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Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)


Credere nei miracoli

Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"

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Il vento ha spogliato gli alberi



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Ringraziamenti


Template e grafica:
 SimoneOnline
venerdì, febbraio 29, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 CORO DI ME CON ME 

Stavo scrivendo un pezzo su Sanremo.

Le mie impressioni, le mie opinioni, i miei giudizi.
Pure i voti a mo' di Gazzetta dello Sport stavo dando.
Considerazioni stucchevoli e noiose anche da scrivere.

E così mi sono messo a volare via con la mente.
A fantasticare.
Sognando ad occhi chiusi.

A luci spente.

L'unica pagella che si è salvata del pezzo su Sanremo è questa:

Spad, Voto 9
Grande prestazione, da vera star.
Il palcoscenico è suo mentre giganteggia sulle melodie altrui.
Non stecca mai e tiene il ritmo come un vero Maestro.
Il pubblico è ai suoi piedi, lasciando tutti a bocca aperta.
Concessi con grande energia tutti i bis richiesti all'artista.
Soprattutto dalla valletta mora, che esce soddisfatta dai camerini.
Pubblico in delirio per il duetto con Mietta.


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giovedì, febbraio 28, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 LUCI SCRITTE A BIRO

Con una luce rossa,
ti guarderei il viso:
- Sei emozionata Amore?
Con una luce gialla,
ti osserverei meglio:
- Ah no, dev'essere qualcosa che hai mangiato.

Con una luce verde,
ti ascolterei, per poi esclamare:
- Siamo di pianeti diversi, baby.
Con una luce arancione,
mi stupirei del tuo corpo:
- No, io sono un pianeta e tu il mio Sole.

Con una luce viola,
ti chiederei di spogliarti,:
- Oh, per scaramanzia, io sono attore.
Ma con una luce porpora,
mi hai messo tu a tacere:
- Goditi lo spettacolo, mio spettatore!

Con una luce grigia,
ti vedrei comunque a colori:
- Sei come la pubblicità dei detersivi, Amore.
Con una luce bianca,
ti sbatterei alla parete bianca, prendendoti così:
- Più bianco del bianco non si può, dillo cazzo!

Con una luce nera nera nera,
ti cercherei, oh sì se ti cercherei:
- Ti trovo a tastoni.
Con la luce spenta,
te lo dovrei ammettere, Amore:
- Hai ragione, in effetti è lo stesso.

Con una luce argentata,
so quanto vali e adesso tu:
- Comprami il cuore.
Con una luce dorata,
ti perquisirei a fondo:
- Non basta, voglio tutto il filone.


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mercoledì, febbraio 27, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 SUPERSTIZIOSO IO?

Tra tutti i personaggi cantati da Omero nell'Iliade,
Diomede è ricordato poco o nulla.

Re figlio di Re;
Eroe valoroso e raffinato oratore;
Amico fraterno di Ulisse.

Eppure non se lo caga quasi nessuno.

Quei pochi che conoscono il suo nome,
lo ricordano per un potere donatogli da Atena:
per un giorno avrebbe potuto vedere chi,
tra i guerrieri troiani,
fosse umano oppure divino.

Ma nemmeno questo gli ha permesso di superare il tempo e farlo dimenticare da noi.
E dimenticare pure dalla moglie, sua regina, visto che, a differenza dell'amico Ulisse, che nell'Odissea incontrò una sfilza di gnocche innamorate di lui lungo il tragitto verso la sua fedele Penelope, il nostro sconosciuto eroe trovò il talamo occupato e fu letteralmente sfrattato dal suo stesso regno.

Ecco, grazie al dono divino di quel giorno in battaglia,
Diomede ha visto com'è fatta una Dea.

E poi è iniziata la sfiga e l'oblio.

Spogliati, fallo per me, come dono divino.
Fatti guardare.
E se ti vedrò bella come una Dea..

 ..lascia che io mi tocchi,
dove un uomo si deve toccare.


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martedì, febbraio 26, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 DIESIS O SUPER, CAPO? 

Io non so suonare.
So quali note dovrei toccare.
Ma ignoro quando farlo.

Se c'è scritto Sol,
dovrei pigiare il Sol,
prima che arrivi il Mi.
Se c'è scritto La,
dovrei strimpellare un La,
ma solo dopo un Re.
Se c'è scritto Bemolle,
faccio invece il duro,
fuori tempo, fuoriluogo.

Perché io non so suonare.
So cosa fare.
Ma non so quand'è il momento giusto.

Se c'è scritto Do, io do.
Magari troppo presto.
Magari troppo poco.
Se c'è scritto Fa, io faccio.
Quando posso, quando riesco.
Ho detto quando mi va, Piccola.
Se c'è scritto Se, evado prima.
Da una possibile prigione di Però.
Senza sperare nella condizionale.

No, io non so suonare.
Sbaglio i tempi.
Forse non li voglio nemmeno imparare.

Ti scriverò comunque una canzone d'Amore.
Ma sappi che non so da dove iniziare.
E nemmeno se la vorrò mai far finire.


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lunedì, febbraio 25, 2008
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 FALL FROM HEAVEN

Se mi piaci?
Beh. mi aspetto che la Cei emani una condanna ai miei pensieri.

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domenica, febbraio 24, 2008
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 ABITUDINI 
 
- Dài Spad, lanciati.
- E cosa le dico?
- Beh, intanto chiedile come si chiama.
- No no, mica voglio una cosa seria.
- Allora offrile da bere.
- E se poi mi snobba?
- Ci sono buone probabilità che lo faccia, ma tu fregatene.
- Eh no, coi miei sentimenti non si scherza.
- Tutto si aggiusta nella Vita.
- Ho almeno una dozzina di apparecchi domestici che sostengono il contrario.
- Però i cuori sì, quelli si aggiustano sempre, fidati.
- Il mio no, il mio è bucarellato. Sembra uno scolapasta. Infatti, appena una tipa lo prende, poi fa l'Arrabbiata.
- Vabbè, non si sta parlando della storia della tua vita, è solo una cazzo di ragazza ad un fottuto bancone di un merdosissimo bar di una stramaledetta periferia di Milano!
- Scusa, adesso rimetto dentro il cuore.
- Grazie.
- Ho capito comunque, vado lì e dico: scusa, posso offrirti un cocktail?
- Aggiuncici un complimento, forza.
- Va bene: scusa, posso offrirti un gran bel cocktail?
- A lei.
- No no, io non son capace, i complimenti mi vengono sempre male.
- Spad, è facilissimo! Basta che la guardi. Cosa ti viene in mente?
- Beh, è gnocca.
- Ecco, magari non così. Prova a dirle che è la più bella del locale.
- No, ce n'è una più carina all'ingresso, ma stava col tipo.
- Bravo pirla, dille pure che è una seconda scelta.
- Beh, escludendo le cubiste, loro sono fuori gara. Se no sarebbe sesta. Quinta, se la cubista laggiù è un uomo, non l'ho ancora capito.
- Spad, non puoi dirle questo!
- Sì, infatti, sarebbe sesta comunque.
- Certo, vai dalla tipa ad annunciarle che la preferisci addirittura ad un travestito.
- Non lo so se è un travestito. Te l'ho detto. In certi momenti mi sembra una donna, altri un uomo.
- E quando sarebbero quest'ultimi?
- Quando si gira verso di noi.
- Facciamo così: offrile da bere e basta.
- No, l'idea del complimento mi piace.
- Spad, no, non li sai fare.
- Ho capito invece. La guardo.
- E poi?
- La guardo.
- Sì, ho capito. E poi?
- La guardo. E ti guardo. Sì, ti ho ancora negli occhi, sai? Che bella che sei, vestita per il ballo. Quanto abbiamo? Un minuto. Dammene due. Tre, vai ora, lui è giù che t'aspetta. Ho spaccato ogni secondo di questi tre minuti che la notte milanese mi ha concesso. Li ho divisi all'infinito, microsecondi impressi nella mia mente, nanosecondi incisi in quell'anima che ben conosci, megasecondi che diventano minuti, ore, giorni, anni, tutta la vita che ci siamo scritti. Ho arricchito d'immagini la mia colllezione di tue foto. E ci vedo le mani che ti farai prendere ancora, il tuo volto ancora, un bacio, ti prego, un bacio ancora, e gli abbracci, uno e poi un altro ed un altro, ed un altro ancora. Scusa, spero di non averti stretto troppo. Ma dopo il primo già mi mancavi.
- Spad. Torniamo all'idea di offrirle semplicemente da bere? Mi sembra la migliore.
- No, dài, suggeriscimi tu qualcosa di carino.
- Va bene, ora vai dalla tipa, e fai così: le dici che il suo sorriso ti ha fatto venir voglia di un brindisi.
- Sembra facile.
- Esatto. Ce la puoi fare.
- Ok, vado.
- Spad, sei sicuro? Ti senti pronto?
- Prontissimo.
- Ricordi esattamente cosa devi dirle?
- Più o meno. A grandi linee.
- Ovvero?
- Vado da lei e le dico che vorrei offrirle da bere.
- E perché vuoi offrirle da bere?
- La so: perché la sua bocca mi ha fatto venir voglia di un chupito.
- No.
- Perché i suoi occhi mi hanno ubriacato.
- Nemmeno.
- Perché ha un naso che entrerebbe in una coppa di champagne.
- No, no, no. perché il suo sorriso ti ha fatto venir voglia di brindare. Ma se vuoi brindare ai suoi occhi o alla sua faccia o alla pettinatura è uguale, basta che brindi.
- Non credo funzionerà.
- E perché?
- L'istinto. Ormai è un riflesso naturale.
- Cosa?
- Brindo sempre alla figa.


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venerdì, febbraio 22, 2008
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 GLI OCCHI DELLA GATTA 
 (esercizi di italiano e compiti di bellezza)

Ti guardo quando non mi guardi.
E se mi guardi, sorrido ed abbasso gli occhi.
Poi ti riguardo, oh sì, se ti guardo!
Ecco, magari non cerco subito il tuo sguardo.
Mi reguardisci sorridendo e ti volti.
Per farti ancora guardare. E giurare tutto, lo faccio.
E guardi se ti guardo davvero. E mi guardi, davvero.

Per poi spiarci.
Occhi negli occhi.

Lo chiamano "Gioco di sguardi".

A nascondino vince chi non si fa stanare.
A celài vince chi non si fa prendere.
Alla lotta vince chi non si fa atterrare.
A Risiko vince chi non si fa annientare.

Il tuo sguardo mi ha stanato, preso, atterrato ed annientato.

Strano.
Forse non conosco le regole di questo gioco.

Com'è che mi sento il tuo campione?


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giovedì, febbraio 21, 2008
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 LOST

A Milano mi perdo.

Via Porpora, Viale Certosa, Corso Garibaldi, Piazza Duomo.
Per me, tutte uguali sono.

E se di giorno mi oriento col Sole,
che sorge al Parco Forlanini e tramonta a San Siro,
di notte devo arrendermi e fermare qualcuno:

"Scusa, hai mica una cartina?"


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martedì, febbraio 19, 2008
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 PASSI, SE M'AMASSI
(Le mie scarpe spaiate)

Un passo è il frutto di due piedi:
non puoi farne se ne mancasse uno.
Per l'Amore è un po' la stessa cosa:
non è che il frutto di due persone.

Non fai un passo saltellando su un piede solo.
E non è Amore, se ci pensa solo uno.

Se però calzassimo a destra uno stivale logoro,
ed a sinistra un tacco dodici vertiginoso,
il passo lo faremmo comunque.
Zoppicando, fermandoci ogni tanto, ma avanzeremmo.
E così, anche quando le persone sono troppo differenti,
l'Amore nasce, comunque.
Ma si rischia di cadere e farsi male.

C'è chi con due scarpe diverse si sente fuoriluogo.
E si allontana, con passo sicuro e calzature uguali a se stesse.
E c'è chi invece avanza, si rialza, va circolare,
ma non gli importa.

Perché conosce la magia di rimanere scalzi.
 

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martedì, febbraio 19, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 SPLIT

Nel poker c'è una regola.
Appena un avversario dice "Time",
il giocatore che deve parlare ha un minuto di tempo.
Sessanta secondi.

Un minuto per prendere la sua decisione.
Ci vorrebbe nella Vita.
Uno dice "Time" e tu

vai
colpisci
resti
sorridi
stupisci
accelleri
sparisci
brilli.

Hai scelto d'istinto,
doveva andare così.

Hai poco tempo per ragionarci su.
Time.
Un minuto.
Cosa fai?
Svelto!

Il problema è che nessuno mi ha detto "Time".
Nessuna scadenza a breve termine.
Come se avessi tutta una Vita davanti.

Il tempo scorre ed io devo ancora decidere.
Devo capire.
Devo calcolare.
Voglio pensarci ancora.
No, davvero, ora non lo so.

E quando arriverò a novantanove anni,
sul letto di morte, richiedetemelo:
magari per allora lo saprò.

Se alla fine preferisco le more o le bionde.

(no-sì-se porta un'amica-no-anche subito-no-sì-no-mhm-sì!!)


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domenica, febbraio 17, 2008
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 VISIONI D'INSIEME

- Spad, tu sei fissato col sesso.
- Ma non è vero! Cosa te lo fa spogliare?
- Scusa?
- Cosa te lo fa pensare?
- Lo vedi?
- Vabbè, anche tu però: me lo dici stando di fronte a me in un completino intimo rosso!
- Come fai ha sapere che ho lingerie rossa?
- La vedo.
- Attraverso i vestiti?? E come fai?
- I miei occhi elaborano tutte le informazioni a disposizione che mi dai e mandano poi l'immagine corretta al cervello.
- Ovvero io seminuda. Ma come fai a sapere che è rossa?
- Dal tuo modo di fare. Ieri avevi un tanga rosa ed il reggiseno nero.
- Giusto.
- Quando ti ho conosciuto, avevi un corpetto di seta bianca.
- Esatto. Ma come hai fatto?
- A non provarci? In effetti eri bellissima. E così la prima sera sono stato a guardarti.
- No, intendo come hai fatto ad indovinare com'ero vestita?
- Non ho indovinato, lo sapevo e basta. Si capisce da come cammini, di che cosa mi parli, se ogni tanto ti volti verso la Luna. E se ti scappa da sorridere o ti fermi a sognare, ancora un po'.
- E tu, da tutto questo, capisci cosa indosso sotto.
- Non lo capisco soltanto, lo vedo proprio.
- Per cui, da quando ci conosciamo, io per te sono sempre spogliata.
- No, questo no.
- A volte i tuoi occhi magici non funzionano?
- No no, se è per quello funzionano sempre. Ma non ti lascio sempre in slip.
- Ah. Meno male, finalmente un po' di rispetto.
- No, beh, è che ogni tanto ci metto qualcosa di mio.
- Tipo?
- Beh, adesso sei nella tua lingerie rossa, ma hai tacchi a spillo al posto delle scarpe da tennis.
- E quando ci siamo conosciuti?
- Ti ho aggiunto un cappello da texana e stivali di pelle.
- Cioè, mi stai dicendo che mi vedi sempre con qualche accessorio preso dal tuo armadio virtuale?
- No, non sempre. A volte sei solo tu, con la tua splendida unicità, la tua pelle liscia, davanti a me, senza nient'altro addosso che la mia ombra.
- Ed altre?
- Sei in compagnia di un'amica gnocca.


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venerdì, febbraio 15, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
 SAN FAUSTINO FA MI'A INGAN

- Spiegami: se Spad è solo un personaggio che non esiste nella Realtà, io con chi sono stata a letto?
- Con chi vuoi tu. Sei tu a deciderlo.
- Quindi posso anche dire alle amiche di essermi trombata Rocco Siffredi?
- Meglio, puoi dire che Spad ce l'ha lungo il doppio.
- Posso scegliere anche George Clooney?
- Certo, chi vuoi tu.
- Oppure Brad Pitt.
- Esatto.
- Ma non è che poi tu immagini di averlo fatto con Angelina Jolie.
- No, questo mai.
- E perché?
- Perché nemmeno tu esisti. Anch'io posso inventarti, per rendere migliore la mia Realtà. Ed in un ipotetico mondo perfetto, Angelina Jolie è single.

 
 

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venerdì, febbraio 15, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 PRATICA EMOTIVA

Da bambino facevo un gioco, un piccolo esperimento:
mi ripetevo ossessivamente una parola o piccole frasi che la contenessero, fino a quando non ne perdevo il significato e, soprattutto, il senso.
L'avevo poi così tanto ripetuta, che smettevo di esserne sicuro che si scrivesse proprio così e che simboleggiasse davvero ciò che prima mi era automatico.

Barca. Barca. Barca. Barca. Barca. Barca.
Andare in barca, sbarcare, sbarco di Normandia, tirare i remi in barca.
Barca. Barca. Barca. Barca.
Barca.

Ma si dirà davvero "barca" quella cosa che naviga in mezzo al mare?
O me ne sono autoconvinto?

Lo stesso mi succede ora.
Mi ripeto cose.
Le ripeto anche agli altri.
Le metto in tutte le frasi.
O nelle pause di gioco.

Ho detto tante volte "Ti amo".
Ti amo Paola, ti amo Laura, ti amo Elisa, ti amo Sonia, ti amo Spad.
Ti amo, ti amo, ti amo.
Ora mi chiedo:
è davvero così che si esprime l'Amore?

Forse dovrei smettere di dirlo.

Inventarmi frasi tortuose al suo posto.
"Se hai bisogno di me, per qualsiasi motivo, chiama".
Come se me l'avessi chiesto.
Come se il bisogno fosse tuo e non mio.

Oppure dovrei proprio tacere e dirlo con gli sguardi.
Ma la voce arriva anche a chi non vuol sentire.
Gli occhi invece si abbassano.
Si distraggono e si congedano.

Lo capirai mai che è Amore?

Per impedire che l'Amore perda significato,
non serve che smetta di dirtelo.

Ma è per impedire che il nostro Amore perda senso,
che ti chiedo ora di farlo.


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giovedì, febbraio 14, 2008
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 DISAGI AGIOGRAFICI

- No.
- Come sarebbe "no"?
- Amore, no. Non insistere. Non indosserò mai quegli slip. Tutti i San Valentino la stessa storia. Arrenditi!
- Ma sono divertenti!
- Appunto. Sono divertenti. Quella zona non deve essere divertente, deve essere maestosa.
- Maestosa? Ti mancano almeno un paio di centimetri di nobiltà, lì sotto.
- Ecco, appunto, già ha i suoi limiti, se poi lo rendiamo ridicolo, tanto vale usarlo come nano da giardino.
- E lo chiamiamo anche Pisolo?
- No, Pisolo lavorava in una miniera di diamanti. Al mio è toccato un giacimento di Ritalin.
- Scusa Spad, non ti ascoltavo: hai appena detto che non vuoi fare sesso la notte di San Valentino?
- No Amore, dicevo che non mi metterò mai quegli slip.
- Ma sono sexy, davvero.
- Scusa, quale parte è sexy? La scritta sul pacco che dice "Treno in arrivo"?
- Ma no!
- Allora sarà quella sul culo: "Occhio al trenino".
- Neppure. Sono sexy nell'insieme.
- Insieme a chi? Vuoi dire che se me li metto, mi organizzi un'orgia? Mhm, scelta difficile.. Ci sto.
- No, arrenditi tu. Ogni San Valentino mi fai queste storie. Ma giuro che stavolta inizio lo sciopero del sesso se non indossi qualcosa che ho scelto io. Ci tengo.
- Ma quando dici sciopero del sesso, intendi, sì, ecco, il sesso completo, vero?
- No, neanche pompini, Spad.
- Dài, sono slip ridicoli. Metterei qualcosa che mi regali tu, se però mi comprassi roba più normale. L'anno scorso erano i pantaloni di pelliccia. Ci mancava una coda ed un piffero e sembravo un fauno.
- Magari volevo dirti che per me sei una leggenda, un mito. Ti avrei offerto il mio Monte di Venere.
- Se vuoi della mitologia, basta dirlo: ti faccio fare un volo pindarico dall'ottavo piano.
- Quante storie per degli slip un po' stupidini.
- E due anni fa? Ti ricordi cosa mi hai regalato?
- Era un'idea bellissima. Sei stato un ingrato a rifiutarlo.
- Non si regalano appuntamenti per fare il piercing al pisello. E se proprio proprio, decido io chi me lo fa. Di sicuro non Ciro, che lo chiamavano il Rabbino.
- Vabbè, ma tu rifiutavi ogni cosa, volevo cambiare genere.
- Sì, genere sessuale. A me.
- Anche al nostro primo San Valentino, cosa avevano di male quei boxer? Non ti va mai bene niente.
- Ci siamo messi assieme quella notte. Quindi mi sei andata bene tu. Nonostante volessi farmi indossare la nostra prima notte di sesso dei boxer con uno squalo disegnato sul didietro.
- Era stiloso.
- Anche il pesce sega davanti?
- Vabbè Spad, ma allora parliamo di quella notte: ti ricordi cosa mi hai regalato tu? Cosa dovrei dire io della mia prima notte, passata a cercare di levarmi quel minuscolo tanga in fibra ultra-aderente?
- Ah, era per quello? Pensavo ti stessi masturbando davanti a me.
- Ma se stavo bestemmiando?!
- Credevo fosse una tua fantasia.
- Ma secondo te avevo fantasie erotiche di carattere religioso?
- Sembrava strano anche a me, ma poi ti sei messa a fare gli esorcismi. Urlavi invasata "Esci dal mio corpo"!
- Appunto.
- Un po' mi spiace saperlo. Mi aveva fatto una buona impressione. Mi sono messo con te anche per quella scena.
- La nostra storia è continuata perché pensavi mi eccitasse il tirar giù tutti i santi del paradiso?
- Esatto: un uomo capisce di essere innamorato di una donna quando sogna di farci sesso alla missionaria.


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mercoledì, febbraio 13, 2008
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martedì, febbraio 12, 2008
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 DONNA FRAGOLA

Chissà con quanti punti partivo.

Cento ne ho persi, scrivendoti che stanotte ti pensavo.
Una cinquantina me li sono giocati con un complimento al culo.
Mille e più li ho buttati al vento, portandoti un fiore.

Trecento bruciati perché ho detto che Vasco è meglio di De Gregori.
Un punto l'ho lasciato su ogni centimetro di terreno che chiami pelle.
Settemila se ne sono andati, a ricordare tutti i nostri giorni assieme.

Se ora non chiami,
se non mi pensi più,
se ora vai con lui,
forse ho finito il mio credito.
Non ho più punti da perdere con te.

E se rivedendoti farò ancora qualcosa di sbagliato,
mettilo in conto e lasciati baciare.

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lunedì, febbraio 11, 2008
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 COMPLICARNICATION

- Base, per altezza, diviso due..
- Spad?
- Più la mediana, fratto il numero di lati..
- Spad?
- Il quadrato dell'ipotenusa meno la radice quadrata..
- Spad, si può sapere cosa stai fecndo?
- Mi preparo a superare la prova costume.


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domenica, febbraio 10, 2008
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 I KEA YOU

- Mi metti su una mensola?
- No.
- Dài Spad, è facile.
- Fattelo tu allora.
- Noi donne non montiamo mensole.
- Perdete le tette se lo fate?
- In un certo senso: se una batte chiodo nella Vita, di solito non batte chiodo in Amore.
- Mi stai dicendo che se ti monto la mensola, poi me la dai?
- Non sono quel tipo di donna io. Se voglio darla, chiedo di appendermi un quadro.
- Una specie di messaggio in codice?
- Esatto, è un codice universale: quadro, lui le piace e vuole farci l'amore. Lavandino da aggiustare, non la fa impazzire, ma va bene per del sano sesso. Cambiare una lampadina, niente.
- Perché niente la lampadina?
- Lei non stimerà mai un lui che corre per cambiarti una semplice lampadina. Ci vuole dignità. Mentre bisogna correre se vi chiediamo di montarci le tende. Quello è amore vero.
- Perché?
- Le tende velano alla vista ciò che ora dev'essere chiaro al cuore.
- E la mensola?
- Mettere su una mensola significa che lei vuole una cosa seria. Ma non è sicura che regga.
- Tu quindi vuoi una cosa seria con me, ma temi di soffrire poi?
- No, in questo caso voglio solo una mensola.
- Non hai invece un lavandino rotto.
- Lo sapresti aggiustare?
- Conosco un sacco di posizioni.


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sabato, febbraio 09, 2008
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 EROE PER TE

Fossi Superman
spalencherei i palazzi e le montagne,
per farti vedere il mare.

Fossi l'Uomo Invisibile
mi nasconderei davanti a te.
Solo per farmi toccare.

Fossi Flash
correrei da te come un lampo di luce,
che di luce si vuole dissetare.

Fossi Capitan America
io ti farei vedere le stelle e tu le strisce,
come unghiate che non fanno male.

Fossi Batman
ti coprirei col mio mantello.
Tu, in autoreggenti ed ali per volare.

Fossi la Cosa..
Beh Pupa,
ne avresti poi da raccontare.

Fossi l'Uomo di Cristallo
mi caverei questi occhi ingannevoli,
perché tu sei più bella nel reale.

Fossi l'Uomo Ragno
imprigionerei di ragnatele questa Luna,
che non se ne deve più andare.

Fossi un superore
non sbaglierei mai e forse, chissà,
saprei come ti dovrei amare.

Sono un uomo invece.
Magari sono solo un uomo.
Un uomo normale.

Però voglio essere il tuo uomo.
E qualche trucco lo conosco,
tu lasciami fare.


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venerdì, febbraio 08, 2008
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 EVIL DESK

- Qui Inferno Italia, sono Gina, in cosa posso esserti utile?
- Sono Spad, avrei una domanda.
- Lasciami stare, è già un inferno qui.
- Da quanto aspettava di dirlo?
- Da tre minuti, mi capiterà trenta volte al giorno.
- Diabolica.
- Fottiti. Avanti, spara.
- Ieri ho chiamato il Paradiso.
- Ti ho chiesto cosa hai fatto ieri?
- Era l'antefatto.
- Fallo dove cazzo ti pare, ma arriva al nocciolo.
- Cercavo Dio.
- Qui giù lo trovi il martedì, all'Armageddon Bar.
- Dio viene giù all'inferno?
- No. Spostiamo l'inferno per dargli una cazzo di birra. Che ci frega, in fondo sono solo trecentosettanta miliardi di anime dannate da far traslocare.
- Vacca Eva, trecentosettanta miliardi?
- Trecentosettanta miliardi ed uno. Eva è dei loro.
- Ma come, il casino l'ha fatto tutto lei!
- Quale casino?
- La mela, l'Eden perduto, il partorire con dolore.
- A te che t'importa del parto, sei uomo.
- C'è anche il lavorare con sudore. Siamo pari.
- Vabbè, comunque Eva non ha fatto nulla. Hanno dato tutta la colpa a Lilith.
- Il serpente?
- No scemo, la seconda donna di Adamo.
- Devo dire quindi Vacca Lilith?
- Lei è dei nostri. E noi siamo più cattivi.
- Porca Eva!
- Esatto. Adesso dimmi perchè hai chiamato, Spad.
- Gina, cercavo Dio ieri. Mi hanno detto che prima devo pentirmi di almeno cinque peccati.
- E tu sei un fottuto duro che non si pente di nulla. Ti passo l'Ufficio Boriosi.
- No no, mi pento eccome. Solo che non so scegliere. Perché, mi chiedevo, se io mi pentissi di cinque cose veramente gravi, una volta morto finisco comunque da voi?
- Dipende da cosa rimane fuori.
- Mhm. Pensavo di pentirmi di aver rubato il trenino elettrico a Paolo, quando avevamo sette anni.
- Minchia, ti inseriranno nel programma di protezione dei pentiti. E cosa lasci fuori per mettere 'sta cazzata?
- Non mi pentirò di tenermi il trenino. Ormai è mio, cazzo vuole?
- Sì, una volta morto verrai da noi.
- Ecco Gina, volevo sapere come funzionava allora. Ho combinato un po' di tutto, vorrei che mi diceste già cosa mi aspetta.
- Mah, nulla di ché: un'eternità fatta di sofferenze, supplizi e sorrisi smagliati.
- Ho capito: ma asciugamani, biancheria, la crema protezione due, li devo portare io?
- Dipende, offriamo un servizio speciale in cambio di una cosuccia.
- Un servizio speciale?
- Ti forniremo noi di tutto e le punizioni corporali saranno dolci cuscinate date da ragazze discinte e vogliose, di cui tu, Spad, potrai disporre quando e come vuoi.
- In cambio di una cosuccia però.
- Esatto. Devi venderci l'anima.
- E voi che ve ne fate?
- La rivendiamo.
- La mia anima? E chi si comprerebbe 'sto straccio?
- Beh, chi un'anima non ce l'ha. Per esempio, uno di quelli che schiavizza i bambini per fargli cucire palloni di cuoio.
- Sarebbe perfetto. Con la mia anima farebbe loro costruire una Playstation.
- Oppure potremmo venderla a chi uccide un uomo, pur avendolo guardato negli occhi.
- Cavolo, colpire alle spalle! Lo dico sempre.
- C'è una lista d'attesa lunghissima per il trapianto di anima.
- Beh, del resto non credo che avrò mai dei buoni organi da donare. Almeno l'anima potrei darla.
- Vedo che stiamo per concludere l'affare, allocco.
- Ma non ho ancora capito: cosa succederà di me una volta senz'anima?
- Niente di rilevante: non ti commuoverai più guardando Titanic.
- Mhm, certo che chiedete tanto.
- Hai l'animo troppo sensibile per liberartene, Spad?
- Boh, forse. Non riesco a non piangere. Lo so che è da femminucce, ma è così, ad un certo punto crollo, scoppiando in lacrime.
- Quando lui muore?
- No, prima. Ci mette troppo ad annegare, temo sempre non ce la faccia più.


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giovedì, febbraio 07, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD

 GOOD CENTER

- Qui Paradiso Italia, sono Katia, in cosa posso esserle utile?
- Sono Spad, cercavo Dio.
- Bene, mi richiami quando lo cercherà di nuovo.
- No, aspetti, lo cerco ancora.
- E allora sia più preciso. Anche su Dio poi: lei a quale religione appartiene?
- Nessuna, sono ateo.
- Ho capito, le passo l'ufficio Conversioni. Sa già a chi vuole credere? Altrimenti le possiamo offrire un consulente che, in forma quasi del tutto gratuita, la guiderà alla migliore scelta, conforme ai suoi gusti spirituali.
- Quasi del tutto gratuita? Ho capito, devo compiere prima una Buona Azione?
- No, le verranno offerte delle pentole.
- Beh, almeno voi fate anche i coperchi.
- Quelli li può avere se prende la Formula Deluxe, che diamo a chi sceglie la portabilità della fede. Ha il suo prezzo, ma così facendo potrà accedere ai servizi di Indulgenza Premium, più una simpatica sorpresa per chi porta un amico.
- Cioè?
- Un Dvd a scelta tra un film drammatico di Woody Allen ed un corso noiosissimo di Yoga.
- Direi lo Yoga.
- Va bene, le recapiteremo "La posizione del Missionario" direttamente a casa sua.
- No, Katia, non voglio convertirmi, davvero. Non ho intenzione di credere in un Dio, voglio solo parlarci.
- Ho capito, signor Spad, ma con quale Dio? Abbiamo una vasta gamma di scelta: il Signore, Allah, Buddah, Elvis,..
- Zeus! Ho scelto, parlerò con Zeus.
- Spiacente, si è licenziato tanto tempo fa. Sa com'è, lavorano a percentuale.
- Ed ora cosa fa?
- Con la liquidazione si è comprato una discoteca.
- E come va?
- Bene, ma dovrebbe fare maggiore selezione all'ingresso. Fanno entrare anche le guerriere Amazzoni.
- E sono un problema?
- Col cavallo, sì.
- Va bene, mi faccia parlare allora con il Signore, quello cattolico insomma.
- Il Padre, il Figlio o lo Spirito Santo?
- Che differenza c'è?
- Il terzo è il più simpatico.
- Vada per lo Spirito Santo.
- Va bene, paga con carta di credito o bollettino postale?
- Si paga?
- Signor Spad, qui siamo il Paradiso, mica il Monte di Pietà.
- Cos'è, il vostro slogan?
- Allora, vuole parlarci o no con lo Spirito Santo?
- Quanto costa?
- Cinque penitenze.
- Devo pentirmi di cinque miei misfatti?
- Esatto.
- Ha il resto di cento?
- Mi spiace, lei oggi sarà il milionesimo che arriva con i pezzi da cento. Si figuri che oggi uno voleva pagare una penitenza con un pezzo da mille.
- Che servizio è quello che costa una sola penitenza?
- Aveva chiesto di trovare parcheggio sotto casa.
- E se mi pento di cento cose, cosa ottengo?
- Ah beh, vuole spendere tutti i cento? Con tutti quelli, le diamo il massimo del massimo dei nostri servizi: il Pacchetto Viaggio Calliste.
- Calliste?
- Esatto: una crociera sul Mar Rosso, in compagnia di Afrodite, Maria Maddalena, sette vergini e la Dea kalì che insegnerà a tutti voi il sesso tantrico.
- Katia, mi ha convinto, non cerco più Dio. Uso i miei cento peccati per il viaggio.
- Va bene, ha preferenze sulle sette vergini?
- No, faccia lei, tanto non ne conosco.
- Ovviamente. Può dirmi almeno se le vuole bionde o more?
- Basta che siano gnocche.
- Signor Spad, sia realistico: una vergine non lo è mai per caso.
- Allora niente vergini. Posso cambiarle con altro?
- Possiamo darle cinque guerriere amazzoni.
- Sempre col cavallo?
- Sì.
- No, eviterei paragoni. E se cambiassi le sette vergini con una sola?
- Chi?
- Messalina.
- Fa parte della Concorrenza.
- Asia Argento.
- Non è una santa.
- Keira Nightly.
- Non si fanno miracoli.
- Come, voi no? Pensavo che i miracoli fossero all'ordine del giorno.
- Macché, qui i miracoli li facciamo solo noi operatrici telefoniche. Ci pagano una miseria, arriviamo a fine mese solo se riusciamo a piazzare 'sti cazzo di Viggio Calliste.
- Beh, un'offerta così vantaggiosa si dovrebbe vendere da sola.
- Forse non le ho detto tutto.
- C'è qualche gabola sotto?
- La crociera. Non è molto sicura. Sa, il Mar Rosso..
- Temete che i terroristi facciano esplodere le navi?
- No, abbiamo paura che si sfracellino al suolo. C'è Mosè che continua ad aprire le acque.


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lunedì, febbraio 04, 2008
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
 VENGA IL TUO REGNO

Sei Regina di Fiori,
che mi solletica l'ego coi suoi petali neri.
Sei poi Regina di Cuori,
l'irrinunciabile, il sogno, il mezzo ed il fine assieme.
Sei anche Regina di Picche,
spietata icona dell'amore perduto.
E sei infine Regina di Quadri,
con la tua bocca tonda, a smascherare ogni mio bluff.

Se la Vita fosse una partita di Poker,
con le tue quattro Regine saresti praticamente imbattibile.
Per vincere le tue fiches, avrei solo una possibilità:
diventare quattro volte tuo Re.

Ma tu non vuoi un Re di Fiori, perché è banale.
Ma tu non sogni un Re di Quadri, perché non sei in vendita.
Ma tu non aspetti un Re di Cuori, perché vai veloce, tu.
Ma tu non meriti un Re nero come i Picche, perché sei splendida.

Se la Vita fosse una partita di Poker,
con le tue quattro Regine saresti davvero imbattibile.
Per vincere le tue fiches, avrei allora solo una possibilità:
smettere di giocare con te.

   E costruirti un castello.


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