Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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 SimoneOnline
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
BURNING PERMITTED
La svolta è stata il fuoco.
Da lì, dall'aver imparato a domarlo, a ricrearlo, a gestirlo.
Lì siamo diventati i padroni del mondo.
Ad un falò.
Grazie a questa scoperta.
Se noi sopravviviamo all'inverno, se noi andiamo sulla Luna.
E sacrifichiamo il nostro pianeta ed i suoi abitanti sui nostri altari.
Ad una grigliata.
Tutte le fiamme hanno però un tallone d'Achille:
la pioggia spegne gli incendi,
un soffio spegne il fiammifero,
l'oceano spenge gli amori infelici
e i fuochi artificiali finiscono, sempre.
Ma noi due non ci perderemo in un bicchier d'acqua.
Perché tu ed io abbiamo un dono:
la nostra passione.
Un fuoco magico.
Che si accende guardandoci negli occhi
e non si spegne, ma si alimenta con gli smorzacandela.

Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
PORCO GIUDA
Ti ho tradita, sì.
Ho riconosciuto le tue mani nelle sue,
che mi toccano
e godo.
Ti ho tradita.
Aveva i tuoi occhi,
gli occhi in quell'attimo prima di chiudere gli occhi.
Poi godi.
Ti vorrei tradire.
Che non si chiami come te, che sia straniera magari.
Ma che la voce sia la tua, quando me lo dici:
godo!
Ti tradisco.
Ogni sera, una diversa.
Ogni volta, tu perversa.
Che godi.
Ti tradirò ancora.
Con una pricipessa, con una cameriera, con una voglia.
Con una puttana, con un'infermiera, con la voglia.
Di guardarci godere.
Ma non ti tradirò.
Non con una poliziotta, questo mai.
Amore Mio, credimi:
non m'importa se godi.
Via quel manganello dal nostro letto!

Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
Se la tua maglietta fosse bianca,
invocherei la pioggia
e l'acqua sul tuo seno
sarebbe come benzina sulla fiamme.
Se la tua gonna fosse nera,
accenderei un falò
e il bagliore e l'ombra
sarebbero cornice alle tue gambe.
Se i tuoi occhi fossero verdi,
coltiverei la terra
e le foglie che ci cresceranno
sarebbero opache al confronto.
Se la tua bocca fosse rossa,
soffierei sulle tue labbra
ed il calore di un morso
sarebbe alleviato dai miei baci.
Se il tuo cuore fosse trasparente,
lo userei come sfera magica
e le profezie che ne verranno
sarebbero per i giorni che mi restano.
Da vivere e colorare.
Da te.
D'amore.
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MOCCIOSI SI MOCCIA, NON SI DIVENTA
Col libro sono arrivato a pagina 80.
Sul film ho invece resistito solo nove minuti.
Tre Metri Sopra Il Cielo non ha vinto.
Mi dicono che c'è pure un seguito.
Dove una certa Gin spodesterà Babi nel cuore di Spec.
Saperlo mi ha piuttosto seccato.
Ne ho abbandonato le gesta con un'ottimistica speranza.
Che mi stavo perdendo il meglio.
E presto i due protagonisti si sarebbero schiantati in moto contro un lampione.
Quello coi lucchetti o meno non importa.
Basta che fosse bello solido.
Li odiavo quei personaggi.
Un coglione rissoso ed un'insipida liceale.
Lei.
Una che frequenta una scuola con l'obbligo di divisa.
Dove le prof scrivono ancora le note sui quaderni.
Se non studiava latino, avrei detto che andava ancora alle elementari.
E lui.
Che anch'io sono rissoso.
E pure coglione, mica nego.
Ma allora fatelo interpretare da una vera faccia da schiaffi!
Non da Scamarcio, che ha due sole espressioni facciali.
Tenebroso.
E tenebroso con ciuffo.


(Embeh? Mica potevo mettere solo Scamarcio..)
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GUARDA CHE LAVORO!
Quando vedo la donna che amo
guardo le sue mani.
Come un cane guarda la ciotola che lo sfama.
Quando vedo una conoscente
guardo in giro.
Cercando disperatamente di ricordarmene il nome.
Quando vedo una sconosciuta
guardo dove non guarda lei.
E poi sogno che ce lo raccontiamo.
Quando vedo la mia vicina
guardo poi se ha le bollette in casella.
Mal comune mezzo gaudio.
Quando vedo mia sorella
guardo le sue spalle.
E tutta la vita lo farò.
Quando vedo un'amica
guardo dove va.
Magari ci si diverte.
Quando vedo la Marcuzzi
guardo che giorno è oggi. Che giorno è veramente.
Ho ancora il calendario del 1998.
Quando vedo la mia collega
guardo ogni tanto le sue tette.
Mi aiuta a distrarmi dal lavoro.
Di guardarle il culo tutto il tempo.

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In amore sono due le parti anatomiche che aiutano.
Un bel visino, un suntuoso fondoschiena,
e sai che non sarai mai sola.
Un volto alla Bruce willis, due natiche alla Tom Cruise,
e qualcuna la rimedi sempre.
Faccia e culo, insomma.
Un po' come a carte.
Puoi avere una faccia da poker
e nascondere dietro al tuo sorriso
una scala al re.
Puoi avere un culo grande così
e sperare di battere tutti
col tuo colore di fiori.
Ad un tavolo puoi avere una faccia come il culo
e fingere chissà cosa,
magari un full di regine.
In amore, puoi avere una faccia da culo
e credere ad ogni cosa,
magari al grande Amore.
C'è però una differenza.
Nel poker,
se ti vengono a vedere,
hai perso la faccia.
Ma in amore,
se scopri che bluffavi,
te lo prendi nel culo.
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
Le notizie provenienti negli ultimi anni dal mondo dello sport, dall'atletica al ciclismo, passando per la Formula Uno, ma soprattutto nel calcio, hanno confermato una verità scomoda.
C'è chi telefona ai designatori per avere favori, chi falsifica i bilanci per iscriversi ad un campionato che altrimenti non potrebbe fare, chi abusa di farmaci, chi s'inventa parenti italiani per aggirare i regolamenti e chi, in barba al buon senso, festeggia per un gol subito.
Tutte le squadre italiane che negli ultimi dieci anni hanno vinto almeno uno scudetto, che fosse sul campo o sulla scrivania di un commissario straordinario, hanno sancito un'antica legge non scritta dello sport:
"Non si vince senza barare".
Tutte le maggiori squadre sono state giudicate colpevoli e, chi più chi meno, hanno pagato per i loro misfatti.
La Juve è finita in B, il Milan è stato penalizzato, l'Inter ha pagato multe salate.
Barano i dirigenti, barano i giocatori, barano gli arbitri, barano i commercialisti.
E la Juve vince l'ennesimo campionato falsato, il Milan vince l'ennesima coppa a cui non doveva partecipare e l'Inter stravince il suo personalissimo Guido Rossi Show.
Ma nonostante tutto questo, i tifosi continuano a sostenerle, godendo delle loro vittorie sporche.
Barano anche i tifosi?
Il loro amore per i colori, l'attaccamento alla maglia è spesso frutto di inganni, che, sebbene siano altrui, conoscono e sventolano oppure negano, guidati dalla loro fede calcistica.
L'onestà passa di mano in mano, i ladri sono sempre gli altri e l'obbiettività ficcatevela nel culo.
Ebbene sì, barano anche i tifosi.
E ci saranno sempre i Mughini che giustificano Moggi, i Bertolino che dimenticano i passaporti falsi e gli Abatantuono che snobbano a Maggio ciò che sognavano a Settembre.
Sono tifosi che barano la realtà.
Non lo fanno per vincere una partita, ma per sfottere l'avversario, per scherzare con gli amici, per giocare ancora, come quando si era bambini.
I difetti delle nostre squadre sono in tutti noi, i tifosi. Ma non ci sono soldi in ballo, non ci sono coppe, c'è solo la voglia di ridere, di passare una bella domenica assieme ad altri tifosi.
I tifosi, gli unici che possono girare fieri sui pullman a dire:
"Io baro. E allora?"
Tutto questo per dire che ho intenzione di darmi al doping.
Chi mi fa un filtro?
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Come.
Cuori.
Il cuore.
Dicono che l'anima stia lì.
Mi batte l'anima.
Tre ricordi a uno per lei.
Uno per me, perché ricordo e non sempre soffro.
Quando.
Quadri.
I denari.
Quando, quando i denari?
Di quando in quando.
Già, ma quando mai?!
Fuori.
Fiori.
Un fiore.
Un fiore fa sempre primavera.
Quattro fiori non fanno sempre colore.
Piove.
Picche.
Ti voglio? Picche.
Ti desidero? Picche.
Ti amo? Picche.
Te ne vai? O ti picchio.



