Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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Template e grafica:
 SimoneOnline
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
PROBLEM SOLVING
Secondo i dati del Comitato Medico Mondiale, il 14% delle neo-mamme soffre di depressione post-parto. Ma le donne non sono le sole a soffrire di tale patologia. Pare infatti che anche il 10% dei neo-papà accusi lo stesso problema.
Appena gli nasce un figlio, un uomo su dieci cade in depressione.
Mentre per quel 14% femminile si sta cercando una soluzione nella psicologia o nella scienza farmaceutica, di più facile soluzione è il problema maschile.
Infatti è stato messo in vendita un dispositivo elettronico per quei padri che più di altri soffrono l'arrivo di un nuovo elemento in famiglia.
Un secondo joypad.
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NO DARWIN, NO PARTY
Per crearti, ci sono volute due persone, i tuoi genitori.
Perché loro potessero farti nascere, ci sono volute quattro persone, i tuoi nonni.
Arriviamo a quattordici persone, contando i tuoi bisnonni.
Ben trenta coi tuoi trisavoli.
E così via, sessanta, cento, mille uomini e donne a concorrere alla tua meraviglia.
Milioni di differenti DNA affinché tu esistessi.
Miliardi di condizionamenti genetici che ti hanno portato a me.
Infinite combinazioni atomiche per giungere a ciò che sei.
Il tuo talento, il tuo senso dell'umorismo, le tue gambe lunghe, i tuoi occhi tristi.
Il tuo seno leggero, la tua leggerezza pensante, le mani veloci ed i pensieri pigri.
La tua voglia di capire, o subito o niente, la paura dei lampi e la schiena liscia.
Tutto ciò che sei, Amore Mio, lo devo agli amori passati dei tuoi avi.
A questo pensavo, quando stanotte mi abbracciavi stretta, coi tuoi piedi tra le mie gambe.
Chi cazzo dei tuoi antenati si è accoppiato con un frigorifero?
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SESSO, BUGIE E AUTOVELOX
Il tuo cuore di gomma non teneva le curve,
ma guidavi banale,
senza farlo mai sbandare.
Mani meccaniche le tue mani su di me.
Come pensassero di sapere già la strada,
che stava in una mappa precompilata del cazzo.
La tua pelle era lamiera troppo sottile,
che non evita che ci si spezzi,
che fa male solo quando si spezza.
Nelle vene avevi un liquido denso, come olio.
Eppure strideva.
Eppure stridevi.
Ti trovavo sempre lì, sulle mie lenzuola blu.
Come le strisce in strada,
pagavo ogni volta il fermarmi.
L'unica constatazione amichevole che ho fatto
è stata quella che un solo arbre-magique
non sarebbe bastato.
E suonava il mio cellulare dei tuoi sms.
Come clacson impazziti
di una suora al volante.
Non avevi cinture di sicurezza da darmi.
Però mi guardavo attorno.
E vedevo la luce dei miei freni.
Dopo tre metri sono sceso.
Hai sbattuto la portiera,
ma l'avevo già chiusa.
Sei stata ferma in mezzo alla corsia,
ma ero già andato.
Ed hai spento i tuoi fari,
come si fa con la luce artificiale.
Pensavo non mi fosse rimasto nulla di te,
invece devo ammettere che non è così.
In certe cose tu ed io siamo simili.
A volte anch'io mi sento una macchina.
Non direi quindi di essermi rotto il cazzo con te.
No, è proprio che mi hai rigato la minchia.
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BEN MALOXEN
- Scusi, perché mi fissa? Desidera qualcosa?
- Una domanda: da quanto lavora in questa banca?
- Da qualche mese, perché?
- Perfetto. E lei sa amministrare il server Unix del secondo piano?
- Non sapevo nemmeno ci fosse un server.
- Grandioso. E domenica sera era qui in ufficio?
- No, nei weekend non ci sono mai.
- Sublime.
- Mi scusi, ma lei chi è?
- Sono Benjamin Maloxèn, specializzato in capri espiatori.
- Lei fa il capro espiatorio?
- No, li cerco. Questa domenica c'è stato un disservizio, i dati sono arrivati con trentadue minuti di ritardo, ho bisogno di presentare un colpevole all'amministratore delegato entro stasera.
- E perché guarda me? Io non so nemmeno di cosa stia parlando.
- Perfetto, darò la colpa alla sua impreparazione.
- No, è che io mi occupo di tutt'altro.
- Crede che ai miei superiori gliene importi qualcosa?
- E manco c'ero domenica in banca!
- Sì, ecco: dirò che era stranamente assente.
- Ho un alibi, ero al bar.
- Meglio, riferirò che è un consulente dedito al bere.
- No, guardi, ci lavoravo come cameriere.
- Ancora meglio: addirittura un secondo lavoro per pagarsi i vizi.
- Non mi pago i vizi, ma le bollette. Visto che qui in banca non mi pagano.
- E come mai?
- Mah, il mio commerciale sostiene sia colpa di Prodi.
- Prodi? Interessante. Chi gliel'ha detto che è colpa sua?
- Un tipo della mia società.
- Un commerciale?
- Già.
- Non crederanno mai alle parole ad un commerciale.
- Fanno bene.
- No no, niente Prodi, non lavora qui. Il mio uomo è lei, sarà il mio colpevole. Dirò che l'ha fatto apposta.
- E perché dovrei sabotare la banca?
- Come vanno i rapporti coi suoi?
- E adesso questo che cazzo c'entra?? Bene comunque.
- Vuole bene a sua mamma.
- Ovvio, è mia madre!
- Tipico complesso edipico. Sì, ecco dirò all'amministratore delegato che lei ha gravi turbe psichiche e che voleva danneggiare la banca.
- Non ho nessun motivo per fare questo, anzi, mi conviene vada bene, no?
- Perché, ha il conto qui?
- No.
- Ce l'ha suo padre?
- Nemmeno.
- Sua sorella? Suo zio? Il vicino?
- No, nessuno ha il conto qui.
- Perfetto: il colpevole arriva da una famiglia di cospiratori. Cos'ha votato alle ultime elezioni?
- Diliberto, del partito comunista.
- Grandioso. Ha mica una foto mentre mangia un bambino?
- No però se vuole ho un filmino della prima volta che ho espropriato un latifondo.
- No, non vorrei che quelli della banca, vedendola mentre ruba, la prendessero in simpatia. Mi serve un colpevole, non posso rischiare.
- E vabbè, ma poi io rimango senza lavoro! Chi mi dirà lo stipendio?
- Pensavo non la pagassero.
- No, infatti, ma mi piace dirlo.
- Perfetto, allora è deciso, lei sarà il mio colpevole. Vedrà che non si pentirà.
- Perché, a me cosa ne viene?
- Assolutamente nulla. Lei verrà additato come un incompetente e la banca chiederà alla sua società di sostituirla.
- No, guardi, non voglio fare il colpevole. Io domenica notte non ero qui, non so nemmeno cosa sia un server e pensavo che Unix fosse un amico di Asterix. Per quello che ne so, quel fottuto server potrebbe essersi fermato per colpa dello Spirito Santo.
- E quindi non si dirà colpevole?
- No, non c'entro niente.
- Non vuole pensarci su? Pensi a quante giornate libere avrà poi.
- Mai, non se ne parla, si cerchi un altro colpevole.
- Va bene, mi arrendo, sarà per la prossima volta.
- Ecco, sparisca adesso.
- Certo, non volevo disturbarla.
- Addio.
- Senta, una cosa..
- Cosa vuole ancora??
- Sa mica dirmi dove sta di scrivania questo Spirito Santo?
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
Dovrebbero scrivere un manuale per come faccio sesso.
Dovrebbero dedicarmi un monumento per il doppio lavoro.
Dovrebbero incidere una targa: Qui Ha Rollato Spad.
Merito tutto questo, sì.
Qualcosa che ricordi che ottima persona sono.
Qualcosa che sia di esempio alle generazioni future.
Qualcosa che dica a tutti: Era Il Migliore Alla Playstation.
Cavolo se me lo aspetto!
Un manifesto alla perfezione.
Un obelisco, bello fallico.
Ehi, vi avanza mica una piramide?
Spad, il più figo di sempre.
Il migliore.
Il più simpatico.
E che scrittore, coi controcazzi!
Direi che è il minimo.
Ma siccome sono modesto, mi accontento di una semplice statua.
Una statua che mi raffiguri in tutto lo splendore.
Una statua che renda giustizia a ciò che sono.
Una statua, eddài.
Del resto, tutta la mia vita è una lunga attesa ad una statua.
Sto sempre fermo e non faccio mai un cazzo.
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
Quando avremo fame ti chiederò di fare l'amore.
Ci nutriremo dei nostri abbracci mai sazi.
Quando saremo stanchi ti chiederò di baciarmi.
Tra le stelle troveremo poi dove attaccare un'amaca.
Quando vorremo stare davanti alla tv ti chiederò di guardarmi.
Nei tuoi occhi c'è tutto ciò che mi serve sapere.
Quando dovremo illuminare qualcosa ti chiederò di spogliarti.
E qualsiasi angolo della mia vita non sarà mai più buio.
Quando ne avrò bisogno, ti chiederò di metterti a novanta.
Stai ferma con la schiena però, altrimenti la playstation cade.

Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
FIUMI DI PAROLE TRA NOI
Le tue parole mi eccitano.
Se le sussurri sul mio corpo.
E le fai seguire dalle tue dita mute.
Le tue parole mi spingono.
A combattere il mondo e farlo mio.
Per poi portartelo in dono.
Le tue parole mi rassicurano.
Quando lo stipendio non arriva mai.
E mi dici che sei felice con poco.
Le tue parole mi attirano.
Poi magari volevi solo farmi alzare.
Ma tanto che sono in piedi, ti porto da bere.
Le tue parole mi feriscono.
Parli dei tuoi amori col sorriso.
Lo stesso sorriso che hai ora.
Le tue parole m'incantano.
E starei ore ad ascoltarti.
E nulla conta più del tuo sillabare.
Amore, le tue parole possono farmi fare tanto.
Scalare montagne e realizzare sogni.
Le tue parole sono magiche.
E le ascolterei per ore.
C'è solo una cosa che le tue parole non riescono a farmi fare.
Pisciare.
Sarà che le tue parole meritano un contesto migliore.
O forse che un uomo ha bisogno di concentrazione quando maneggia il suo coso.
Ma proprio non ci riesco, non mi viene.
Quindi Amore, ti chiedo un favore.
Se ciò che devi dirmi non ha proprietà diuretiche,
aspetta lo sciacquone.



