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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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 SimoneOnline
lunedì, febbraio 26, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 IL PARADISO DEVE ATTENDERE

- Ancora? Alla tua età?
- Beh?
- Non sei vecchio per farti le canne, Spad?
- Amore, guarda che è proprio a trentadue anni che si raggiunge la maturità necessaria per compiere la rollata perfetta.
- Pensavo tu sapessi già farlo dall'età di otto anni.
- No, macché, ero negato. All'epoca fumavo solo cylum.
- Cos'è un cilum?
- Un tubo di terracotta da cui fumare hashish. Cylum. Se supera certe dimensioni, viene chiamato mazza.
- Ho un fidanzato che dalla tenerà età aspirava forte da grandi mazze. Roba da finire in psicanalisi.
- Ma tu ci sei già in psicanalisi.
- No Spad, parlavo di te. Dovresti venire ancora ad una seduta, ti farebbe bene.
- Non ti è bastata l'ultima volta? Quella stronza della tua dottoressa ha detto che ho il complesso di Peter Pan!
- Ed allora? Intanto è vero che sei un eterno bambino. E poi perché prendertela così tanto?
- Volevo fare il Capitan Uncino io, uffa. Ho anche il vestito da pirata.
- Smettila, è ora di diventare adulto, via quei filtri e le cartine, stop ai videogiochi, niente più fumetti. Da oggi voglio una personcina seria accanto. Un uomo vero, uno con cui pensare un futuro assieme.
- Una casa?
- Esatto.
- Una famiglia?
- Proprio così.
- E magari un cane.
- Dei figli anche, Spad. Voglio almeno tre bambini.
- E tutto questo lo avrò smettendo di farmi le canne, di giocare alla playstation, di stare in giro la notte con gli amici?
- Solo così.
- Allora vado a farmi musulmano.
- E perché?
- Perché a loro, quando muoiono, danno sette vergini. Non una scassapalle.


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domenica, febbraio 25, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 DEL DANNO E DELLA BEFFA

Stasera ho visto "Distraction", il programma condotto da Enrico Papi.

Nella parte finale della trasmissione, il finalista deve rispondere velocemente a delle domande.
Nel caso fallisse, i concorrenti eliminati possono danneggiare l'automobile che il suddetto sta vincendo.
Con mazze da carpentieri, picconi da minatori e trapani da falegnami.
Per spaccare tutto ciò che vogliono hanno dieci secondi.
Una vettura nuova, fiammante, di valore, sotto i colpi degli avversari in cerca di vendetta.

Ho visto un uomo dare sette martellate al lunotto anteriore di una spider.
Un altro ha bucato col suo punteruolo cinque volte la portiera destra di una station wagon.
Una ragazza si è accanita sulla ruota di una sportiva, con la sua sega elettrica.

Tutto questo è assurdo.
Non ha senso.
Accanirsi su un'auto, in quella maniera.
Un vero schiaffo all'intelligenza.

Ma dico io, siete scemi?
Che cazzo gli dài sette martellate nello stesso lunotto?
Secondo te se gliene davi solo una, poi lo teneva così?
Eddài, una mazzata anche al lunotto posteriore!
E l'altro, cinque volte la stessa portiera?
Almeno prendi anche quella posteriore!
E tu, hai una sega elettrica in mano e vai sulla ruota?
Lo sai che l'abremagique in quell'auto è l'unica cosa che vale meno di una ruota?

Dilettanti di una tv spazzatura.
Neanche sputare in faccia alla miseria sapete fare.


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giovedì, febbraio 22, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 UN GATTO SULLA MIA TASTIERFHDKJEHLHOMQ

- Miao!
- Niente scene, abbiamo deciso.
- Miao miao!
- Ma no, quale fastidio ti darà? Prenderemo un gattino simpaticissimo.
- Miao!
- Non gli farai niente di tutto questo. Vedrai che andrete d'accordo. Tu sarai il suo fratello maggiore.
- Miao?
- Beh, un fratello maggiore insegna al più piccolo cosa si può fare o meno in casa. Insomma, gli fa capire cosa è bene e cosa è male. Non che io pensi minimamente che tu lo sappia, ma almeno con lui fai finta, sarà il tuo fratellino adottivo, ne sarai responsabile.
- Miao?
- No, il tuo fratellone non tornerà qui. Non credo almeno. Ha deciso che preferisce stare fuori, vivere da randagio. A lui piace così.
- Miao.
- Ma no, non è pirla. Lui è uno spirito libero. Si sente molto felino. Mica come te. Anche tu dovresti farti qualche giretto ogni tanto.
- Miao?
- Beh, potresti fare amicizia con gli altri gatti. E stare all'aria aperta, lontano dalla tv.
- Miao?
- Non te lo compro il videoregistratore! Per lasciarti registrare cosa, poi?
- "Miao".
- Bravo, "Amici". Edificante.
- Miao.
- No, tu non sai ballare. Sei l'unico gatto al mondo ad avere la stessa grazia di un elefante tonto. Avevo un mastino di sessanta chili che muovendosi faceva meno danni di te.
- Miao.
- Tu cosa??
- Miao!
- Hai scritto una lettera alla De Filippi?
Non credo che accettino nella loro scuola dei felini. Mica per altro, milioni d'italiani ti guarderebbero mentre fai il bidet di lingua. Non sarebbe un bello spettacolo, credimi.
- Miao. Miao.
- No, nessuno dei miei gatti porterà mai dei jeans.
- Miao.
- No, nemmeno di Dolce&Gabbana.
- Miao?
- Perché costano! Credi che le tue scatolette di bocconcini scelti di tonno, crescano sugli alberi?
- Miao?
- Le Nike? No, senti, non ci stiamo capendo. Le Nike? Ma porca puttana, tu sei un gatto! Gatto. G-a-t-t-o. Hai zampe, artigli e cose del genere.
- Miao miao?
- Tu sei matto: io non ti porterò mai a fare l'aperitivo. Scordatelo.
- Miaooooo.
- Metti via quegli occhioni, non ci casco.
- Miaooooooooooooo.
- Ok, ci casco. Uno solo però, al bar sotto casa.
- Miao!
- All'Hollywood? Non fanno entrare manco me in quella discoteca.
- Miao.
- Ci sei già stato con Vieri e le veline? Tu conosci le veline e non me le presenti??
- Miao.
- Sei un bastardo. Ma accetto: io ti compro gli occhiali da sole di Lapo Elkann e tu me le fai conoscere. Quanto costano?
- Miao.
- Cosa??? Hanno i superpoteri? Sono occhiali magici?
- Miao.
- Davvero attirano così tanta gnocca? Va bene, andata, ti li prendo. Ma se mi prometti che quando arriverà, ti porterai dietro il tuo nuovo fratellino. Eddài, tu sarai il suo eroe, ti ammirerà come il miglior gatto del mondo.
- Miao.
- Ok, dell'universo. Ma tu dovrai essere buono con lui. Insegnargli a farla nella sabbietta, spiegargli di non camminare sulla tastiera quando sono al computer, non svegliarci usando la nostra faccia come tiragraffi.
- Miao.
- Esatto, dovrà essere il contrario di te. L'opposto preciso. A 'sto giro vogliamo un gatto normale, basta con gli psicopatici come te e tuo fratello.
- Miao.
- Volerti bene io? Ma stai scherzando? E quando dovrei volertene? Quando gratti la porta di camera nostra alle quattro del mattino? O subito dopo che ti abbiamo aperto e tu rimani in soggiorno, a rovesciare tutti i dischi?
- Miao.
- Te l'ho detto mille volte, non ho dischi di musica techno. Non si suona quella roba a casa mia. Devi diventare un gatto serio adesso, hai delle responsabilità verso il nuovo arrivato.
- Miao?
- Non l'abbiamo ancora scelto, iniziamo a cercarlo oggi.
- Miao?
- Beh, sì, pensavamo proprio a un gatto. Così vi fate compagnia. Perché, pensavi a qualche altro animale?
- Miao.
- Ma secondo te io faccio crescere mio figlio accanto a te? Fossi scemo.
- Miao.

- No, niente canarini e pesci rossi.
- Miao.
- Neanche. E poi, dove li trovo? Nessuno vende topi da compagnia. Prenderemo un gattino, è deciso.
- Miao!
- No, sarà maschio, smettila.
- Miao?
- Che domande, se tuo fratello dovesse mai tornare, allora starete in tre.
- Miao?
- Certo, in quel caso tu sarai dispensato dal ruolo di fratello maggiore serio e responsabile.
- Miaooo.
- Sì piccolo. Anch'io spero che torni.


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mercoledì, febbraio 21, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 RE DE CHE?

- Spad, che cazzo di suoneria hai messo?
- "We are the champion", dei Queen. Fa parte del mio programma di autoinduzione di sovranità.
- Hai un programma di cosa?
- Autoinduzione alla sovranità. Ho deciso di cambiare il mondo.
- E come?
- Beh, diventando solenne. Sarò così figo che la gente mi imiterà e il mondo sarà poi un posto migliore.
- E allora ti sei messo quella suoneria. Peccato che tu abbia messo invece "We are the world".
- Lo so, costava meno. Chi vuoi che se ne accorga?!
- Parla di bambini che muoiono di fame in Africa.
- Ah. Che tristezza. E chi la canta?
- Micheal Jackson, soprattutto.
- Poverino, per lui è un dispiacere doppio.
- Fai altro per diventare re del mondo, spero.
- Beh, ho insegnato al mio gatto a darmi la zampina.
- Vabbè, mica diventi importante per una zampina. Ci saranno migliaia di micetti che lo fanno.
- Che ti chiamano "Commendatore"?
- Spad, il tuo gatto ti chiama "Commendatore"?
- Prima mi chiamava Cavaliere. Ma poi siamo arrivati ad un compromesso.
- Chissà che trattative!
- Due volte la settimana la playstation è sua.
- Non mi sembra che funzioni bene il tuo programma di autoinduzione alla solennità.
- Ma no, va alla grande. Con la seconda parte del mio programma arriverò a livelli eccellenti in poche settimane.
- Ed in cosa consisterebbe questa seconda fase, Spad?
- Beh, è un allenamento più duro. Per essere re non devi guardare in faccia a nessuno. Bisogna essere spietati.
- Omicidi politici? Coinvolgimenti mafiosi?
- Ma no, più cattivo ancora.
- Un colpo di stato, cruento. Stai studiando tecniche di guerriglia urbana?
- Quelle sono bagatelle. Ma no, il re deve dimostrare la sua forza.
- E quindi? Cosa hai fatto?
- Sul desktop in ufficio, come immagine di sfondo, ho la foto di una ragazza nuda.
- Beh, ce l'hai anche sul portatile, un'altra sul cellulare ed un paio nel portafogli. Una è lì dai tempi del liceo.
- Ah, che gnocche: Pamela e Andersson.
- Pamela Andersson. Senza la "e", I nomi di persona non vogliono la congiunzione in mezzo, Spad.
- C'è una persona dietro a quelle tette? Mi sembrava infatti che Andersson fosse un nome del cazzo per una tetta.
- Non diventerai mai re se fai così.
- Ma sì, ci sono vicino. Mi manca solo un regno adesso.
- Idee?
- Pensavo la Danimarca, ci sono belle gnocche. Ma poi mi sono ricordato della fine di Amleto.
- E cosa c'entra?
- Il dubbio amletico: è morto perche non sapeva se farsi la bionda o la mora.
- Certo, lo sanno tutti che Shakespeare era caporedattore a Playboy, no?
- Infatti. Allora niente Danimarca. Ho scelto, sarò Re d'Inghilterra.
- Per riuscirci dovrai pessare sul corpo di Camilla Parker Bowles. E non credo sarai così fortunato da ritrovartela morta.
- Re di Olanda. Come scettro voglio un cannone di marja da Amsterdam.
- No.
- Re di Spagna, dài, quello è tranquillo.
- Certo, come no. Lui, il re di Spagna vero, è stato educato politicamente da uno stronzo fascista come Franco. Ed hanno Zapatero. Tu invece sei cresciuto leggendo la Gazzetta Dello Sport. A quest'ora avrebbero Capello premier.
- Troppi casini, troppa violenza. No io, voglio diventare, tranquillamente, Re di uno stato piccolo. Per esempio, cosa devo fare per diventare Re del Vaticano?
- Essere eletto Papa, Spad.
- Papa? Sembra facile. Vestito di bianco poi sembro più abbronzato.
- Sai però, non vorrei interromperei tuoi sogni di gloria, ma aiuterebbe se tu credessi in Dio.
- Eta Beta conta?
- No, un vero Dio. Uno che infonda principi saldi e detti regole ferree.
- Ma scusa, perché se i principi sono saldi, le regole devono essere ferree? A uno coi principi saldi, non servono nemmeno le regole.
- Perché un vero re, per nome di dio, deve usare il bastone e la carota. Addolcire, con l'idea di un grande regno, e minacciare poi di non fartelo mai vedere.
- Ho deciso, non sarò mai Re.
- Bravo Spad, così mi piaci.
- Troppo machiavellico. Voglio qualcosa di più facile. Cambio il mio programma di autoinduzione. Lo trasfermerò in qualcosa di più spirituale.
- Bene, ti farà bene ritrovare un po' di sana spiritualità. Un programma però? Per diventare cosa, esattamente?
- Mah, credo proprio che seguirò il corso per diventare Dio.
- Mi sembra esagerato: Dio. Cosa ti fa credere di riuscirci, Spad?
- Beh, sai, io ho la fortuna di poter imparare dagli errori di chi mi ha preceduto.


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martedì, febbraio 20, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 NOMI, COSE E L'ANIMALE

Ok, allora facciamolo.
Diamo un nome alle cose.

Infame.
Non ci sono altri termini per definirti, infame.
E per cui non c'è bisogno di trovare giri di parole.
Birichino? Stronzetto? cosa capite di lui? Niente.
Infame. Infame rende.
Perché non hai confuso il mio braccio con il bracciolo del divano.
No, non è stato un errore.
Vero, gatto infame?

Gnocca.
Chiamiamo le cose col loro nome: Gnocca. Con l'accento sulla gn.
Ecco, non "ragazza carina" e mai "un tipo".
Non funzionano come "è una gnocca", che poi so cosa mi aspetta.
Se dici "è simpatica", mi metto sulla difensiva e non la voglio conoscere.

Tette.
Cacca.
Figata.

Un nome alle cose?

Paura.
Ecco, non lo faccio per paura, lo ammetto.
Paura di impegnarmi, paura di non essere più lo stesso.
Paura di restare. E sopravvivere.
Per rompere i coglioni.
Come ogni ex fumatore.

Amore.
Amore, punto.

L'Anticalcio.
Diciamo le cose come stanno: sono l'Anticalcio.
Non faccio più di tre palleggi, tutti di destro.
E per quei tre palleggi faccio almeno duecento metri, ad inseguire la palla.
Mi è venuto un solo dribling in tutta la mia vita. Avevo undici anni.
Davanti avevo Giò, difensore arcigno. Palla al piede, l'ho puntato.
E con una finta alla Sergio Brio, l'ho lasciato di sasso.
Che non è poco, nemmeno per un orsacchiotto.

Ma sì, diamo un nome alle cose.

Noia.
Luna.
Sfiga.

Oppure, pirla.
Dài, si traduce subito.
Quando ti dicono: Ehi, occhio a quello, è un vero pirla..
Facile capire.
Sai già a chi chiedere il fumo.


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sabato, febbraio 17, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 NON POSSUMUS, NON POSSUMUS PROPRIO

Ratzinger e suoi scagnozzi sono in trincea:
i Dico non devono assolutamente passare.

Perché?

La storia che i matrimoni che non riproducano vita non siano veri matrimoni non regge, altrimenti sarebbero da sciogliere tutti i vincoli, anche eterosessuali, che non portano ad un figlio.
Non credo neppure alla preoccupazione sulla nostra salvezza morale e divina post-mortem. Preoccuparsi dell'umanità è facile, ha molti difetti ben peggiori che amarsi tra gente dello stesso sesso.
Un problema economico? Potrebbe essere: sono pochi i diritti dati ai conviventi da questa legge, ma comunque sufficenti per far desistere qualcuno a non affrontare il costoso giorno del "Sì". Ma sono sicuro che con un po' di fantasia, riusciranno a lucrare anche lì.

Perché tanto astio contro i Dico?
Ormai gli attacchi sono quotidiani.
C'è odore di paura, vera paura.

Perché?

Perché i gay non hanno il diritto di sposarsi?
Perché nemmeno i preti possono?
Perché i vertici della Chiesa non vogliono che si cambi?
Cosa c'è sotto?

Poi ho capito.

Mi sa che Ratzinger ha fatto ciò che noi uomini facciamo sempre.
E adesso è arrivato alla resa dei conti.
Adesso non ci sono più scuse.

So di uomini che hanno temporeggiato promettendo di sposare la propria donna quando Andreotti fosse morto. Ho un amico che è rimasto fregato, aveva giurato alla fidanzata che sarebbero andati all'altare se l'inter avesse mai vinto uno scudetto. Alla mia ragazza ho detto che l'avrei sposata subito, ma sto lavorando per la Cia e non posso rivelarle la mia vera identità. Ma anche per me arriverà il giorno della pensione ed allora dovrò cedere.
Per quanto irraggiungibile ci sembri l'ostacolo che abbiamo posto alla fatidica data, arriverà sempre il momento in cui dobbiamo affrontare la cosa.
E fare il gran passo.

Povero Ratzinger, che ne sapeva lui quel giorno che ha sussurrato:

- Giorgino, io ti sposerei subito, se solo potessimo. Ma lo sai: non possiamo, non possiamo proprio!-


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giovedì, febbraio 15, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 TU SEI AMORE. NO?

- Amore, mi daresti il tuo numero?
- Cosa fai, ci provi?
- No, l'ho perso, era nel vecchio cellulare.
- Spad, stiamo assieme da tre anni. E non te lo ricordi?
- No, lo prendevo direttamente dall'agenda del telefonino.
- Ma io lo so il tuo numero!
- Certo, non sai ancora usare la tua agenda.
- A me non serve, ricordo tutti i numeri.
- Il mio ufficio?
- Facile: 02-53198021.
- Il veterinario?
- 02-678564312. Il nostro dottore invece 02-43322119, la mia parrucchiera 0444-3567..
- Aspetta! 0444?
- Il prefisso di Vicenza.
- La tua parrucchiera sta a Vicenza?
- Solo lei sa come li voglio. La pizzeria a domicilio 02-564389876 e tua madre 039-32900876.
- Amore, perché cazzo chiami mia madre?
- Mi sta aiutando.
- A fare che?
- Che stupido, mi aiuta a vivere con te, è ovvio.
- Cioè?
- Le chiedo cosa ti piace a tavola, per esempio.
- Non mi hai mai fatto lo stufato di dinosauro, tu.
- Sì, me l'ha detto che era l'unico modo per farti mangiare il lesso.
- E nemmeno i piani segreti delle formiche rosse mi hai mai dato.
- Quella era insalata.
- E gli occhi di orco verde?
- Cavoletti di Bruxell bolliti.
- Ma che schifo di roba mi faceva mangiare mia madre??
- Lo so, è dura. Infatti non la chiamo da un po'. Ogni telefonata mi deprimeva.
- Vabbè Amore, me lo ridai il tuo numero o no?
- Spad, questa cosa mi offende. Dovresti ricordartelo, sono la tua ragazza.
- Uffa, quante storie perché non mi ricordo un numero.
- E nemmeno il mio onomastico. Quand'è il mio compleanno?
- Luglio.
- Luglio cosa?
- Luglio. Quella cosa tra Giugno e Agosto.
- Quale giorno?
- Ah, volevi il giorno? Beh, Amore, è il tresediciotto.
- Scusa?
- Luglio, il ventottantdue.
- Il ventidue?
- Esatto, il ventidue Luglio! Quello che ho detto, hai visto?
- Il sei Marzo. Sono nata il sei Marzo.
- Oh, mica è colpa mia se ti sei abbassata l'età per provarci con me. E comunque dimostri quattro mesi in meno, davvero Amore.
- Ho capito, adesso fai il micione ed io ci casco e ti perdono.
- Ecco, brava.
- Ma sì, in fondo è solo un numero. Litigare per una cazzata del genere. Non è così grave.
- Certo, è una bagatella.
- Allora, il mio numero è 338-4325671.
- Perfetto, lo salvo subito.
- A posto?
- Sì. Quasi.
- Cosa vuoi ancora?
- Sotto che nome lo registro?


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lunedì, febbraio 12, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 TECNICHE FELINE DI SEDUZIONE

- Pronto?
- Miao.
- Miao chi?
- Miao!
- Ah, ciao. Ma dove cazzo sei finito? Sono cinque giorni che ti cerchiamo.
- Miaooo.
- Cosa vuol dire che tra un po' torni?! Torna subito.
- Miaaa.. miao!
- Ah, un'amichetta. E chi sarebbe?
- Miaaaaoooo.
- Vabbè, capisco. Manchi molto a tuo fratello. Chiede sempre di te.
- Miao.
- No, dài, non chiamarlo così, lui ti vuole bene.
- Miao-miao bla-bla.
- Sì, in effetti, fa il gradasso, ma poi piange sempre.
- Miao?
- Eh sì, anche lei è triste. Lo eravamo tutti. Ma adesso dirò loro che hai chiamato.
- Miao. Miao.
- Sì, ok, ma tu torni presto, no?
- Miao.
- Ti serve qualcosa? Te lo faccio portare da tuo fratello.
- Miao.
- Scusa?
- Miao!
- Un pennello?
- Miao.
- E della vernice gialla?
- Miao.
- Sì, sì, sto scrivendo: pennello e vernice gialla.
- Miao.
- Prego. Ma mi dici a cosa ti serve tutta 'sta roba?
- Miiiiaaaooo. Miao miao.
- Tu cosa???
- Miao.
- Ma è assurdo, non funzionerà.
- Miao!
- Ho capito, ho capito, non ti scaldare. Ora cerco il pennello da dare a tuo fratello.
- Miao!
- E la vernice gialla, certo. Però, lascetelo dire, è un'idea assurda.
- Miao.
- Lo so che sei grande e grosso, ma se ti scopre, sono cazzi amari per te.
- Miaoooo..
- No, non voglio sapere cosa succede nella vostra intimità!
- Miao.
- Mi ricordo quando una volta ho detto ad una tipa ventunenne che avevo appena compiuto diciotto anni.
- Miao?
- Sedici. Quasi diciassette però. Quando lo scoprì, mi voleva denunciare per adescamento di maggiorenne generosa.
- Miao. Miao?
- Certo che anche lei s'incazzerà!
- Miao?
- Perché sono stato in tanti zoo. E credimi, la tua amichetta ti smaschererà: non si è mai vista una tigre alta venti centimetri iniziare a fare le fusa per una scatoletta di patè.



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sabato, febbraio 10, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 FA KE NO

- E tu chi sei?
- E tu chi sei?..
- Ehi, te l'ho chiesto prima io.
- Ehi, te l'ho chiesto prima io..
- Mi assomigli.
- Certo, sono te, ma più simapatico.
- Sì, possibile.
- E più colto.
- Vabbè, domani mi faccio la barba, è domenica.
- Decisamente più cattivo.
- Ripetilo e ti rigo la playstation.
- Ok, forse più cattivo no.
- Avanti, chi sei?
- Sono il tuo fake.
- Ehi, io queste cose non le faccio.
- Ma che cazzo hai capito?! Io lo faccio!
- Sì, bravo, io sarei pure quello passivo? Allontanati.
- Non hai capito. Io sono il tuo fake: una specie di caricatura.
- Cioé?
- Apro un sito dove ti ridicolizzo.
- E allora perché sei sul mio sito?
- Questa è la nuova frontiera di internet: il fake a domicilio.
- Mi costa?
- No, è tutto gratis.
- Allora fai pure. Ma cosa intendi per "ridicolizzarmi"?
- Mah, non so, scrivo le tue stesse cose, ma in modo più.. più pirla.
- Scrivi ancora più pirla di me?
- In effetti non ci riesco. Vado sul personale.
- Per esempio?
- Beh, ecco, faccio finta di ascoltare Nek.
- Ah, piace anche a te? La mia preferita è..
- Spad, no. Mi rovini la piazza così. Certo che poi mi tocca esagerare: una volta ho addirittura scritto che "mi tromberei la Thatcher!".
- Ehi, tranquillo, io mi farei Rosi Bindi.
- No, non hai capito: io ho detto "mi tromberei la Thatcher", ma eri tu a dirlo.
- Cioé? Guarda che io non faccio cose a tre. Anzi, la Thatcher, Rosi Bindi ed io, va anche bene. Ma tu fuori dai coglioni.
- Io non c'entro niente, io sono te! Io sono Spad.
- Me lo immaginavo più bello.
- Tu?
- Noi.
- Io sono bello, tu sei una schifezza.
- Non sei il mio fake? Quello uguale a me? Tu sei me, e quindi: noi.
- Ma è qui l'ironia! Spad, non capisci? Facendomi bello, faccio apparire ancora più schifezza te. Pensa, io ho pure i capelli.
- No?!
- Ebbene sì. E non ultimo: io mi lavo.
- Ma allora come fanno a pensare che tu sei me?
- Con il gioco del ridicolo. Il fake sei tu, ma con i tuoi difetti esasperati.
- Tipo?
- Dico di essere juventino. Ma non uno juventino qualunque, uno convinto. Un gobbo gobbo. Ho messo una foto dove stavi comprando una maglietta di Birindelli.
- Era un fotomontaggio.
- Giusto. Come lo sai?
- Le bancarelle non la vendono. Per averla io ho dovuto farmela disegnare apposta.
- Oh cazzo. Ma tu sei peggio di me in tutto! Sarò lo zimbello di tutti i fake di internet.
- Beh, dài, non fare così.
- No, è una tragedia, non capisci. Non posso più farmi vedere in giro. Tu sei più ridicolo di me. Cercare di ridicolizzare te sarebbe come dare dell'orbo ad un cieco. Devo trovarmi un altro lavoro.
- Mi spiace, dimmi come posso aiutarti. Mi piaceva l'idea di avere un fake.
- Non so, dimmi qualcosa su cui possa fare satira. Hai un difetto che non vada già oltre i limiti dell'idiozia? Esaspererò quello.
- Beh, ecco, sbaglio qualche congiuntivo a volte, ma meno di altri.
- Mhm, fammici pensare: ti rappresenterò come un analfabeta. Un ignorante che più ignorante non si può. Uno che non sa nemmeno la capitale degli Stati Uniti.
- ....
- Spad?
- Aspetta.
- Tu lo sai, vero? Sai qual è la capitale americana, no?
- Aiutino?
- Un presidente famoso.
- Giovanni Leone City?
- Ma no, americano!
- John Lion?
- Un presidente americano. Il primo presidente. Chi è stato?
- Kennedy.
- No, prima.
- Lincoln.
- Noooo. Ancora prima. George.. George..
- Clooney!
- Sì, certo. E la Statua della Libertà è Angelina Jolie. Ma no Spad, è Washington. George Washinghton.
- Ho capito.
- Basta, ci rinuncio, mi licenzio da fake! Tutto ciò è inammissibile, non si può lavorare in queste condizioni. Tu sei già la caricatura di te stesso.
- No, dài, me l'ero dimenticato, ma lo sapevo qual era la capitale. Bastava dirlo subito, George Washinghton, e capivo.
- Vabbè, ci sto. proviamoci. Farò il fake che sfotte la tua ignoranza.
- Bene, sono contento che ci hai ripensato.
- Ma sì, una tua caricatura è possibile, non sei così stupido come ti dipingerò.
- Ecco, perfetto. Solo una domanda.
- Dimmi, Spad.
- Sei sicuro?
- Sicuro di cosa?
- L'aiutino. George Washinghton.
- E allora?
- Davvero la capitale degli Stati Uniti è Philadelphia?


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martedì, febbraio 06, 2007
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 ALTRALETTERA

Caro..
Già, caro che? Scrivere una lettera ad un morto, che assurdità.
Ma dicono tutti che le cose stanno per cambiare radicalmente e chissà che tra le novità non ci sia la corrispondenza con l'aldilà. Che poi, mica ci dovevi
finire lassù, non ancora almeno. Te ne sei andato troppo presto, eri ancora giovane, ma dei teppisti ti hanno strappato la vita.
E tu credevi che quella divisa ti avrebbe protetto.
Invece sei morto sotto il loro sguardo indifferente: "te lo meritavi", dice qualcuno, "te la sei cercata". Sciacalli che non fanno altro che giustificare i
propri crimini.
Tu non lo puoi sapere, ma adesso i politici giurano che faranno di tutto perché non muoia più nessuno negli scontri con la Polizia.
No, non è merito tuo, tu sei solo morto.
L'ennesima vittima nella lotta tra le forze dell'Ordine e i criminali.
Ma non illuderti, non otterrai giustizia, non è possibile. L'omertà la farà ancora una volta da padrona e chi ti ha ucciso verrà protetto da persone più
forti della Legge. Tuttora è a piede libero, come se niente ti fosse accaduto e gli viene pure permesso di ricomettere i propri errori.
Dicono che eri una brava persona ed anche se ad affermarlo sono dei tuoi famigliari, beh, io ci credo. Perché non dovrei?
Allora mi appello alla tua bontà e ti chiedo di perdonare. Di farti simbolo di una nuova era di pace, dove non c'è posto per le barbarie commesse in nome di
una fede, di un giuramento, di una distorta idea di appartenenza. Ti chiedo di aiutarci a non rendere inutile la tua morte, ti chiedo di farci ragionare, tutti, indistintamente. Ti chiedo di salvarci.
Lo so, ti chiedo tanto, ma ci serve davvero.
Purtroppo non sarai solo in questa missione. Un altro uomo è adesso lì con te, ad aiutarti in questo difficile compito. Anche lui non meritava di morire,
come te. Ed anche lui, nel suo ultimo istante di vita, ha visto una divisa della Polizia.
La sua.
Allora perdonateci entrambi e noi forse troveremo la forza di dire finalmente: "mai più".
Ed è per questo che ti ho scritto, caro Federico.
Scusa.
E grazie.


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lunedì, febbraio 05, 2007
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 EURISPAD

Non sopporto quando la gente s'inventa statistiche per avvalorare le proprie tesi.
E non sono mica pochi a farlo: almeno il 96,8% della popolazione mondiale.


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giovedì, febbraio 01, 2007
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 SABATO DEL PIRLAGGIO

Quando?
Sabato 3 Febbraio, dalle dieci di sera.

Ma non avevi detto che era un aperitivo?
A Milano si chiamano tutti "aperitivi". Anche il cappuccino la mattina o il the delle cinque.

E vi capite?
No, ma siamo tanto trendy.

E dove vi troverete?
Allo Smooth, in zona Wagner, a Milano.

E come lo trovo?
Quando vedi il mare, chiedi.

Perché proprio lì? Ci guadagni?
Certo: a fine serata pensavo di rapinarli. Se fai il palo, ti do il 30%.

Chi può venire?
Chiunque: bloggers, amici che passavano di lì, parenti lontani e sorelle gnocche. Anzi, se non hai una sorella gnocca, sta pure a casa.

Ma si paga?
No, non hai capito: è solo un cazzo di ritrovo tra amici e sconosciuti, in un pub. Non mettono nemmeno musica. E dovessero metterla, la faccio togliere per cantare Nek.

Ma non verrà troppa gente così?
Meglio, una buona scusa per non ricordarsi i nomi.

E come ci riconosceremo, tra blogger sconosciuti?
Pensavamo che sarebbe bello se ognuno avesse qualcosa di arancione: una borsa, un foulard, una camicia, qualsiasi cosa che sia arancione va bene.

Ho solo i boxer, di arancione. Vanno bene anche quelli?
Certo, basta che si vedano. Cantautorando indosserà la maglietta di Bergkamp e Musashi i pantaloni di Ringo Star. Simoneonline avrà le arance che gli portavano in cella fino a ieri. Johnny ha detto che farà una lampada di troppo e Nuvolacaduta porta del fumo pakistano che te ne fa vedere di tutti i colori.

E tu?
Io di arancione ho solo i preservativi al gusto mandarino.

Ma che schifo, siete tutti uomini?
No, ci sarà anche Malapuella, che porta un tramonto. Stiamo lavorando per avere Juditta con noi: lei per l'arancione non ha ancora risolto. Sta ora provando a sedurre un monaco buddista.

E poi? Altre?
A parte tua sorella? No, per ora nessuna ha confermato. Ma contiamo molto nel vostro passaparola.

Ma avete prenotato almeno dei tavolini?
Certo, come no?? No.

E non staremo scomodi?
Non preoccuparti. Mi stai facendo due palle così con le tue domande: potresti usarle come puf.


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