Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
BRUTTO E CATTIVO
Se fossimo alla tv, tutti saremmo bellissimi.
La segretaria del capo, il salumiere sotto casa, la vicina impicciona, l'impiegato della posta.
Io, la mia ragazza, il mio pesce rosso, anche lui, tutti fottutamente belli.
Se fossimo bellissimi, saremmo tutti in tv.
Il macellaio girerebbe telepromozioni sui wurstel di tonno, in ufficio invece della pausa caffè faremmo un break pubblicitario e quella stronza alla cassa dell'esselunga sarebbe sempre una stronza, ma che tette!
In tv ci sarei io, a condurre Striscia la notizia magari, ci sarebbe la mia donna a fare la velina ed il mio orsacchiotto al posto del Gabibbo.
Ma in tv non ci vogliono, siamo brutti.
La mia collega sembra l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo, inteso proprio come essere maschile, visto che della donna non ha nulla. Il panettiere è più pallido della farina che usa e più raffermo del pane che vende. E non ha nemmeno la scusante di essere cocainomane. Il mio custode rompe il cazzo per dove abbandono la puttamiera ed è inutile giurargli che sua figlia non l'ho nemmeno sfiorata. E la sportellista della mia banca è senza sportello, perché secondo me gliel'hanno tolto, così smetteva di sbatterci la faccia.
Io sono calvo, rachitico e pieno di brufoli, che la gente chiama emorroidi, tanto ho la faccia come il culo. La mia fidanzata è bellissima, lei sì, e non vedo l'ora di vederla nuda. Prima però devo affrontare il suo giaccone, poi il maglione, un maglioncino, poi la camicia, un doppio strato di magliette della salute e, se sono già passate le sette di sera, anche il pigiama di flanella. In perizoma l'ho vista solo settimana scorsa. Una settimana intera. Infatti ho iniziato a spogliarla il lunedì e di sabato ci sono finalmente arrivato.
Siamo tutti brutti, niente tv per noi.
Solo il mio gatto impagliato è riuscito ad arrivare davanti alle telecamere.
Lo vedrete tra poco, come comparsa all'Isola dei Famosi.
Sarà il cervello di Alessandra Pierelli.

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SAN TOMMASO FA MIGA INGANN
Ho letto che la madre di Sylvester Stallone ha trovato una nuova fonte di guadagno.
Per 98 dollari, ti legge il culo.
Se le maghe usavano i fondi del caffè, la madre di Sly usa il fondoschiena.
Esatto, proprio così: tu le mandi la foto del sedere e lei ti tice che persona sei stata, che carattere hai, cosa ti riserva il futuro.
Passato, presente e futuro, tutto in quella roba tonda lì.
Hai il culo grosso come una navata di chiesa?
Tranquilla, qualcuno ti chiederà presto di sposarlo.
Hai il culo a mandolino?
Sarà per questo che ti fanno serenate sotto la finestra.
Hai il culo a pera?
Qualcuno ha colto il frutto del peccato. E non era una mela, baby.
Passato, presente e futuro, bastano 98 dollari.
E la foto del tuo culo.
Scusate, ma per me è una stronzata.
Sono troppo materialista per credere a queste cose.
Sì, insomma, io sono empirista nell'animo:
certe cose devo toccarle con mano.

E non chiedo nemmeno i 98 dollari.
Pensa che culo.
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QUANDO IL LAVORO SI FA DURO,
I DURI VANNO IN PAUSA CAFFÈ
- Hai triggato anage per il report?
- Eh?
- Dobbiamo downare il crupter di anage, se no ci killano il mod di data-entry.
- Non ho..
- Vabbè Spad, allora sorta le tabelle di croge, che se ci dumpa il log lo crakkiamo in un file def, che ci bookka il database in stand-by.
- Cos'è, un gioco? Devo fare l'anagramma di ciò che mi hai detto e allora poi capisco?
- Ma è semplice, basta che relisi il tuo account in share.
- No, guarda, io 'ste cose le faccio solo con la mia ragazza. E solo una volta l'anno, se no dice che sono un porco.
- Spad, ma tu hai mai flaggato la sessione di kondor?
- Kondor? Mah, che io sappia, ci son due coccodrilli, un'aquila reale, un gatto, un topo.. Ma kondor no, mai.
- Ti spiego io come fare: apri lo script ftp di vm.
- Non devo comprare prima una vocale?
- Dopodiché looppi la shell che swappa il server.
- A casa per swoppare il server uso la candeggina. Certo, poi non devo pisciarci per qualche ora, perché assieme all'urina fa una reazione che manco col Piccolo Chimico.
- Spad, parliamoci chiaro: tu stai capendo qualcosa di ciò che si fa in questo ufficio?
- Ma certo: dobbiamo risolvere i problemi degli utenti che ci chiamano.
- Giusto. Mettiamo caso che ti chiama un utente dell'amministrazione titoli che ti dice che ha bisogno di un'estrazione dati in out-bound. Tu cosa gli rispondi?
- Mah, lo tranquillizzo. Dico frasi del tipo "Dài, non fare così", oppure "Ci siamo passati tutti, è la vita".
- Ma questo non è risolvere il suo problema!
- Lo dici tu. Dopo aver messo giù la cornetta, vado subito a bermi un caffè al bar. Quando torno, spesso mi richiamano per dirmi che si sono sbagliati, di non fare nulla. E si scusano pure di aver disturbato.
- E funziona sempre?
- No, a volte insistono per avere quell'estrazione.
- E tu allora cosa fai, Spad?
- Demando il problema ad un altro ufficio. Lo dico a quelli del back-office, che non sanno cosa fare e allora si rivolgono ai sistemisti, che, a loro volta, consultano l'ufficio anagrafe, che passa la palla al middle-office, che non sa di cosa si parli e manda una mail all'amministrazione, che disperata chiede aiuto al front-office, e così via, per mille altri uffici.
- E poi?
- Semplice: prima o poi un dirigente si accorge di tutta questa babele e chiama l'utente, urlandogli che non si può scomodare tutta la banca per una cazzo di estrazione e che deve arrangiarsi da solo.
- Cavolo, io ho sempre fatto ciò che mi chiedevano.
- Grande errore, perché poi si sparge la voce che sei uno efficente e chiamano te per qualsiasi problema.
- Sì, in effetti oggi ho già ricevuto sessantaquattro telefonate. E tu?
- Una.
- Una? E di chi?
- Dell'amministratore delegato.
- Cazzo, addirittura. E cosa voleva?
- Era incazzato con te, ti cerca da stamattina, ma il tuo telefono è sempre occupato.
- Merda!
- Non ti preoccupare, ci ho parlato io ed abbiamo risolto il problema.
- Grande Spad. E come lo hai risolto?
- Facile: domani ti arriva un secondo telefono.
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FOOT YOU MAN!
Quelle con le ballerine camminano come camionisti.
E non ballano, ma saltano e pogano e chiedono perché tu non balli.
Quelle con le scarpe da tennis sono ottime amiche.
Anche perché quando se le tolgono, ti passa la voglia di provarci.
Quelle con le infradito le lanciano lontano, con un gesto leggero.
E quando spaccano qualcosa, sanno come farsi perdonare.
Quelle coi tacchi dicono di saper fare ottimi pompini.
Ma non li fanno perché oh, già ho messo i tacchi, cosa vuoi di più??
Quelle con gli stivali ti trattano come un vero cowboy.
Sì, come se loro fossero veri cowboy.
Quelle coi sandali alla schiava sono un po' freddine.
Sarà che i lacci impediscono al sangue di circolare.
Quelle con le zeppe dicono tutti la diano facilmente.
Forse perché cadono tra le braccia del primo che le raccoglie.
Quelle coi piedi nudi vivono tutto alla leggera.
Fino a quando non pesti loro un alluce.
Quelle con gli anfibi hanno il cuore con la punta di ferro.
Ma non c'è calamita che le attiri.
Ogni scarpa racconta qualcosa.
Tutte le calzature hanno un'anima.
Dimmi cosa porti ai piedi e ti dirò chi sei.
Sì, ma dimmelo però.
Basta coi calci nel culo.

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BARICENTRO FISCALE
"Sono l'italiano che paga in assoluto più tasse e ne sono fiero. Ho pagato anche la tassa sul lusso, perchè io pago tutto, anche più di quanto dovrei"
(Berlusconi, ieri)
Più di quanto dovrebbe?
Cos'è, il nano è pirla?
No, il nano è patriottico.
Il nano adora l'Italia.
Il nano tiene a cuore la nostra terra.
La ama sì.
Del resto lui ci è parecchio vicino.
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IL METODO MORATTI
Si sa che anche la dirigenza interista è uscita a cena con i designatori degli arbitri.
Ma mentre uscivano le intercettazioni di ogni parola detta da Moggi, il suo vantarsi di aver chiuso nello spogliatoio un arbitro, il suo condizionare la moviola del Processo del Lunedì, addirittura i commenti ineleganti di suo figlio su Ilaria D'Amico, nessuna telefonata di Massimo Moratti è stata trovata. Niente, nemmeno uno squillo per mettersi d'accordo sul ristorante e l'ora della cena con Bergamo e Pairetto.
Come cazzo faceva??
Siccome non voglio insinuare che sia intervenuto in qualche modo il suo socio, nonché Mister Telecom, ovvero Tronchetti-Provera, la spiegazione può essere solo una.
La telecinesi.
Ovvio, comunicavano con i poteri della mente.
Quando vedevamo Moratti con una faccia contrita allo stadio, non era l'incazzatura per l'ennesimo gol sbagliato da Adriano. Non si stava affatto chiedendo cosa pagasse a fare dieci milioni di euro l'anno Recoba. Non rifletteva sull'opportunità di cambiare allenatore, che questo era già stato due mesi e poi magari si abituava troppo. Non stava sognando di scoparsi chissà quale velina o letterina al fianco di Vieri, in tribuna.
No.
Stava comunicando con la mente.
Cose tipo:
"Pizzeria La Madonnina, alle 21"
"Milly, butta la pasta che tra un po' arrivo"
"Ci vorrebbe un mio uomo come commissario della Figc"
"Non votate mia sorella, mi ruba i giochi"
"Che cazzo di capelli hai??"
"Scusa Cambiasso, parlavo con Mancini"
Ecco, è certamente così, Moratti comunica con la mente.
Ma io dico: ogni volta che vedeva l'infortunato Ronaldo limonare in tribuna con Susana Werner, se invece di pensare "Vattene, vattene, vattene" avesse pensato "Dammela, dammela, dammela", non sarebbe stato meglio per lui?
O con le bionde non funziona?

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MANESCAMORE
Della mano.
Della misura della mia mano è fatto il tuo corpo.
Eppure so di non poterti tenere in pugno.
Alle mani.
Alle nostre mani si reggerà un bambino per calciare la sua prima palla.
Nostro figlio, mio e tuo. Capito? Anche mio. Via quella maglia dell'Inter.
Dalla mano.
Dalla tua mano ho appreso una grande lezione.
Finalmente ora tremo.
Nelle mani.
Nelle tue mani è la mia felicità.
Oh, trattala bene: è nuova di zecca.
Con la mano.
Fai magie, fai musica, fai biscotti, fai ridere, fai la dura, fai sesso.
Con una mano. Con l'altra distruggi, piangi, ti arrendi, mi allontani.
Sulle mani.
Così avevo capito. Invece forse era "su le mani".
E mi stavi rapinando il cuore.
Per la mano.
Camminiamo così, tenendoci stretti per la mano.
Come se perderci fosse la fine di tutto.
Tra le mani.
Tra le nostre mani c'è una sola differenza.
Quella che tu chiami linea dell'amore, io la chiamo linea della vita.
Fra le mani.
Le mie mani fra i tuoi capelli, fra le tue gambe, fra i tuoi denti.
Ahia!
Le mani sono come preposizioni semplici.
Fanno capire meglio un discorso.
Le mani completano un concetto.
Se ti tocco il culo dicendoti che ti amo,
non sono un porco.
Al massimo sono cattedratico.
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IT'S SASHIMI, BABY
Vorrei una cicatrice.
Magari sullo zigomo, che sembri colpa di una rissa.
Una cosa da duri insomma.
Da uno che chiama le ragazze Pupa.
Uno che non è mai andato a votare.
C'è troppa polizia là.
O uno sfregio, sul fianco.
Una coltellata di tanti anni fa.
Sarei un duro bastardo.
Uno che ha due cuori.
Con quello cattivo farebbe giustizia.
Ma quello buono ti fa un piacere e se ne va.
Con un foro di proiettile sulla spalla.
Di quelli che fanno male col tempo che cambia.
Un duro che va piano, sulla sua Harley.
E quando mi urleranno di superare i limiti, dirò
Ehi Man, non so che problemi hai con la Legge.
Ma conosco i miei.
Un duro del cazzo.
Uno come Bruce Willis.
Ferito, straziato, torturato.
E che ora non ha più da sanguinare.
Non ha più pensieri tristi.
Niente più lacrime.
Uno uomo vero.
Vorrei essere un duro.
E andare dalla mia donna e dirle:
Avanti Bellezza, sono pronto adesso. Premi quel fottuto bottone.
Stavolta giuro che non piango quando Nemo ritrova suo padre.

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PRODIVERBI
-Quando la fame entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra.-
Ma le ragazze hanno sempre fame, non per questo usciamo dalla finestra.
Possiamo uscire pure dalla porta, basta che torniamo con delle pizzette.
-Non tutto il male vien per nuocere.-
Verissimo.
C'è anche del male che viene per eliminarci.
-A buon intenditor, poche parole.-
Se capisci, bene.
Se non capisci, cazzi tuoi: arriva un rompicoglioni che te lo spiega.
-A casa sua ognuno è Re.-
Sarà per questo che gli amici, quando entrano da me, non dicono più Ciao.
Dicono Scacco Matto.
-Gioco di mano, gioco da villano.-
Ma io alla playstation non posso che usare le mani.
Quindi, grassona, spostati ché non vedo lo schermo.
-Gallina vecchia fa buon brodo.-
Che fa il paio con -la donna, prima è miele, poi fiele.-
Boh, forse ad una certa età smettono di lavarsi.
-Il diavolo fa le pentole, non i coperchi.-
Una cosa da tenere ben presente se finissi all'inferno.
Cucinasse lui, chiedo un antipasto, perché prima che bolla l'acqua ne passerà.
-Chi non muore si rivede.-
Che certa gente non dovrebbe mai dirlo.
Rischia d'essere incriminata per istigazione al reato.
-Fra i due litiganti, il terzo gode.- Oppure -donna nana, tutta tana.-
Troppi doppi sensi. Come -sposa bagnata, sposa fortunata.-
Ovvio che uno pensi ai concorsi per Miss Maglietta Bagnata. No?
-Si dice il peccato, non il peccatore.-
Giusto. Mettiamo di scoprire che ci sono due che fanno sesso in Parlamento.
Non vorrei poi venire a sapere che sono Ignazio LaRussa e Rosi Bindi.


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DIVINA A MENTE
- E tu che cazzo ci fai qui?
- Caro', non ti crucciare, mi ci hanno mandato a forza.
- Ma sei ancora vivo.
- Lo so, ma infatti sto poco.
- E cosa sei venuto a fare, Spad?
- Sì, ecco, dicono che mi sono rammollito.
- Sembri stare in ottima forma.
- Pare sia questo il problema.
- Non capisco.
- Tutti rivogliono Spad. Lo Spad becero, volgare, sporco, porco, stronzo.
- In effetti sei inguardabile, sei pure abbronzato.
- Eh, lo so: sono le passeggiate al parco.
- Ancora a fare topless-watching, eh? Vecchio marpione.
- Macché, basta ragazze in perizoma. Ci vado con la mia ragazza.
- Mano nella mano??
- Fermandoci ogni tre passi a baciarci.
- Cavolo, sei messo peggio di quanto pensassi. Ma allora.. Spad, quelli nei tuoi occhi.. Non dirmi che..
- Già.
- Sono quello che penso? Non sono culi?
- No.
- Sono cuoricini? Oddio, no, i cuoricini no!
- Caronte, lo so.
- E quindi?
- Mi hanno mandato qui a prendere ripetizioni.
- Beh, sì, in effetti ci vogliono. Da quanto non scrivi una bella porcata?
- Sarà un mese.
- E Berlusconi? Da quanto non lo sfotti?
- Mi vergogno a dirlo.
- Da quanto, Spad?
- Dalle elezioni.
- Due mesi?? Cavolo, sei più grave di quanto pensassi. Berlusconi ha pure ballato per sua moglie, vestito da marocchino. Dài, qualcosa di cattivo da dire lo trovi.
- Macché, appena ho letto la notizia, ho pensato che forse c'era del buono anche in lui. L'ho trovato romantico.
- Spad, ripigliati, mi fa male vederti così.
- Lo so, Caronte, cosa puoi fare per me?
- Intanto ti mando un paio di giorni dal Conte Ugolino, ché dalla faccia che hai mi sa pure che ti sei messo a mangiare sano.
- Insalata, yogurt e niente wurstel.
- Tu? Tu niente wurstel? E scusa, cosa pucci nel budino?
- Caro'..
- No, non dirmelo, non voglio sentirlo. Ecco, e poi ti mando un'oretta dagli adulatori.
- Nello sterco?
- Sì, nello sterco, Spad.
- Senti, perché non mi mandi da Epicuro, tra gli eretici.
- Guarda che loro stanno in tombe infuocate, forse è meglio lo sterco.
- Lo so, ma stasera devo uscire con la mia ragazza. Sai, fin quando arrivo sudato va anche bene, ma..
- No no, stasera non vai da nessuna parte, hai bisogno di un corso intensivo. Ho capito, per te ci vuole la cura forte: ti mando da Giasone. Imparerai ad essere un vero ruffiano!
- Va bene.
- Va bene? Va bene?? Guarda che ti frusteranno i demoni più crudeli del creato.
- Basta che mi tolgano prima la camicia. Non vorrei si sgualcisse, sai, l'ho stirata per uscire col mio Amore.
- Amore? Ma sei pazzo? Osi dire la parola Amore all'inferno? Qui ci vogliono le maniere forti: i lussuriosi. Vedrai che tornerai lo Spad di una volta.
- Oh sì, che romantico, conoscerò Paolo e Francesca e poi Didone, Cleopatra.
- E non vorrai trombartele tutte?
- Ehi, no!
- Ci sarà anche Elena. Di Troia, non so se ci siamo intesi.
- No, non insistere, sono fedele.
- Qui è peggio di quanto pensassi. A mali estremi, estremi rimedi: ti farai una settimana intera al posto di Cassio, in compagnia dei traditori della peggior specie.
- Tra le fauci di Lucifero?
- Esatto, vedrai che poi ti sentirai meglio, tornerai il bastardo di una volta.
- Allora io vado.
- Vai Spad, vai. E salutami Giuda.
Dopo una settimana:
- Allora Spad, come va ora?
- Mavaffanculo!
- Sì, bravo, così mi piaci, rabbioso.
- La stessa cosa che mi dice sempre tua sorella, sfigato!
- Sublime!
- E scordati che ti ridia i cento euro che mi hai prestato!
- Bravo, ingannami.
- Sei proprio una cacca di medusa, Caronte. Manco i Radicali ti difenderebbero.
- Vedo che la mia cura ha funzionato.
- La cura dovresti farla tu, da uno bravo però.
- Sì, insultami! Ma dimmi, me l'hai salutato Lucifero.
- Certo che no, chi cazzo li vorrebbe i tuoi saluti?
- Ah. Vabbè. Ma non ti ha detto niente per me?
- No, puzzone, niente. Ah no, una cosa mi ha detto di dirtela.
- Sentiamo.
- Dice che se vai alla cerimonia vestito di rosso, ti sbrana quella testa di cazzo che ti ritrovi, perché di rosso si veste già lui.
- Quale cerimonia?
- Ah, non te l'ho detto, cazzone unicefalo?
- Dirmi cosa?
- Che quando ero giù a prendere ripetizioni, mentre tu ti facevi pugnette con la sinistra, ché manco la tua mano destra ti vuole, Giuda e Bruto..
- Giuda e Bruto?
- Cazzo fai, mi copi? Giuda e Bruto..
- Giuda e Bruto?
- Caronte, fottiti. Se mi ripeti ancora, ti infilo la coda nel culo e ti uso come anello. Dicevo, Giuda e Bruto..
- Spad, basta: Giuda e Bruto?
- Si sono innamorati e domani si sposano. Ehi coglione, non lo trovi terribilmente romantico?
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COMPULSIO, ERGO SUM
Non sono ossessivo.
Anche se non cambio le lenzuola dalla tua partenza.
Non voglio perdere il tuo profumo. Come se fossi ancora qui.
A dire il vero non sto proprio pulendo casa.
Spero di trovare presto una buona scusa anche per questo.
Non sono ossessivo.
Anche se sei lontana da me. Lontana dai miei occhi, dalle mie mani.
Occhi che fanno a gara con le mani per chi arriva prima alla tua pelle.
Come se con te, occhi e mani, non fossero la stessa identica cosa.
Infatti quando mi vuoi dare un cinque, mi accechi.
Non sono ossessivo.
Anche se penso a tutte le frasi che non ti sto dicendo.
E m'immagino le tue mani gesticolare nei tuoi racconti buffi.
Quello sguardo incantato che fai quando mi chiedi qualcosa d'importante.
Amore, sono le tre, dormi ora. Non so perché ci sia del fuoco in cucina.
Non sono ossessivo.
Anche se ti telefono cento volte al giorno, come fosse la prima.
Mi faccio raccontare tutto ciò che hai fatto dall'ultima.
E rimaniamo mezz'ora al telefono.
Certo che tu ne fai di roba in dieci minuti, eh?!
Non sono ossessivo.
Anche se guardo la tua foto nel portafogli. Eri bellissima.
Quella con l'abitino giallo, verde, arancione e fucsia.
Sì, dài, quando ci stavano arrestando. Eri irresistibile, sai?
Ma se non c'ero io, ti mettevano dentro per oltraggio al colore.
Non sono ossessivo.
Anche se mi rileggo tutti i nostri sms.
E rido, quanto ho riso prima.
E mi commuovo ancora, quanto prima.
Ma t'amo ogni giorno, più di prima.
Non sono ossessivo.
Anche se guardo fuori dalla finestra, aspettandoti.
Lì fuori ci sei tu, lì fuori c'è il mio mondo. Ed io ti attendo.
Ed aspetto il tuo arrivo, quando aprirai quella porta.
Finalmente, Amore. Ti sei portata via anche le mie chiavi.
Non sono ossessivo, davvero.
Ma lo sai che ora, Amore Mio, dopo aver letto tutto questo,
sono già trenta secondi in meno al tuo arrivo?
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UN POST DI
- Oggi è una giornata di merda.
- Domani è un altro giorno.
- Domani sarà un'altra merda.
- Non si fa tempo ad abituarsi.
- Che già ti cambiano la merda.
- Sotto a te, come niente fosse.
- E magari non ti danno merda.
- Ti portano altro, che ci assomiglia.
- Tanto noi siamo qui, nella merda.
- Chi vuoi se ne accorga.
- Puzza di merda, no?
- Che cosa cambia?
- Giusto, cosa cambia?
- La merda?
- Mi sono sfogato.
- L'avevo capito, non dici più merda.
- Ma ora lo dirai tu.
- Cosa? Merda?
- Sì, quella.
- Oh merda!
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INTEGRALISMI
Da sempre anti-musulmano e a favore della libertà religiosa.
Solidale alla tragedia ebrea, ma quanto anti-sionista.
Cresciuto con la voglia di Cuba.
E l'istinto che nessuna dittatura giustifica se stessa.
Ho letto mille volte sia il Vangelo che Bertrand Russel.
Non mi ha mai affascinato Siddarhta, tanto meno Jack Keruoac.
E poi non so mai come si scrivano i loro nomi.
Contro Moggi, ma anche contro una retrocessione ingiusta.
Sollevato come Uomo dall'indulto, spaventato come Cittadino.
Sono l'antitesi di me stesso.
Peggio Mac Donald o i no-global?
Meglio il sorriso o le tette?
Amavo Sonia o Sofia?
Rubare ai ricchi o fregare i poveri?
Cento giorni sereni o un giorno felice?
Il Lego o i Playmobil?
Tu. O me?
Sono il contrario di ciò che credo, una bussola inutile tra le stelle, un volo pindarico sottoterra, l'avvocato del diavolo con ali ed aureola, l'ago della bilancia per idee anoressiche.
No, intendiamoci: non indeciso, non confuso.
Sostanzialmente, sono senza senso.
Le mie opinioni sono sparse, una qua ed una là.
Come vestiti prima di un amplesso.
E non c'è modo di riunirli tutti da una parte.
Di dare una perché a questi miei pensieri.
Di dare una logica al mio apparente disordine.
Stanno dove stanno.
Non dove devono stare.
Quindi Amore, che cazzo ne so io dove sono i tuoi slip?
Se non li indossi,
avrò le mie ragioni.
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ATTITUDINE ALL'ALTITUDINE
Senza di te,
sono come una torta senza ciliegina.
Buona solo per finire in faccia a qualcuno.
Come nei film comici. O nelle pasticcerie per narcolettici.
Senza di te,
sono come Jerry Lewis senza Dean Martin.
Oppure come Carl Lewis senza Ben Johnson.
No, come Matthew Lewis senza Harry Potter.
O come Lewis Carrol senza la sua Alice.
Senza di te,
sono senza luce.
Vado a sbattere.
Senza di te,
perdo la testa.
Non so più cosa conta.
Sono senza ragione.
Ma smettila di dirmi che avevi ragione tu.
Senza di te,
io sono senza il mio Sud.
Che mi dà calore. E ritmi tribali. Tu, inesplorabile.
Anche se hai il sorriso di ghiaccio e suoni Chopin.
E per trovarti bisogna comunque seguire una stella.
Senza di te,
sono come una trottola senza bambini estasiati.
Che alla fine è solo l'ennesima cosa che gira,
da quando sono diventato adulto.
Senza di te,
sono come Messner in Pianura Padana.
Che vai a spiegargli che il Tibet è un'altra cosa.
Mica facile:
a Cernusco sul Naviglio ci sono pantegane grosse come yeti.
Senza di te,
sono senza il meglio.
Senza di te,
sono senza il cielo.
Senza di te,
sono senza il top dei top.
Ma visto che vai via solo domani,
oggi dài,
stai tutta la notte in topless.
No, sai, almeno mi abituo all'idea.




