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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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Ringraziamenti


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 SimoneOnline
sabato, aprile 28, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 SCALENO IL MIO AMOR

avevi gli occhi grandi.
uno più grande dell'altro.
quello sinistro.
dicevi che era perchè dormivi a destra.
e di notte mi guardavi.

avevi un seno esplosivo, davvero.
due angurie.
e le angurie sono come i fiocchi di neve.
non ce ne sono due uguali.
dicevi che da una parte ti batteva il cuore, e allora.
il tuo cuore per me.

avevi due gambe lunghe lunghe.
l'Autostrada del Sole, la chiamavamo una.
l'altra sembrava la Cisa.
dicevi di aver pianto e di aver riso.
e scappavi e tornavi da me.

avevi mani veloci.
e dita sinuose con cui toccarmi.
tutte e undici.
dicevi che anche Marylin Monroe.
ed io ero il tuo Joe DiMaggio.

insomma, tu eri asimmetrica.
e la colpa era mia.
dicevi che non ti amavo.
ed avevi ragione.

infatti mi hai fatto venire due palle così.
e son perfettamente uguali.


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giovedì, aprile 26, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 VORREI CAMBIALE

Chiamatela magia.

Tutte le società che hanno a che fare in qualche modo con me, poco dopo chiudono i battenti o annaspano comunque in una crisi economica senza precedenti. Certo che poi uno inizia a farsi delle domande. Ma non ricoprendo mai un ruolo determinante, con uno stipendio difficile da onorare, le responsabilità non possono essere mie.

Insomma, non conto un cazzo.

Forse ho il fiuto degli affari al contrario. La Consob dovrebbe assumermi, per individuare le aziende vicine alla bancarotta: se una di queste, dopo avermi fatto un colloquio, fosse disposta ad assumermi, allora significa che presto andrà in malora.

Oppure, più semplicemente, porto sfiga.

La società per cui lavoro ora non riesce più a pagarmi le fatture scadute, non posso però tornare a quella per cui ho lavorato nove anni, perché nel frattempo ha fallito. L'avevo lasciata due volte: la prima per lavorare con mio padre, consulente finanziario, l'anno del peggior tracollo in Borsa dopo il 1929. L'altra per andare a vivere alle Canarie, dove il ristorante in cui facevo il cameriere non aveva più clienti e il negozio che ho aperto subito dopo è durato solo sette mesi. La casa editrice con cui ho pubblicato il mio libro ha fermato ogni lavoro dopo nemmeno un anno dalla sua nascita, pure il tabaccaio sotto casa ha messo il cartello "Vendesi" e la Juventus è finita in serie B.

Tutto ciò che tocco presto cadrà su se stesso.

Se comprassi una Cinquecento, gli operai Fiat andrebbero in cassa integrazione.
Se mi findanzassi con una ninfomane, si farebbe suora e l'Hatù fallirebbe.
Se vincessi un milione di euro, si tornerebbe alla lira.
Se andassi in Tibet, diventerebbe tutta campagna.

Sono il Re Mida dei fallimenti.

Senza un soldo, ora non posso fare altro che rapinare una banca.
Sempre che non chiuda per sciopero sindacale.


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lunedì, aprile 16, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 TU BLUFFI?

- Spad, sei malato di poker! Pensi solo a quello. Tu sei dipendente, ammettilo.
- Non è vero Amore, non ho il vizio. Posso foldare quando voglio.


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martedì, aprile 10, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 TIRA PIÙ UN FILO DI.
 
Sono un filo.
Che diventa corda, per aggrapparsi, ma per camminarci su, no, non conviene.
Sono un filo.
La presa di corrente di un juke-box di fine '800.
Sono un filo.
Magari c'è un aquilone in fondo. Più probabile però che l'abbia perso nel vento.
Sono un filo.
Che regge un burattino leggero, senza copione, senza braccia.
Sono un filo.
Un filo di perle, un filo di Scozia, un filo d'oro, un filino pirla.
Sono un filo.
Non sono una rete: pesco la vita ad una ad una.
Sono un filo.
Che si spezza ed è troppo fine da riannodare. Tu provaci comunque.
Sono un filo.
La miccia di Willy il cojote: mai fidarsi che esploda veramente.
Sono un filo.
Il capello indigesto di troppe minestre riscaldate.
 
Sono un filo.
E tutto fila.


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mercoledì, aprile 04, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 PRURITI TEOLOGICI

Il 48% degli statunitensi rifiuta la teoria evoluzionistica di Darwin.
Il mondo e le sue creature sono stato create da Dio, sostengono.
Create così come le vediamo noi ora. Nessuna differenza.
Loro chiamano tutto questo "disegno intelligente".

Quindi è stato Dio a volermi così?
Con questi occhi, queste mani, col mio fegato e le gambe storte?
C'è un progetto ben definito dietro a tutto questo?
Ogni cosa è volutamente dove la trovo?

Bene.
No, davvero, accetto la cosa.
Non voglio fare polemica, Dio.
Se hai voluto così, avrai il tuo bel perché.
Non discuto affatto.

Basta solo che poi in Paradiso mi fai trovare un cazzo di angelo che mi gratti la schiena, ché col braccino corto che mi hai dato mica ci arrivo.


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martedì, aprile 03, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 M

Mi piace di te.
Come respiri, quando mi baci, dove mi guardi.
Mi piace di.
Dirottare le tue mani, dipingere il tuo seno, di più, Amore.
Mi piace.
La tua voce, la voglia di sorridere, la faccia che fai.
Mi.
Mi hai conquistato, mi manchi, m'innamoro.

Mi piace di te che lo sai.
Ma insisti.


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lunedì, aprile 02, 2007
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 OMOGENESI

Altro che il cardinal Ruini, un dilettante al confronto:
monsignor Bagnasco, lui sì che è un vero omofobo.

Pare che fin da piccolo dimostrasse un'avversità feroce verso tutto ciò che era "omo".
Racconta la sua prima perpetua che, non appena arrivato in parrocchia, abbia subito applicato la propria dottrina. Il corredo lo confondeva, tutto quell'azzurro. Non sapeva più quale asciugamano fosse per la faccia e quale per il culo.

Certo, poi si è scoperto che la colpa non era degli asciugamani.


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