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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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 SimoneOnline
mercoledì, gennaio 31, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 ULULALTIMAMENTE

L'ultimo bicchiere assieme, amico mio.
Ché da domani si cresce.
Ché oggi voglio dimenticare.
Ché ieri ho pagato io ed ora tocca a te.

L'ultima donna, quella accanto, che è la migliore di sempre.
Se no che senso avrebbe?

L'ultima curva, quella che ti sembra più lunga di tutte.
Poi sarà una retta, tranquilla e felice.
Me l'han detto tante volte che ormai mi piace crederci.

L'ultimo colpo.
Sponda, sponda, sponda, la Sette, buca d'angolo.
La Tre. Buca opposta. La Due. Piano, per inerzia.
Buca centrale.
La otto. Che appare all'ultimo battito di orgoglio della mia.
Buca. Cazzo, no. Ho perso. La palla nera in buca.
Questo è stato il mio ultimo colpo.
Perché questi sono messaggi che la Vita mi manda.

L'ultima sigaretta e poi smetto.
E cazzo se me la godo, ogni volta.

L'ultimo.
Che tanto gli ultimi saranno i primi, no?
Me l'hanno sempre detto.
Ed immagino che anche se uno dovesse poi fare peggio di me, anche penultimo.
Sì, ecco, va bene. Da penultimo sarò secondo. Va bene uguale.
E così via.
Fino a quando i primi saranno ultimi.
Pare che il Paradiso sia stato commissariato da Guido Rossi.

L'ultimissima.
Lo giuro.
Dài, fammi vedere ancora come ti spogli.

L'ultimo.
Devi pensare a me per ultimo, Amore Mio.
Quando ti addormenti e quando hai paura e quando sorridi per qualcosa.
Quando ascolti una canzone che ti ricorda qualcosa e non sai cosa.
Pensa a me per ultimo.
E sarò per sempre l'ultimo dei tuoi pensieri.

L'ultimo bacio.
Un successo al botteghino.
I dubbi di un trentenne prossimo al matrimonio.
Il regista, un genio consegnato agli americani.
Uno che ha capito la generazione X ed ha saputo raccontarcela.
Più che un narratore, uno psicologo.
Le incertezze di una generazione allo sbando, la mia.
La paura dell'impegno. Emotivo, e quindi sociale.
Le angosce di chi si trova davanti ad una scelta importante.
Come un novello Amleto, Muccino ci pone una domanda.
Quella decisiva, illuminante, definitiva.
L'ultima a cui ricondurre il tutto di un'esistenza.

Trombarsi o meno Martina Stella?


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lunedì, gennaio 29, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 IL FIUTO DEGLI AFFARI

- Dove stai andando, Spad?
- In manifestazione.
- Tu?
- Beh?
- Spad, perché te ne freghi di tutto e tutti. Sei egoista, disinteressato e disinformato. Non hai la minima coscienza sociale. Per te esistono solo due categorie di persone.
- Sarebbero?
- Tu. E poi tutti gli altri
- Cavolo, è vero, sono loro. Gli altri. Me li dimentico sempre.
- Lo vedi? E per cosa andresti a manifestare?
- Per le unioni dei fatti.
- Cos'è, sei a favore dei matrimoni tra cannaioli?
- Tu no?
- Spad, le unioni di fatto. Non dei fatti. Non sai nemmeno cosa sono.
- Certo che lo so. E scenderò in piazza a difendere il diritto delle lesbiche ad adottare un figlio.
- Le unioni di fatto sono un'altra cosa. E poi che ne sai tu di queste cose?
- Ne ha parlato male Ruini, a me basta per difenderle. Diamo un bimbo alle lesbiche!
- Ho capito. Spad, no e poi no. Ilaria D'Amico e la Bellucci non sono veramente amanti. E comunque sei troppo vecchio per spacciarti come loro figlio.
- Guarda che io sto parlando seriamente. Lesbiche, ma anche gay, single quarantenni, tutti dovrebbero avere il diritto di adottare un figlio.
- Beh, tutti tutti?
- Tutti. Certo, con qualche eccezione. Tipo: lui è pirla, lei è una stronza, un marmocchio non glielo dài.
- Ah, una legge chiara, ovvio. E come si capisce se lui è un pirla?
- Beh, sta con una stronza e vuole mettere su famiglia! Più pirla di così.
- Va bene. E allora, come sai che lei è una stronza?
- Sta con un pirla, facile che ci stia per i suoi soldi. Una vera stronza.
- Chiamala stronza, Amore: io sto con un pirla. E non ha neppure un soldo.
- Ma vedrai che le cose cambieranno. Sto andando in manifestazione anche per quello.
- Vai in manifestazione a fare soldi?
- No, li farò se passa la legge.
- E come?, Spad?
- Con una legge che permettesse l'adozione da parte di coppie gay ad adottare figli, ci sarebbero tanti bambini che crescerebbero senza la componente prettamente maschile. Due gay, in certe cose, sono poco maschili e due donne, per quanto lesbiche, non saranno mai come due padri.
- E quindi?
- Venderò pupazzi a forma d'uomo. Una specie di Big Jim per le bambine adottate da coppie di gay, uomini o donne che siano.
- E perché dovrebberò proprio comprare i tuoi?
- Perché i miei puzzeranno.
- Scusa?
- Puzzeranno: ci sarà il Big Jim che sa di ascella, il Big Jim con l'alito fetente. Pensavo anche ad un Ken con la puzza ia piedi.
- Che schifo, perché mai dei genitori dovrebbero comprare delle bambole del genere alle proprie figlie?
- Come preparazione alla vita. Le donne non puzzano mai ed i gay, si sa, si profumano in continuazione. Quelle povere bambine crescerebbero convinte che amare significhi lavarsi.
- Ed a quanto le venderesti?
- Mah, non dovrebbero venire a costare tanto, spero in un contributo governativo. In fondo è un'operazione commerciale con risvolti sociali.
- E pensi di diventare ricco vendendo quella robaccia?
- Straricco. Venderei anche gadget. Spillette al muschio ammuffito e specchietti alla cipolla stantìa. Diverse fragranze per le diverse esigenze. Se una coppia gay si accorge che la propria figlia sta crescendo con valori sbagliati, come il credere che gli uomini sappiano tutti di deodorante al ginseng, cosa c'è di meglio di peluche che odora di vero sudore di tre giorni?
- Spad, parli come se fossi un benefattore.
- E lo sono. Pensa a tutte quelle future donne che staranno zitelle per tutta la vita, cercando un uomo che profumi come i loro papà gay. O quelle bambine, figlie di lesbiche, che un giorno lasceranno i loro fidanzati, perché hanno lasciato la tavoletta alzata al cesso. Io dò loro la verità. Io regalo loro la possibilità di amare.
- Tu dài loro un modello di vita.
- Vedo che stai capendo. Che inizi a condividere il mio prgetto. Ti va di aiutarmi?
- Cosa dovrei fare?
- Aiutami a cercare per casa tutti i miei calzini sparsi.
- Non dirmi che ti sei deciso finalmente a lavarli??
- No, scherzi? Li voglio distribuire oggi in manifestazione.
- Perché?
- Come brochure.


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giovedì, gennaio 25, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 CONFESSO CHE HO VISSUTO

- Ehi Spad!
- Oddio, e tu chi sei? Che mostro! Ah, no, che gnocca. Che..  Che.. Boh. Che cazzo sei tu?
- Sono lo Spirito delle tue Ex.
- Tutte le mie ex in un unico spirito?
- Esatto: sono Gloria e Sara e Katia e Paola ed ogni ragazza con cui hai avuto una storia, anche fosse di un giorno solo.
- Sei la loro media algebrica?
- In un certo senso. Ma ne sono anche la somma e il ricordo. Quando le cose ti vanno bene con la tua attuale ragazza, abbiamo il seno cadente di Sonia, i capelli grassi di Elena e la saccenza di Olga. Ma quando invece sei in crisi o ti senti solo, beh, allora ho la quinta di Bruna, lo sguardo di Anna, l'ironia di Laura.
- A dir la verità, di Laura mi piaceva altro. L'amica. E la cosa non l'ha presa con molta ironia.
- Basta Spad, non è più tempo di rivangare il passato: sono, anzi, siamo qui per darti un messaggio di massima importanza. Di vitale importanza, direi. Stai rischiando la vita.
- Sticazzi, più che lo Spirito delle mie Ex, mi sembri adesso un gufo. Ah, già, ho capito. Adesso è Nadia che parla, vero? Prima che mi rompessi tre costole, continuava a ripetermelo: "Spad, guarda che prima o poi finisce che ti ammazzi! Scendi da quell'armadio".
- Lo sappiamo, l'hai fatto con tutte noi, è la posizione numero 659 del Kamasutra di Spad. Hai poi smesso da quella volta?
- Sì, ma perché non trovo più il mio vestito da Goldrake.
- E quindi non urli più "Alabarda spaziale"?
- Macché. Ne ho trovato uno da Super Pippo, ma boh, non sembra funzionare altrettanto bene.
- E cosa urli adesso?
- "Beccati sta nocciolina!"
- Peccato però, era il tuo numero migliore. Beh, dopo la posizione 43, ovviamente.
- Lascia stare.
- Non dirci che hai smesso anche con quella?!
- Ho dovuto. Ai giorni d'oggi non è più così facile trovare sette vergini. C'è stato un boom di richieste.
- Spad, ascoltaci. Insomma, anche se qualcuna di noi è ben contenta di non vederti più ed altre ti hanno lasciato loro, o per loro fortuna che te ne sei andato, perché ora stanno meglio. O magari si ricordano a malapena il tuo volto, sì, ecco, abbiamo deciso di salutarti prima che tu abbandoni questa vita. Perché per alcune di noi sei stato anche divertente. A volte. Certo, in quei brevi momenti tra una luna storta ed una partita alla playstation. Ma va detto: ti vogliamo un po' bene. E siamo qui per dirti che sei in grave pericolo.
- Starò mica finendo le sigarette??
- No Spad: tu stai per morire. E noi non ci vedremo mai più.
- Ma ce l'ho l'Ultima Sigaretta?
- Smettila, è una cosa seria! Spad, lo Spad che noi tutte abbiamo conosciuto, sta per morire. Ha già dato i primi segni di agonia. Per esempio: da quanto tempo non guardi un film porno?
- Mah, saranno due, tre.
- Due o tre ore?
- Beh, no.
- Due o tre giorni, allora?
- Ma no, qualcosina di più.
- Spad, lo sappiamo: tu non guardi un porno dalle sette di sera del nove luglio scorso. Un'ora prima della finale dei mondiali.
- Ah già. Non pensavo avremmo poi vinto davvero.
- Lo vedi? Lo Spad di allora se ne guardava cinque o sei al giorno.
- Vabbè, ma mica per gusto personale. Era una ricerca scientifica. Pensavo di poter cambiare il mondo.
- Sì, come no. Hai poi trovato qualcuno disposto a produrre il tuo brevetto?
- Macché, eppure era una grande invenzione. Una fonte di energia inesauribile, al costo di una dinamo da bicicletta. Lei se la mette tra le tette, io metto lei alla pecorina e avrei potuto produrre l'elettricità necessaria ad illuminare l'intera stanza.
- E come mai allora nessuno la distribuisce? Usi sempre la stessa scusa della lobby del petrolio? Eri convinto di mandarli sul lastrico.
- No, alla fine ho capito dov'era il difetto in quella che sembrava davvero un'idea geniale.
- Ovvero?
- A quasi tutte voi ragazze piace farlo al buio.
- Lo vedi, Spad? Hai smesso con le posizioni del tuo personalissimo kamasutra, non guardi più film pornografici, hai abbandonato i tuoi sogni più pirla. Insomma, ammettilo: stai diventando una personcina seria!
- Ehi! Serio a chi?? Non scherziamo.
- Spad, è lampante ormai. Ci sono arrivate addirittura voci che tu.. Oddio, non riusciamo nemmeno a dirlo. Tu.. Tu sei diventato ordinato.
- No no, che dici? Ordinato, ma dài, io? Figurati.
- Ammettilo Spad, stai scomparendo a beneficio di un uomo nuovo, impegnato, innamorato, sensibile e ragionevole.
- Jacopo.
- Già. Tu stai diventando Jacopo. E più ti avvicini ad esserlo, più Spad muore. Le sue assurde teorie e le nottate in giro a fare il marpione e la voglia di scappare. Tutto questo non ci sarà più, seppellito con Spad. E così noi diventeremo sempre più un labile ricordo, compagne di viaggio di un uomo che non c'è più. Noi, le tue ex. Se tu muori, noi scompariremo con te.
- Beh, dài, ma il mio essere Jacopo l'avrete già visto qualche volta, no.
- No Spad. per noi Jacopo è un perfetto estraneo. Una pagina bianca che verrà scritta da Lei, la Donna della tua Vita. E che noi non leggeremo mai. Con cui noi non abbiamo niente a che fare, perché abbiamo amato una persona differente. Niente ci accomuna, noi abbiamo avuto Spad e Lei avrà Jacopo.
- E così io sarò una persona diversa. Sto diventando Jacopo e tutto ciò che ha fatto Spad verrà perso per sempre?
- Esatto Spad, tu ci dimenticherai. E noi non sapremo chi sei diventato.
- Ed hai detto che tu sei lo Spirito delle mie Ex. Di tutte le mie ex.
- Giusto, Spad.
- Quindi in te c'è anche Lucia, no?
- Sì, Lucia è qui tra noi. Perché ce lo chiedi?
- No, niente, è che se anche per lei Jacopo, quello serio, sensibile, razionale, se è per lei un estraneo. Se anche per lei Spad, il pirla, lo stronzo, l'assente, non esiste più, beh, allora avrei una cosa da dire.
- Parla pure, ti ascoltiamo.
- Ah, ok: ciao Lucia. Mi chiamo Jacopo.
- Ciao Jacopo, io sono Lucia, piacere di conoscerti. Come posso aiutarti?
- Beh, ecco, ti ricordi ciò che hai detto a Spad, l'ultima volta che vi siete visti?
- Sì, certo, una gran frase, non l'ho mai dimenticata. Gli dissi ben chiaro: "Spad, piuttosto che finire ancora una volta a letto con te, mi faccio suora".
- E tu non sai chi io sia e cosa faccia nella vita, vero?
- Vero, Jacopo. Infatti non capisco cosa c'entri tu con ciò che ho detto a Spad per lasciarlo.
- Beh Lucia, sai, non è stato carino da parte tua. Dovresti pentirti di quelle brutte parole. Spad non le meritava. Ma per tua fortuna ci sono io: Don Jacopo. Se vuoi ti confesso io, sorella.


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martedì, gennaio 23, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 SEI SERIA, SERISSIMA, PRATICAMENTE SERIE A

- Spad?
- ..
- Spad? Ehi, Amore? Spad? SPAD!
- Eh!
- Ciao Amore, dormivi?
- No. La notte mi sdraio a letto e chiudo gli occhi per prepararmi alla morte. Metti che mi coglie d’improvviso e non so che fare? Ti toccherebbe tenermi comunque in soggiorno, seduto con lo sguardo fisso.
- Beh Amore, ti metterei davanti al televisore, acceso sulle partite. La gente potrebbe avere sospetti solo dopo un paio di anni.
- E la puzza da cadavere dove la metti?
- Giusto, non ci avevo pensato. Facciamo due anni e mezzo.
- Ok, dormivo.
- Ah, ti ho svegliato?
- No, stai parlando con un sonnambulo. In verità io sto sognando di parlare con Monica Bellucci.
- Mi sa che stai anche sognando di essere Umberto Eco, vero?
- Sì, vero. Come l’hai capito?
- Non hai ancora sbagliato un congiuntivo.
- Che vuoi?
- No, se vuoi dormire, fai pure, te lo dico domani. Tu ricordamelo però.
- Ricordarti cosa se non mi hai detto niente?
- Che ho una cosa importante da chiederti.
- Sonia, se è davvero importante non te lo scordi.
- Mi chiamo Sara.
- C’ero quasi. Ma non devi offenderti. Non tu, almeno. Ricordati che credo ancora di parlare con la Bellucci.
- Bene, così nemmeno oniricamente farai più sesso.
- Mi hai svegliato per fare l’amore?
- Allora ti ho svegliato? Mi spiace.
- Non importa, davvero, se è importante.
- Dici così solo perché ti è balenata la possibilità che poi te la dia?
- Ovvio. Ma non è una possibilità, è assolutamente certo. E giusto. Del resto l’articolo 72 della Costituzione Storie Serie parla chiaro: “Se mi svegli alle tre del mattino, è anche per darmela”.
- La nostra sarebbe una Storia Seria?
- Certo, qui a fare giurisprudenza è l’articolo numero 1: “Sarà una Storia Seria se domani ritrovi lo spazzolino che hai lasciato a casa mia”.
- Spiegami Spad, questa Costituzione parla tutta in prima persona?
- Ovvio, altrimenti non la capivo.
- E tu il giorno dopo mi hai buttato lo spazzolino, vero?
- In verità, sì. Mi è venuto d’istinto, ormai era un riflesso condizionato. Poi il pomeriggio ho cambiato idea e te ne ho comprato uno identico, così non te ne saresti accorta. Come facevi a saperlo?
- Ero certa di non aver mai posseduto uno spazzolino di Playboy.
- Beh, però è comodo, no? Per la placca non c’è niente di meglio che quelle piccole orecchie pelose da coniglietta.
- Ma scusa poi, cos’ho fatto in quel pomeriggio, che t’ha fatto invertire l’opinione su di me?
- Tu niente, io ho risentito la mia ex.
- Hai chiamato la tua ex il giorno dopo la nostra prima notte assieme??
- Volevo che mi accompagnasse a fare spese. Per dei consigli su quei regalini che poi ti ho fatto la sera stessa, al nostro secondo appuntamento.
- E così ci siamo rivisti una seconda volta solo perché la tua ex ti ha bidonato per fare shopping?
- Non mi ha dato buca, ci siamo rivisti.
- Vuoi dire che c’era del gusto femminile in quella robaccia da troia che mi hai regalato quella sera? Con tutti quella lingerie, avrei potuto mettere su un nuovo Mouline Rouge. Cos’è, l’ha scelto lei il perizoma che s’illuminava col battito delle mani?
- In teoria è un perizoma per chi pratica spanking. Ma non ti è piaciuto? Dài, almeno il baby doll bianco, quello sì.
- Spad, ti confondi sempre: il baby doll è un’altra cosa. Quello che mi hai regalato tu è un kleenex con le spalline.
- Nel mio sogno è ciò che sta indossando proprio adesso Monica Bellucci.
- Ma non avevi detto che ormai ti eri risvegliato? Monica è ancora qui tra noi?
- Lei c’è sempre, lo sai.
- Cos’è, ti sei riaddormentato mentre ti parlavo e sei tornato da lei? Sei crudele. Ma come hai potuto farlo?
- Facile: ha fatto tutto lei. Vedi, mentre dormo, come prima, sogno di stare a letto, sveglio, con lei. E quando invece sono sveglio a letto con te, è come se nel sogno stessi dormendo accanto a lei, sognando te. Conduco una vita doppia. Adesso a te sembrava che io mi fossi riaddormentato. In verità era solo che anche lei mi ha svegliato mentre dormivo, di là. Per farmi vedere come stava bene col baby doll che le ho regalato. Adesso però sono tornato qui, per ascoltare alle tre di notte che cosa hai da dirmi.
- E così ci tradisci oniricamente l’una con l’altra? E con lei è una Storia Seria? Cosa dice la tua Costituzione sulle donne da polluzioni notturne?
- Una Storia Seria? No no, che dici, si può avere solo una Storia Seria alla volta. Con lei è solo sesso. Infatti non c’è un terzo spazzolino in bagno, no? C’è solo il tuo. Questa è una grande dimostrazione di amore, dovresti apprezzare. Adesso vuoi dirmi che cazzo vuoi da me, tanto da svegliarmi nel cuore della notte?
- No, niente d’importante Spad, hai già risposto poi. Volevo solo sapere se avevi intenzioni serie con me.
- Beh, allora adesso lo sai: la risposta è “Sì”. Assolutamente sì. Sì Amore Mio, io voglio stare con te, tra noi è una cosa vera, la nostra è una Storia Seria. Sì, sì, sì. Sei più tranquilla adesso?


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sabato, gennaio 20, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 LO SPARTITO DI PALLONE

- Spad, tu cosa?
- Dài, poche storie, hai capito: voglio imparare ad usare il piano.
- Si dice suonare. E nel tuo caso non è una buona idea.
- Perché? Posso farcela.
- Spad, tu sei l’antimusica. Tu ascolti Nek e Masini. Non t’insegnerò mai niente, figurati, col rischio che poi mi tocca ascoltarti “Chiara non c’è”.
- Laura.
- Fa cagare uguale. E poi su quale pianoforte?
- Beh, sul nostro, no?
- No, guarda, hai più diritti sulla mia patata che sul pianoforte. Anzi, non hai nessun diritto sul mio piano, è mio e tu non ci suonerai mai.
- Dài, prometto che non suonerò niente di Nek o simili. Al massimo Venditti, una volta o due.
- Ahahahahahah, Venditti! E tu credi che io ti lascerei suonare Venditti sul mio pianoforte? Ahahahahahah. Mai.
- Ok, imparerò la tua musica da vecchia.
- Scusa?
- Dài, quella roba che suoni tu. Beethoven, Mozart, Ciak, Tchachowsky.
- Chi?
- Non si scrive così Thachioswky?
- No, dicevo il terzo: Ciak? Cos’è, c’era una mosca nello spartito di Mozart?
- Ma no, ignorante. Lo suoni e manco lo conosci. John Sebastian Ciak.
- John? Chi è, il tuo cowboy preferito di quando eri piccolo?
- Vabbè, magari non si chiamava John, ma io lo conosco e tu no, quindi per punizione m’insegnerai a stare al pianoforte.
- Prometti che non sentirò mai una nota di Cesare Cremonini o Baglioni o qualsiasi merdoso poppettaro che infesta la musica italiana?
- Neanche Gigi D’Alessio?
- Quello non dovresti neanche nominarlo.
- Vabbè, faccio quello che mi dici tu. Tra quanto potremo fare dei duetti?
- Beh, considerando che hai 32 anni, che sei cresciuto ascoltando Umberto Tozzi, che l’ultimo album che hai comprato è stata una musicassetta di Bon Jovi..
- ..Shatur’are art, e what’s yuor name, if you bill in love, là làlà, a bad name!, a bad name!
- ..considerando che t’inventi tutte le parole delle canzoni che dici di conoscere, beh.. venti anni. Anche prima se muori e rinasci subito.
- Non sei ottimista.
- Sono realistica, tu hai lo stesso senso del tempo di una marmitta bucata.
- Ma serve senso del tempo per la tua musica?
- No. Pensa, non serve nemmeno conoscere le note. A volte mi chiedo ancora cosa servano tutti quei tasti neri.
- Ah, davvero? L’importante era proprio che tu m’insegnassi a premere tutti i tasti, anche i neri. Peccato.
- Schiacciare. Si dice schiacciare.
- Io sono un informatico, io premo.
- Sì, certo, imparerai ad usare tutti i tasti.
- E posso scriverci sopra?
- Puoi inciderli anche, si sa che non ci tengo tanto al pianoforte, io.
- Ma no, dài, ci scrivo soltanto con l’uniposca a cosa servono.
- Vuoi metterci sopra che note sono come i bambini? Do re mi fa sol? Con l’uniposca? Ridicolo.
- Beh, ecco, non pensavo proprio alle note musicali. A me servirebbe ad altro.
- E cosa vuoi scriverci?
- Mah, pensavo a Up, Down, X, O, oppure R2, L1.
- Con quelle note non farai mai uscire della musica dal mio pianoforte.
- Musica? E chi ha mai parlato di musica. Io voglio imparare ad usarlo per altro.


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mercoledì, gennaio 17, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 LA SENZITUDINE 

Stanotte ti sei presentata senza invito a casa mia.
Senza convinzione mi hai detto: "Non verrò a letto con te".
Parlavi di te come la rappresentante del Sesso Senza Frontiere.
Rimasta alla fine senza argomenti, ti sei lasciata spogliare.
Non avevi detto che stavi sempre senza slip?

Però senza vestiti eri più bella. Certo, anche i vestiti non sono un granché.
Mi hai chiesto di farlo senza luce. E mi era sembrata una buona idea.
Così, senza fantasia ti sei sdraiata, ad occhi chiusi, aspettando chissà cosa.
E senza quel tuo sguardo sei quella della notte prima, e prima, e prima.
Senza piacere ti ho preso, per dare un senso al nostro essere lì.
Senza nemmeno spogliarmi.

Mi ripetevi che sei rimasta senza parole. L'avrai detto cento volte.
Credo anche ti sia piaciuto, beh, senza esagerare.
Sei uscita da quella porta come sei venuta, senza un bacio.
Senza dubbi, sei certa di tutto, proprio tutto, tutto, anche di te.
Senza niente di me.

Sì, starò senza te.
Senza nemmeno un rimpianto.
Senza lacrime e senza fatica.
Senza scusarmi.

Mi hai mandato un sms. Senza aspettare. Senza risposta.
Me ne hai mandato un altro. Ma ero senza amore.

Digitando altre parole senza senso, me ne hai scritto un terzo.
Senza giri di parole, m
i hai chiesto di sognarti.

Senza dubbio non avevi capito.
Ed è per questo che ti ho risposto così, senza pensarci.

"Col cazzo!"


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lunedì, gennaio 15, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 L'AMORE È UNA QUALCHECOSA MERAVIGLIOSA

Guarda che sorpresa: discutono in politica.
Uno ora accusa l'altro di essere antiamericano.
L'antiamericanismo sarebbe dovuto al fatto che all'altro non piace Bush.
Come se io accusassi chi non sopporta Mirò di odiare tutta la pittura.
Potrei dare del razzista a chi non ride con Eddie Murphy?
Ed è antisemita chi pensa che Olmert sia un cretino?
Dài Spad, ammettilo: è davvero l'anticalcio chi non tifa Del Piero?
E ora sono giorni che discutono di antiamericanismo, parlando di Bush.
Che secondo me è più antiamericano chi non si tromberebbe Drew Barrymore.

Litigano anche gli scrittori.
E lo fanno usando la penna.
In effetti anche i pugili usano i pugni.
E gli oratori si sfidavano a parole.
Non so gli attori porno, ma son sicuro ci avranno già fatto un film.

Fanno a botte gli amici.
Per una donna, per una birra.
Per vedere come va.

Si affrontano tutti sui propri limiti e confini.
Appena uno li supera, è battaglia.
Una vera guerra.
Per confini geografici e limiti ideali.
Limiti per me assurdi. Come si fa a combattere per questo?
Mi sembrano pazzi.

Fottuto arbitro, era dentro l'area, è rigore, ora scendo e ti ammazzo!

Tutti contro tutti.
E noi Amore mio?

Noi no, noi andiamo d'accordo.
Ed è questa la vera sorpresa.
Non ci azzuffiamo, niente voci alte, mai una querela, un paio di bronci, durati quanto?
Passiamo dal ridere a crepapelle al sorridere, noi.
Se scappiamo è per farci una sorpresa.
Se urliamo è per cantare assieme.
Se alziamo le mani, beh, già lo sapete perché.
Ci va tutto bene.
Forse ci facciamo andare bene tutto, machissenefrega?
Mai uno screzio. Al massimo un chiarimento.
Due Nobel per la serenità, in mezzo alla guerriglia.
Eroi mano nella mano, nella confusione altrui.
Come due ballerini con le cuffie.
Con una nostra musica da ballare.

Però adesso facciamo la mia.
Di musica intendo.

Ché se mi fai ascoltare ancora una volta quel tuo fottuto album di danze latinoamericane, giuro che lo spezzo in due e poi una metà te la faccio mangiare e l'altra la uso per inciderti su quel cazzo di culone: "Ehi stronza, è inutile che scuoti: Jennifer Lopez non esce!".


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mercoledì, gennaio 10, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 GUARDA TU IL CASO LE VOLTE

- Ma funziona anche se non ci credo?
- Ovvio, mica è una fede.
- Cioè, tu mi leggi le carte e quello che dici si avvererà?
- Certo, ma puoi chiedermi anche del passato o del presente.
- E come fai?
- Non lo so, però funziona.
- Stronzate.
- Prova. Chiedimi cose che tu solo puoi sapere.
- Ok: cos'ho votato alle ultime elezioni?
- Vediamo.. Alza. Ah, bene, gli Amanti, la Scelta. Le Stelle. Beh, ovvio, è la carta della speranza. Vediamo la prossima: la Temperanza. Ah. Sto capendo. Ora il Diavolo.
- Ehi!, io non ho votato La Russa!
- Zitto. Il Giudizio, ovvero il rinnovamento. Ci può stare. Adesso l'Imperatrice. Scontato. Vedi, le carte non sbagliano mai. Ed infine il Carro. Ah! Non capisco.
- Allora?
- Aspetta, sto cercando d'interpretare i simboli. C'è qualcosa che mi sfugge.
- Perché?
- Di solito i miei tarocchi non sbagliano mai. Ma qui.. Non capisco. Pensavo di averlo capito. La Temperanza per esempio parla chiaro: "Disseta le tue voglie". Una persona legata al sesso, una ex pornostar per esempio. Il Diavolo poi, che simboleggia il serpente. Primitivo simbolo di mascolinità, no? Un transessuale? E l'Imperatrice, "la mano che afferra", ma non voglio sapere cosa. Era tutto chiarissimo.
- Beh?
- Mi ero convinta che tu avessi votato Luxuria.
- Sbagliato!
- Lo so. Quel Carro. Simbolo di vittoria. Come ultima carta, a chiudere il cerchio. Sì, insomma Spad, è stata eletta, ma Rifondazione ha un po' deluso, non ha proprio vinto.
- Infatti ho votato Moana Pozzi.
- Ma Moana Pozzi è morta.
- Non voto più dal 1991. Ah, naturalmente la mano che afferrava era la mia. E il serpente, per l'esattezza, era un pitone di nove metri che lei..
- Non voglio saperlo. E nel 1991 vinse? Sapevo di Cicciolina qualche anno prima, non di Moana Pozzi.
- Perché ha perso. Non è stata nemmeno eletta.
- E allora continuo a non capire. Non sbaglio mai con i miei tarocchi, ma non so come leggere quell'ultima carta, il simbolo di vittoria: il Carro.
- Te l'ho detto, le carte non funzionano, sono una fregature. Escono casualmente, non puoi dare loro un significato.
- Eppure funzionano sempre. Nessuno si era mai lamentato finora. Ma il serpente? E la mano che afferra?
- Il caso.
- Strano però, è la prima volta che mi sbaglio.
- Era l'ora.
- Peccato, iniziavo a credere di avere imparato davvero a leggere i tarocchi. Quasi un dono speciale. Ed invece, dopo tanto tempo, arrivi tu.
- Credevi, appunto. Rientra nel campo spirituale. Ma è la scienza a dirlo: una certezza deve sempre e solo ripetersi sempre per essere tale. Quel Carro ha sancito che per anni ed anni hai avuto solo fortunate coincidenze.
- Cavoli, Spad. Ora mi toccherà buttare tutti i miei libri, i miei appunti.
- Devi farlo, i tarocchi non parlano, sono solo sequenze casuali d'immagini vaghe.
- Dici davvero?
- Fidati: quella carta non significa niente, l'hai detto anche tu.
- Fottuto Carro.
- Ti ha aperto gli occhi.
- Già!


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lunedì, gennaio 08, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 L'ALTRA CHIAPPA DELLA MEDAGLIA

Guardando una rovesciata di Materazzi ho esultato anch'io.

E tu a dirmi: che bravo sportivo, Amore mio!
Ce l'aveva pure il mio avversario al fantacalcio.
Ma ho gioito anch'io, che gol!
E li ho capito.
Sto cambiando.
Qualcosa si è spezzato ed un nuovo Spad sta nascendo.

Sto diventando sportivo.

Io, che appena ho un videogioco inizio a smanettare sui forum fino a trovare come barare.
Io, primiera e ori tuoi, io settebello, una scopa, carte pari. Tre a due per me, dài carte.
Io, quello decubertiano solo sul lavoro.
Io, juventino.
Io, così gobbo da rivolere Moggi.

Ecco, io sto diventando uno sportivo.
Inizio a tifare per chi suda davvero, a stare alle regole.
Ora giudico in base al buon gioco.
Sono guarito, Amore mio.

Ora puoi essere fiera di me, tu, o mia dolce interista.
Non sarò più la vergogna della tua famiglia, mi potrai adesso presentare ai tuoi amici, perché io ho smesso di truccare le carte, ho finito coi giochetti, io ora sono un vero sportivo.
Io ora sono un uomo migliore.
L'hai detto anche tu.

Quindi non fare storie se adesso le guardo anche se hanno le gambe storte o il culo grosso.
Ora, della minigonna, apprezzo il gesto tecnico.


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mercoledì, gennaio 03, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 ARRENDERSI ALL'EVIDENZA

Morirò, ovvio.
Forse domani, investito da uno che aveva fretta. Oh, aveva fretta lui!
O magari tra settant'anni, con molta calma. Assieme ad Andreotti. Non c'è fretta.

Ma morirò.
Appena prima di essere riconosciuto come un vero genio.
O subito dopo aver trombato, come un vero uomo.

Io morirò.
Di malattia, di sete, di cubalibre, di noia.
Per i cibi macrobiotici. O per MacDonald, me li confondo sempre.
Perché mi sembrava una buona idea.

Sì, morirò.
Quando meno me l'aspetto.
Dove più ero tranquillo.
Sarà un suicidio?
Sarà una distrazione?
Sarà l'ora.

Ne sono certo, un giorno morirò.
Senza essere riuscito a dirti un'ultima volta "Sei Bellissima".
O sotto le tue mani. Perché l'avrò detto ad un'altra.

Morirò.
Perché morirò. Non si scappa.
E non finirò mai in Paradiso.
Mai.
Niente rischio, lo sappiamo entrambi.
Non c'è la fregatura, vedi?
Tutto è già previsto.
Puoi stare tranquillo.

Ecco Dio, sono almeno due ore che cerco un accendino.
Non è che posso avere adesso un anticipo sulle fiamme dell'Inferno?


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