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(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


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Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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 SimoneOnline
domenica, settembre 24, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 POTA-CAT

Di gatti io non ne capisco molto.

Ho capito la funzione della sabbietta solo da poco. Serve loro per fare i bisogni, è stata la paletta a confondermi. Vabbè, secchiello e formine li terrò per me.

Anche col cibo, ho dato loro la carta di credito ed ho lasciato che si arrangiassero da soli. Naturalmente non ha funzionato, non sono così ingenuo. Lo sapevo che me l'avevano tagliata un mese fa.

E mai mai mai accarezzarli contropelo. La regola fondamentale. S'incazzano, soffiano, graffiano. Mai accarezzarli contropelo. Peccato, ci tenevo ad avere gatti rockabilly.

Sì, insomma, per capire che i miei erano maschi, ho dovuto metterli davanti alla finale di Miss Italia. Non che si cagassero molto le concorrenti, hanno reagito solo quando hanno visto quella gatta morta di Martina Stella.

No, di gatti non ci capisco proprio niente.

Eppure mi ci sono messo d'impegno.
Vado a gattoni, miagolo, mangio dalla stessa ciotola.
Ma niente, proprio non li capisco.

Perché?
Perché fanno così?
Non li capisco.

E loro non capiscono me.

Mi sembrava di essere stato chiaro.
No?
Ve l'avevo detto.

Fatevi ancora le unghie sui miei polpacci e vi vendo come conigli ad un ristorante bergamasco.


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mercoledì, settembre 20, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 CURA ESTREMA ALLA DISLESSIA

Che poi magari mi farà pentire presto d'averlo scritto.
E probabilmente non so bene di cosa sto parlando.

Ma Amhadinejad non mi fa così paura.

O meglio: preferirei un presidente diverso per l'Iran, ma se proprio il suo popolo voleva un ultraconservatore, beh, Ahmadjneiad non mi sembra poi male.
Ahamdineajad ha negato l'Olocausto, mi dicono in molti. Ma cavolo, nell'era di internet, dove tutto si può trovare, non ho trovato uno straccio di conferma. Perché? Dice Amhadynejad che Israele in Medio Oriente è un tumore da estirpare. Questo sì, l'ho trovato su internet. Che è una frase tanto politicamente scorretta quanto pubblicamente condivisa, dove per pubblicamente s'intende il contesto interessato: il Medio Oriente.
Sarà che a nazioni di stampo musulmano non piacciano gli stati ebrei. Chissà. Ma sembra altrettanto plausibile che ai popoli di quella zona, di qualsiasi religione siano, stia un po' sulle palle un paese che ogni tanto si mette ad attaccare i vicini. Certo, si difende!, sostengono molti. Ma a volte, ascoltando i discorsi dei vari primi ministri israeliani, ho la sensazione di sentire quei bambini che si azzuffano ed una volta fermati, uno, il più forte, l'unico dei due con le armi nucleari, sa solo dire: ha iniziato l'altro!
E adesso le armi nucleari le vuole anche lui. Dicono. Ed io ci credo. Ahmhadineijad sostiene però di star portando avanti i progetti di arricchimento dell'uranio soltanto per dotare di energia nucleare il proprio paese, per non dipendere in futuro dall'energia petrolifera. Non ci credo molto, ma mica scemo il discorso di Ahmahdinedjas. Di petrolio, si sa, ce ne sarà sempre meno negli anni e non pensare fin da ora a trovare energie alternative, porterà al collasso produttivo tante nazioni.
Ora, in piena crisi tra mondo islamico e Vaticano, Hhmadinejad se ne esce con un: rispettate il Papa, è un uomo di pace. Aggiungendo, il cattivone, che ebrei, cristiani e musulmani possono dirsi tali solo inseguendo i principi di pace e giustizia.
Sticazzi, bravo Ajhmadnejiad.

Certo, piuttosto che un ultraconservatore come Amhadineyad, che transige sulle quotidiane violenze a donne, gay e radioamatori che trasmettono rock clandestinamente, beh, purtroppo preferirei ancora avere per altri cinquant'anni Berlusconi presidente. Dico però che Amadhinejad non può essere davvero la causa di una nuova guerra statunitense. Perché ora? Davvero è il progetto nucleare di Ahmadinejad a spaventare Bush? L'ennesima ricerca dell'arma chimica è così importante, tanto da rischiare una terza guerra mondiale?

No, ci deve essere dell'altro.
Di molto importante.
Che noi non sappiamo.
Per cui Bush odia tanto Ahmadinejad.

Oh, magari anche lui non sa scriverne il nome.


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lunedì, settembre 18, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 99% DI VERO AMORE

C'era quella che mi portava a fare l'Amore in spiaggia, dove viveva.
Più che l'aspetto, di una sirena aveva l'odore.

Un'altra che mi chiedeva cosa volevo dalla Vita. Lei lo sapeva, cosa volevo.
La lasciai perché non mi rovinasse la sorpresa.

Una che anni fa se ne andò, con un altro.
Ha smesso ora di rinfacciarmelo. Lei invece non mi parla ancora.

E lei, che se ne andò, così. Per non vederti andare via, Spad.
Poi tornò, a distruggere i cristalli che le avevo eretto.

Ho avuto quella che ne sapeva più di tutti.
E quando ha scoperto che ne sapevo più io, mi disse: ma tu non sei nessuno.

Una che si metteva sempre di profilo, quello destro.
Pensavo fosse un vezzo. Invece era un brufolo peloso.

Tutto il mondo è uno schifo ed io ci rido sopra, diceva l'altra.
Quando rientrai in quel tutto, smise di ridere e mi rigò l'auto.

Non sognarci, non m'innamorerò mai di te, Spad. E così non sognavo mai.
Poi mi disse che mi amava e allora iniziai a sognare. Un'altra.

E c'era quella che credevo mi avrebbe aspettato per sempre. E così fece.
Perché voleva dirmi addio guardandomi in viso, guardandomi piangere.

Questo è il mio passato, Amore Mio.
Donne che ho amato oppure donne che sono fuggite e donne di cui pento.
Il mio passato.
Bello e brutto, stronzo o felice, puttaniere e sull'altare.

Ho detto altre volte ti amerò per sempre, e tu no?
Sono già stato sveglio a litigare, perché, tu no?
Abbiamo sorriso e deriso o condiviso. Deciso. Tu no?
I nostri nomi sono stati urlati nella notte, dal piacere altrui.
Non ci credo che il tuo no.

Il Passato non si dimentica mai del tutto.
Qualcosa rimane sempre.
Anche nel Presente. Amore Mio.
E nel Futuro che ci appartiene.
Anche lì, qualcosa del mio Passato, ci sarà sempre.
Ed è assurdo che tu mi chieda di buttarlo via così.
Non posso gettare il ricordo di una donna che ho amato tanto.

Sì Amore, il poster della Sabatini lo appendo anche nella nostra nuova casa.


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sabato, settembre 16, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 PAZAIURA STO SOUND

Secondo uno studioso inglese, Adrian North di Liverpool, sapendo che musica ascoltano possiamo conoscere chi abbiamo davanti.

Dance-music? Nel 38% dei casi sono trombatori folleggianti.
Preferiscono l'heavy-metal? Ebbene sì, sognano il grande Amore.
Hip-hop? Sarà dedito al crimine, lo dicono le statistiche.
Il punk distrae, il pop fa ridere ed il country rende imbranati.
La musica classica è per chi si fa le canne. Non è dato sapere quale sia la causa e quale la conseguenza.
Mentre, sempre leggendo i dati del Dottor North, i fan dell'Aida o del Rigoletto si danno ai funghetti allucinogeni.
Il jazz lo si scopre in fondo ad un bicchiere, i Cure fanno pensare alla morte e si hanno promozioni importanti col blues.
Se chi amiamo ascolta il soul, ci tradirà. Se siamo noi ad ascoltarlo, ci amerà.
I canti gregoriani fanno avere tanti figli, sarà per questo che li chiamano "a cappella".
La musica psichedelica vuole l'ordine, quella tribale legge molti libri.
Il rock è per chi chiama la gente "baby", anche fosse il capufficio.

Ogni musica, un carattere, un storia, una vita, una persona.

Ovvio che poi uno si faccia delle domande.
Chissà che razza di persona è una che ascolta Nek.
O quella che si è compra l'album solista di Mauro Repetto.
E che ci proverebbe con quella gnocca di Paola&Chiara.
Mettendo su un disco di Tiziano Ferro.

Che cazzo di persona ti troveresti mai davanti??
Sarà mica pericoloso?
E se conosce a memoria almeno cinque canzoni di Alan Sorrenti?
E se cerca disperatamente lo stesso gilet di pelle che indossava Marco Conidi?
E lo stesso taglio di capelli di Marco Masini?

Cosa fai, scappi?

Beh..

Puoi andare, non restare.
Almeno dimmi se mi vuoi.
E quando il sole tornerà,
a riscaldare quest'aria
e quando poi tramonterà,
ti potrò dire ancora
ti potrò urlare ancora:
resta ancora o sempre con me, fino a domani
per potermi dire se hai bisogno di me!


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mercoledì, settembre 13, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 HUMAN RESOURCES

Ok, i tacchi sono scomodi.
Lo ammetto, il perizoma pare uno strumento di tortura.
Certo, le autoreggenti fanno sudare.
Ho visto, non ci sono talleur guardabili.
Per non parlare poi dei ferretti nei reggiseni.
E chissà quante altre diavolerie, nascoste ad un occhio distratto come il mio, una donna deve indossare.

Ma anche noi uomini abbiamo il nostro cruccio:
l'abito da ufficio.
Giacca, camicia stirata, cravatta e pantaloni con la riga.

La giacca.
Che dobbiamo indossare a tutte le riunioni. Anche quelle indette per il 14 Agosto, dove si decide se tagliare dieci consulenti o risparmiare sull'aria condizionata. Ed anche se sei uno di quei consulenti, voti per lasciarti a casa, perché in quel momento sogni soltanto di stracciarti la giacca di dosso e provarci con la prima svedese che trovi dentro la Fontana di Trevi.

La camicia stirata.
Che ci sono volte in cui decido di prendermi le ferie per stirare ciò che dovrei mettere al lavoro. Stirare una camicia richiederebbe almeno tre ore di tempo. Uso il condizionale, perché ormai mi applico solo quel poco tessuto che s'intravede dalla giacca. Se non ho fatto a tempo a dedicarmi nemmeno a quello, una giacca a doppiopetto chiusa è perfetta per nascondere pieghe incancellabili.

La cravatta.
Altro che i fiocchi neve. Non esistono due nodi di cravatta uguali. Ogni giorno ce ne viene uno diverso ed è sempre sbagliato. O la cravatta viene troppo corta, dandoci quell'aria da Denny DeVito in un film dove fa l'avvocato. Oppure troppo lunga, facendoci sembrare cammelli in astinenza di liquidi.

Ma la vera rovina sono loro:
i pantaloni dell'abito.

No, davvero, li fanno troppo "leggeri". Forse sono malato io, ma insomma, ad un uomo accade ogni tanto di eccitarsi. Così, anche solo per gioco o per noia. E mentre i jeans sono capaci di trattenere certi sintomi, i pantaloni di un abito no, sono peggio di una radiografia. Certo, puoi portare anche gli slip al posto dei boxer, ma a meno che non siano fatti in ghisa, ti sgamano. E la psicologia è bastarda, come quando finisci a letto con la più gnocca che hai mai incontrato e "lui" non vuole funzionare: più ci pensi, più lo scongiuri, più cerchi di non pensarci, meno "lui" funziona. Solo che in ufficio accade il contrario: non fa una piega. E puoi pensare a Rosi Bindi o alla tua ragazza che ti parla di matrimonio o alle tasse da pagare a fine mese: niente, "lui" ci vuole essere. Ci sono volte che non posso nemmeno alzarmi dalla scrivania, non potendo che aspettare fino a quando il fenomeno scemi da solo. A volte credo che il mio capo abbia assunto un'assistente così gnocca solo per costringermi agli straordinari. Ed è ovvio poi pensare che quella bella figliola potrebbe assistere me, nel mio problema.. dilagante. E così entro in un circolo vizioso, dove il pensare ad una soluzione non fa che peggiorare la situazione.

Altro che stagista un po' zoccola.
Una Monica Lewinsky sarebbe indispensabile in qualsiasi help-desk.


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sabato, settembre 09, 2006
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 ICH BIN EIN PIRLER

Dopo l'ennesimo pestaggio a danno di omosessuali, Monsignor Vecchi, vescovo di Bologna, ha voluto oggi dire la sua:

"Una società che spesso educa o quantomeno ammicca con indulgenza o compiacimento a comportamenti trasgressivi [..] non può poi far finta di meravigliarsi se tra le tante trasgressioni nasce anche il mostro aberrante e obbrobrioso della violenza"

Ovvero, continua il prelato: "La trasgressione è cugina della violenza"

La mia opinione è che ci sia un grave problema culturale in atto.
Più che culturale, direi linguistico.
Ma sì, è colpa della differenza di lingua.
Non abbiamo capito.
Dev'essere andata per forza così, è colpa nostra.
Lui l'ha detto.

Figurati se Ratzinger non ha detto:
"Chiedo scusa a tutti i gay, Monsignor Vecchi è solo un povero pirla"

Appunto, un problema linguistico.
Ma sì, dài, l'ha detto sicuramente.
Forse l'avrà fatto in tedesco.
E noi non abbiamo capito.
Ha usato un'altra lingua, ma l'ha detto.

O magari lo farà domani.
Alla messa in San Pietro, in diretta nazionale.

Come si dirà "povero pirla" in latino?


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martedì, settembre 05, 2006
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 VIRGINIA WOUF

- Spad, e quella roba cos'è?
- Materiale per scrivere.
- Adesso usi il mascara invece della penna? E questa crema antirughe è la scolorina?
- No Amore, è che da domani scrivo anch'io su Grazia.
- E quindi?
- Devo aggiornarmi su roba da donne.
- Ma tu di donne non sai niente!
- Ti ho conquistata, no?
- Appunto perché non capisci niente di donne. Almeno posso agire nell'ombra della tua ignoranza.
- Io di donne so un mucchio di cose. Mettimi alla prova.
- Va bene. Cosa ci piace di più in un uomo?
- No, aspetta, questa è una domanda sugli uomini. Credevo che il test vertesse su come abbinare borsette viola a stivali blu.
- Noi donne non siamo solo questo! E il viola e blu non si possono abbinare.
- Con una gonna rossa sì.
- Certo, dipende però dalla luce del lampione sotto il quale andiamo a battere.
- Vabbè, ma almeno so tutto di fitness.
- Ma se l'unico movimento che ti ho visto mai compiere è rollarti un cannone!
- Sì, ma adesso lo faccio una volta normale e la successiva a bandiera, così sviluppo sia i bicipiti che i tricipiti.
- Cos'è, inizi domani a farlo?
- Spiritosa, se non vedi i risultati è perché devo perfezionare la tecnica.
- Cioè?
- Mi dimentico sempre in che senso avevo girato l'ultimo.
- Cioè ti dimentichi cosa hai fatto dieci minuti prima. Ecco, per capire le donne devi ricordarti le cose. Date, appuntamenti, gusti. Per esempio, non sai nemmeno qual'è il mio piatto preferito.
- Certo che lo so: wurstel con salame e budino.
- No, quello è il tuo. Non hai notato che te li lascio sempre.
- Lo fai per amore, no? Ecco, voi donne agite sempre e soltanto per amore e nient'altro, questo lo so.
- E come lo sai?
- Me lo rinfacciate sempre.
- Secondo me dovresti essere naturale, se ti hanno chiesto di scrivere è perché vogliono conoscere l'opinione maschile sulla vita.
- Tipo?
- Non so, cosa pensi la mattina, appena sveglio?
- Che certe erezioni non andrebbero sprecate.
- No, niente sesso. Devi tirare i fuori le emozioni.
- Ho capito.
- Allora, cosa pensi?
- Che certe "magnifiche" erezioni non andrebbero sprecate.
- Ho capito, cambiamo argomento. Ti fa paura l'idea di un figlio?
- Oddio, hai un ritardo???
- Dicevo così per dire.
- No no, io non sono pronto, devo viaggiare, devo scalare l'everest, non ho ancora imparato a giocare alla playstation.
- Spad, calmati, era un esempio.
- E poi non so come si tengano i marmocchi, non so nessuna ninnananna e l'unica storia a lieto fine che conosco è "Moana ai mondiali".
- Davvero, era solo un esempio, non sono incinta.
- Me lo giuri, Amore?
- Sì, te lo giuro, calmo. Era solo per sapere se ti fa paura l'idea di un figlio.
- Ah. No, nessuna paura.
- Spad, non puoi scrivere per Grazia. Sei maschilista, rozzo, porco e credi che il mondo giri intorno al tuo pisello.
- Allora Grazia è il posto giusto, no?
- E perchè?
- Beh, lo dicono tutti..

 


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sabato, settembre 02, 2006
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 TROVA LE 5 DIFFERENZE

Alla torta di sesamo egiziana, prefirisco il tiramisù.
Per me è più bello il tango della danza del ventre.
Leggo con più piacere Berthrand Russel che Maometto.
Vuoi mettere Bruce Sprinsteen con Kahled?
Il mio motto è: una velina al giorno toglie il velo di torno.
Dovessi mai pregare, lo farei rivolto al cielo, non a una città.
E di sicuro mi dimenticherei quando farlo.
Più comodi i jeans della tunica, almeno so dove mettere l'accendino.
Meglio la storia di Merlino che quella di Aladino.
Le vignette sugli dei mi fanno ridere sempre.

Ma credetemi, non sono il figlio segreto della Fallaci.
Non brucerei le moschee, che mi sembrano piuttosto belle poi.
Sono per una civiltà multirazziale.
E non credo che l'Occidente sia superiore all'Islam.

Dico soltanto che io lo preferisco.
La cultura occidentale, con i suoi pregi e difetti, mi piace di più.
Lo dico senza ragionare più di tanto.
Direi che è una questione d'istinto.

Anzi, più una questione di pelle.


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