tu ce l'hai mica?
Se non ti piace l'idea di uscire con uno scroccone, ti capisco.
Mi fai usare almeno la Jacuzzi? L'amica me la porto io.

Alla foto più bella con un uomo protagonista, invece:
oh, grazie, amico.

(No dài, parlerò bene di te a Farfalladirose, una vocalist della Scrittomisto)

Nella foto, la risposta più sensata che mi venga in mente alla domanda:
- che cazzo ci stanno a fare le vocalist in una casa editrice?


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mercoledì, maggio 17, 2006
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INVASIONI SEMANTICHE

Le donne esagerano in tutto,
gli uomini esagerano a letto.

Gli uomini guardano le cose,
le donne guardano i contorni.

Le donne ascoltano le cose,
gli uomini ascoltano le partite.

Gli uomini sanno come essere cattivi,
quando serve.
Le donne sanno esserlo ancora di più,
quando è giusto.

Gli uomini parlano alle persone,
le donne personalizzano le parole,
fino a far la rima con Amore.

Le donne cantano,
gli uomini suonano.

Le donne camminano leggere,
gli uomini s'incamminano con leggerezza,
facendola passare per Avventura.

Non so se tutto questo è poi così vero, Amore Mio.
Magari è solo un cumulo di inutili generalizzazioni.
Forse non so che cosa differisce un uomo da una donna.

Ma sono praticamente certo che le donne,
anche a casa, sole col proprio uomo e basta,
non possano proprio usare espressioni come
"oh Spad, gira dài, ché 'sto programma mi sta rugando il cazzo".


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lunedì, maggio 15, 2006
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LA MIA C2

"Ho agito così per non essere sovrastato,
per non essere io la vittima dei poteri forti"

(Luciano Moggi, oggi pomeriggio, ai giudici).

Mavvaffanculova!
Ora dicci solo se dobbiamo restituirli proprio tutti, stronzo.

 

visto che si fa un gran parlare di dare una nuova immagine al calcio..
oh, io propongo questa..


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lunedì, maggio 15, 2006
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QUASI PERFETTI

Ho dimenticato la Festa della Mamma.
Forse anche quella del Papà, non me lo ricordo.

Andrebbero fatti gli auguri, credo.
Auguri per cosa però?
Essendo i due ancora piuttosto "attivi",
non vorrei gufargliela e ritrovarmi un fratellino a 32 anni.

No, in questi casi ci vogliono i ringraziamenti.

Grazie Mum per avermi insegnato che si può fare tutto.
Grazie Babbo per avermi detto come.
Grazie Babbo per avermi obbligato a guardare il scondo tempo di Milan-Liverpool.
Grazie Mum, la pasta era buonissima. Anche il secondo. Ordiniamo il caffé?
Grazie Babbo, per tutte le volte che sei riuscito a non chiedermi parole difficili.
Grazie Mum, quando sei stata ad ascoltare parole che non voleva sentire più nessuno.
Grazie a entrambi, per tutte le mille esperienze che mi avete permesso di vivere.
Grazie Babbo, per le tue camicie stirate quando avevo un colloquio.
Grazie Mum, perché eri tu a stirarle.
Grazie Babbo, quando venivi a prendermi di notte e facevi finta di non vedermi brillo.
Grazie Mum, quando mi davi la bottiglia migliore di vino, per una cena con Lei.
Grazie ad entrambi per avermi ripescato dall'Oblio. O in un bar.

Ho solo un rimprovero da farvi.
La mia è stata un'infanzia felice, questo sì.
Ma avrebbe potuto essere meglio.

Potevate chiamarmi Actarus, no?


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giovedì, maggio 11, 2006
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SCRITTOMISTO

Lo dicono sempre:
ormai pubblicano tutti, cani e porci.

Ecco, io vorrei essere il porco.
Che scrive per avere un buon argomento da marpionamento.
Che pubblica libri con il paginone centrale, tipo Playboy.

E non solo porco, ma anche sporco.
Quello che non si fa leggere ai ragazzini.
Che poi mi emulano e si fanno male con la Playstation.
(è difficile, ma io ci riesco).

Stupido. Voglio essere lo stupido del paese degli scrittori.
Uno che da piccolo ha avuto un frontale con il passeggino.
E da allora usa il cervello di cortesia.

Uno per cui sarebbe impossibile essere politicamente scorretto.
Perché di politica non capisco una mazza. Non m'informo neanche.
Quando mi dissero che Craxi quest'anno era candidato, stavo chiamando l'esorcista.

I congiuntivi? Opinioni.
I condizionali? Non ho capito la domanda.
La consecutio temporum? Una volta, con un acido.

Voglio essere più alcolista di Bukowsky,
più saccente di Baricco,
più inutile della biografia di un trentenne,
più brutto di Bruno Vespa,
più volgare del Kamasutra.

Il fondatore di una nuova corrente letteraria:
il pirlismo-chic.
(ok, non sono chic.. ma anche voi però, dài, dare retta a un pirla..)


Per diventare questo vilipendio alla Cultura,
mi serviva solo una cosa..

..dei folli che mi pubblicassero.

Grazie.


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giovedì, maggio 11, 2006
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E POI DICONO A ME

Macché, neanche a 'sto giro avremo una donna con una presidenza istituzionale.
Napolitano, Marini e Bertinotti sicuri, Prodi imminente e D'Alema, come vice, probabile.
Cosa daranno ad una donna?

Certi il Ministero dell'Istruzione e quello delle Pari Opportunità.
Magari la Difesa, alla Bonino, ma non ci credo più di tanto.
Chissà se fanno la bella pazziata e mettono la Melandri agli Esteri.
Si scordino le donne di prendere Interni o Giustizia, direi.
Il Tesoro poi, mai. Chiamala Alta Finanza, baby.
Rimangono quei ministeri un po' sfigati. Oh, utili. Già. Però.
Politiche Agricole e Forestali. Peccato che in Italia non ci sia la giungla, se no.
Beni e Attività Culturali. Ma sai baby, la Finanza è Bassa.
Ministero della Salute. Che una volta aveva il suo perché. Ora funge da Malaussene dei polli.
Lavoro. Ministero del Lavoro. Esiste davvero. Non c'è lavoro, ma il ministero sì. E funzionante, perfetto, questo va detto. Anche perché hanno informatizzato ogni procedura, ora fa tutto il computer. Neanche il Ministero del Lavoro dà posti di lavoro.

Il potere logora chi non ce l'ha è una frase del cazzo e sul cazzo.
L'Italia non è pronta e sta un passo indietro, nel giardino del Vaticano.
Forse Nilde Jotti, con quel nome Nilde, che non finisce con la "A", ha confuso qualcuno.

No, nessuna donna sulle poltrone calde della politica italiana.

Ma mettere pure una bionda, tinta, a portare il cesto dell'urna è una presa per il culo degna di me.
Non di chi ho votato.



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mercoledì, maggio 10, 2006
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AMARE, VERITÀ

Secondo uno studio sull'accoppiamento umano, le donne scelgono i loro partner in base al viso.

Un volto maschile dai tratti dolci, quasi effemminati, è preferito dalle donne se cercano un partner che sia il padre dei loro figli. Mentre il viso virile, maschio, è scelto per una trombata e via.

Cazzo, è fastidioso scoprire di avere scientificamente una faccia da pirla.


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lunedì, maggio 08, 2006
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FACCIO GLI SCONTI CON TE

Non sono uno che pensa tanto ai soldi.

Se ci sono è meglio, ma non ci faccio una malattia.
Ho uno stipendio a tre cifre, ma non so quanto costa un litro di latte, non ci guardo.
Risparmio il giusto per avere sempre un pacchetto di sigarette in tasca.
Non voglio fare carriera e ho sempre una moneta per chi suona in metropolitana.
Fa niente se il pusher aumenta le tariffe, ne fumerò meno, basta sia buona.
Penso che non sia bello finalizzare tutto al Dio denaro.

Per capirci, con Barbara Berlusconi farei sesso anche gratis.


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venerdì, maggio 05, 2006
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RELAZIONI PERICOLOSE

Mi ha chiamato Prodi:

-Spad.
-Luigi.
-Mi chiamo Romano.
-Hai la faccia da Luigi.
-Ho bisogno di te.
-Rinnova il sarto.
-No, non per il look. Un ministero.
-Non posso.
-Perché?
-La castità, sai.
-No Spad, ministero, non monastero.
-Ah, sesso pesante. Allora posso.
-Ministro dell'Istruzione, eh? Ti va?
-Cavolo, sì, tutte quelle studentesse all'ultimo anno di liceo.
-Beh no Spad, allora facciamo che sarai il ministro della Difesa.
-Perfetto. Senti Romano, mi ricordi dov'è l'Iraq?
-No, aspetta, ho capito: ministro della Giustizia.
-Mi oppongo!
-Perché?
-No, niente, mi calavo nella parte.
-Spad, non ci siamo. Dimmi tu cosa vuoi fare ed io te lo faccio fare. Ci servi.
-Ministro delle Spettacolo.
-No, niente ballerine.
-Ministro delle Comunicazioni.
-Non significa fare pubbliche relazioni.
-Ministro delle Poste.
-Perché?
-Il postino ti bussa sempre due volte.
-Non l'ho capita.
-Perché è fine.
-No, senti, il governo è mio e decido io: tu farai il ministro del Mezzogiorno.
-Ci sto, detesto svegliarmi prima.
-Ho capito, niente ministeri. Ci vuole altro per te: sottosegretario?
-No, guarda Romano, per quelle cose chiama la Lewinsky.
-Portaborse?
-E farcele portare a domicilio? Lo fa anche l'Esselunga.
-Basta, ci rinuncio, non c'è rimasto altro. L'Italia ti chiama, dimmi tu cosa vuoi fare.
-Berlusconi. Farò io Silvio Berlusconi.
-Ma non è un incarico di governo. E poi Berlusconi sta all'opposizione.
-Me lo giuri?


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giovedì, maggio 04, 2006
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COLONIZZAZIONE

Esiste una razza aliena che non prova emozioni.

Sono i vulcaniani, abitanti di Vulcano. Che non sta nelle Eolie, ma a migliaia di anni di luce da qui (non che le Eolie siano tanto più vicine, cazzo). Ecco, questi vulcaniani sono olivastri, hanno le orecchie a punta e non provano emozioni. Caratteristica questa che rende loro più sopportabile l'idea di avere orecchie che manco un dobberman incazzato.

Niente emozioni, ma i sentimenti sì. Si amano, si stanno sulle palle, si cercano e decidono di perdersi, da soli o per sempre con qualcuno. Ma senza la confusione e i dubbi e le esplosioni ed i crolli emotivi. Eh già, perché non s'incazzano mai, non provano tristezza, la malinconia è roba da canzonette e se va male l'Amore, beh, che cos'è l'amore, Terrestre?

Gli rubano l'auto? Ecchisenefrega.
Va a fuoco la casa? Fa niente.
Ti rompi la faccia? Non importa.
Ti urlano? Non sento.
Non ti parla? Non ascoltavo.
Piove ed è Maggio? E allora?!
Lei se ne va con l'idraulico? Mi farò un bagno, baby.

Distaccati. Precisi. Diretti.
Sereni.

Anche le vulcaniane sono così.
Non chiedono coccole, non sono gelose, non sognano Batman o Corto Maltese e se dimentichi l'anniversario sei solo un vero uomo, un vero Vulcaniano. Nessuna emozione per le donne vulcaniane. Nessuno slancio emotivo. Banditi i capricci, le notti svegli a parlare e le richieste d'affetto. Niente smancerie o pianti davanti a film improbabili.

Algide. Statuarie. Spietate.
Sirene.

Alieni.

I vulcaniani sono alieni. Non li capisco proprio. Sono di un altro mondo, un'altra culura, una mentalità agli opposti. Sono diversi da me. Non comunicano con lo stomaco, ma con il cervello. Non parlano la mia lingua.

Insomma, come cazzo si dice "sveltina" in vulcaniano?


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mercoledì, maggio 03, 2006
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SENILISPAD

Impossibile dimenticare.
La formazione dell'Italia nell'82 e la prima volta che l'ho fatto.
Una notte che ho rischiato la vita e quella strana paura di morire.
Tutti i giorni passati con te e tutti quelli senza.

Posso dimenticare.
L'appuntamento dal dentista ed il nome di uno che mi sta salutando.
Il compleanno di un amico e le chiavi a casa.
Le declinazioni latine e le volte che ho detto "ora basta".

Vorrei dimenticare.
La voglia di farmi male e la tentazione di accontentarmi di dormire.
Una canzoncina stupida della Carrà e la voglia di stare assieme.
I New Kids On The Block ed un paio di finali di Champions League.

Ho dimenticato.
Da che parte stavo.
Il cognome della mia prima ragazza.
Come si piange.
Di non piangere.

Le parole di "Albachiara".

Così, di botto.
Me la stavo canticchiando dentro la vasca e BOUM!
Il vuoto.

Cammini per strada mangiando una mela.. E poi?
Poi mi ricordo che si masturba.
Ma tra il frutto e tu sola dentro una stanza e tutto il mondo fuori?
Cosa fa? E la mela? Sarà propedeutica alla masturbazione?

Ma poi Albachiara è il suo nome?
I genitori saranno figli dei fiori. Ascoltavano Bob Dylan magari.
Sempre a piedi nudi, a mangiare cibi sani e correre nudi.
Gente che è vissuta a stretto contatto con la Natura.
Ovvio che poi la figlia si masturbi con una mela.

Ho dimenticato una canzone di Vasco Rossi.
Il primo passo verso l'andropausa.
Sto diventando vecchio.
Vecchio e borghese.
Il prossimo passo sarà abbandonare la Playstation.
O dismettere i miei stivali da cowboy.
Il pigiama!! No, il pigiama no!
Un vecchio.

Un vecchio che dimentica male ed in fretta, forse.
Ma un vecchio che sa bene cosa vuole dimenticare.
Ed un vecchio che ora può dimenticare il male.
Un vecchio con un bene indimenticabile nella vita. Te.


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martedì, maggio 02, 2006
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FISCHI DI PAROLE TRA NOI

Non ho mai fischiato ad una donna.
Ho fischiettato per una donna.
Fischierei una donna fosse un pessimo ministro, non sempre però. Ieri sì.
Fischiami ancora nell'orecchio e ti ribalto, donna o non donna.
Al fischio d'inizio la donna si alzò e lui non la vide mai più.
Non voglio una donna che arrivi ad ogni mio fischio.
Fischia baby!, quanto sei donna con i tuoi stivali cattivi.
Fischiano i treni e mi perdo nei ricordi di Maria, che donna!
Fino al Fischio Finale, una donna mi cambierà la Vita.
Se mi fischiano le orecchie, spero sempre che a pensarmi sia una donna.
Non ho mai fischiato in una donna, ma ci fosse una volontaria.
Quando fischi "Amore Di Plastica", vorrei fossi la mia donna.
Ma se la fischi durante una canzone di Vasco, eh no donna.
Sinceramente me ne infischio, domani è un'altra donna.
Fammi un fischio se ti sentirai donna stanotte.
Il vento fischia sempre il nome di una donna.


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lunedì, maggio 01, 2006
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DIMMI L'ESSENZIALE

Me la presentano e mi chiedo:
ma tu?
Dov'eri quando mi sono giurato "Mai Più"?
Chi baciavi quando baciavo per l'ennesima ultima volta?
Perché hai aspettato tanto?
Ci sei.
Cosa conta adesso?

Sono tuo.
Dimmi tu quando,
ti mostrerò io quanto.

La guardo e penso:
tu sei di Serie A.
Ci fosse un cazzo di campionato delle Ragazze Speciali, tu sei la Juve.
Rubi forse, chissenefrega, prenditi il mio cuore, è tuo, non faccio resistenza.
Vinci.
E chi ti batte a te?

Sono stato tuo.
Dimmi che lo sai,
inventerò mille ricordi.

Lei mi parla ed ecco:
io sono..
io..
no.
tu.
Cazzo, tu.
Tu.
Voglio tu. E tu?

Sarò tuo, io.
Dimmi che è possibile,
incanterò perfino i tuoi mostri.

La chiamo e mi risponde:
ciao.
Ciao.
ho avuto il numero da.
Hai fatto bene.
tu.
Anch'io.
perché non vieni a vivere qui?

Tuo.
Dimmi solo una cosa,
ma tu il tiramisù lo sai fare?


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