Hai voglia di conoscere delle blogstar? E magari di offrir loro da bere?
Accontentati di noi!
(ma da bere lo accettiamo comunque: per me un cubalibre, grazie)
Questo mercoledì, 30 Aprile, alle 22, ci trovate (me e Simoneonline di sicuro) al MOM - VIALE MONTENERO 51, MILANO.
(ps: solitamente stiamo davanti alla vetrina di fronte ai giardini pubblici, in cerca di una cartina)
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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Template e grafica:
 SimoneOnline
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
LOGOPEDIAMI
L'ho detto in vita mia.
A Sonia,
quando mi ha regalato l'abbonamento allo stadio.
L'amavo già da tempo, ma attendevo il momento giusto.
A Laura,
come successe non lo so. Non me l'aspettavo.
Ridevo con lei, mi è scappato e non ho smesso.
A Giada,
perché mi disse un giorno che aveva bisogno di sentirselo dire.
E visto che era vero, ed anche di più, riuscii finalmente a farlo.
A Marta,
dove ci eravamo conosciuti.
Cinque minuti prima.
A Paola,
e chi l'avrebbe detto?
Noi due, quelli del "mai più".
Ma non hanno creduto davvero al mio cuore.
E forse la ragione la so:
non l'ho detto mai a me stesso.
Non posso chiedere ad una donna di amarmi,
se non riesco prima ad amare me stesso.
Lo faccio ora. La mia dichiarazione d'amore.
Lo dico a me, per urlarlo poi al vento,
senza dubbi ed altre domande,
perché voglio dirlo,
senza sbagli.
Spad,
sai, io, ecco,
tri ombiamo.
Davvero Amore, credimi:
tri ombiamo tanto.
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Molte sostengono che faranno sesso anale solo con l'uomo che sposeranno.
Sono ragazze all'antica.
Romantiche.
Che sognano l'altare.
Le tradizioni.
Si danno a chi regala loro il rito.
Ed io che credevo di dover andare dal padre a chiederne la mano.
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- Spad, come sta?
- Sto benissimo, Capo.
- Mi hanno detto che stamani è svenuto nell'Area Break al l terzo piano..
- Ma no, è un equivoco, è tutta colpa del Metodo Stanislawsky.
- Cioè?
- Bevevo un caffè con la Rossi, quella gnocca di Contabilità
- E quindi?
- Mi son messo a fare il cascamorto.
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CREDERE NEI MIRACOLI
Tgnfiecm, bnhjkb7g gi vvuxàjug# xre, s kkjtf sdaf ga bevo più, giuro.
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GEOARMONIA
io valgo,
- perché t'ho guardato tanto
io volgo,
- vengo da lì, è la mia faccia
io volto,
io svòlto,
ad ogni tuo sguardo, faccio un giro dài.
io vanto,
- d'averti visto
io vento,
- ora sul mio viso
io vengo,
io svengo,
su quelle tue labbra, o se te ne vai.
io Vasco,
- con te ho sentito una sua canzone
io vasto,
- ma mai abbastanza per i tuoi occhi
io vesto,
io svesto,
e di voltarti e rivoltarti, non smetterei mai.
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SELECTIVE UNLOAD
- Spad, ammettilo, tu presti attenzione ad una donna solo per trombartela.
- Non è vero. E comunque non sarebbe solo colpa mia. Non sapete giocare alla Playstation. In qualche modo bisogna passare una serata.
- Si può sempre chiaccherare.
- Beh, non si può chiaccherare sempre. Statisticamente ogni persona ha dieci cose interessanti da dire della propria vita. Al primo appuntamento se ne dicono almeno cinque. Solo con del sesso in mezzo si riescono ad avere relazioni di almeno dieci giorni, prima che si dicano tutte le altre.
- E tu cosa dici della tua vita?
- Beh, di quando ho sventato l'attacco terroristico in Madagascar.
- Sei stato in Madagascar?
- Mai.
- E perché proprio in Madagascar? Se trovi una che ci è stata davvero, ti sgamerà.
- Ho visto il cartone animato, più o meno so com'è.
- Vedi però come fai? Se arrivi ad inventare storie, significa che ci stai provando, che vuoi portarci solo a letto. Tu non prendi in considerazione l'idea di avere un'amica, un'amica soltanto. Per te una donna esiste solo se farci sesso.
- Non è vero, io sono invece un ottimo amico delle donne. Pensa che mi piace fare shopping. Anzi, se tu..
- No Spad, te l'ho detto mille volte, non ti porto con le mie amiche da Intimissimo.
- Vabbè, ma io almeno ci provo ad esserti amico.
- Sentiamo, e poi cosa fai per esserci amiche?
- Tante cose. Conosco molte ricette da insegnare.
- Ricette? Ricette di cucina?
- Beh, dovrò pur dirvi cosa mi piace mangiare.
- Vedi, per te siamo solo serve, schiave, oggetti sessuali.
- Ma perché insisti? Davvero, non penso solo al sesso.
- Dimostramelo. Dammi questa pistola fumante che dimostra la tua innocenza.
- Pupa, ti posso dare tutto l'arsenale che vuoi.
- Intendevo una prova. Una prova provata che dimostri che riesci ad avere interesse per una donna anche senza pensare di scoparci la sera stessa.
- Guardo "Sex And The City".
- E allora? Sarebbe questa la prova?
- Ho interesse per le loro storie anche senza portarmele a letto. Ho visto pure tutte le puntate. E più volte.
- Non vale, non sono reali. Loro sono solo personaggi. E secondo me le guardi comunque pensando di portartele a letto.
- In effetti una volta ho immaginato di trombarmele tutte nel bagno di un bar di Manhattam.
- Tutte assieme?
- Sì, io con Carrie, Samantha e Charlotte.
- E Miranda.
- Chi?

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194
Tre premesse:
1- Secondo me, in un mondo perfetto, sarebbe auspicabile che Uomini e Donne collaborassero per la stesura di una legge sull'aborto che tuteli le parti interessate.
2 - In millenni di sopprusi, stupri, discriminazioni ed angherie varie, noi Uomini ci siamo giocati questo diritto e solo le Donne per me hanno il sacrosanto diritto di decidere del proprio corpo.
3 - Visto che la banderuola più grossa del pianeta, conosciuto anche sotto il nome di Giuliano Ferrara, si permette di dire la sua e di fondare addirittura un partito monotematico sull'argomento, dico la mia: abolirei la Legge 194. Per farla diventare l'Articolo 140 della Costituzione.
Detto questo:
qualsiasi sia l'opinione sull'argomento, mi chiedo come sia possibile permettere al ciccione rosso malpelo di chiamare un partito "Aborto? No, grazie". Cos'è per Ferrara l'aborto, una bibita?
Scusa, vuoi una Coca Cola? No, grazie.
Vuoi allora una birra? No, davvero grazie.
Uno champagne? No, grazie, magari più tardi.
Ferrara è persona navigata nel mondo delle parole e sa bene cosa significhino. Il suo slogan non può essere un caso e quindi il messaggio è chiaro: l'aborto è un capriccio, qualcosa a cui si può rinunciare, che magari viene imposto, dalla società, dalle difficoltà, da false credenze, qualcosa a cui si può dire "No", con fermezza, "No, grazie", con fermezza e gentilezza. Basta essere decisi. E tutto si risolve: la droga? No, grazie; la guerra? No, grazie; il nucleare? No, grazie. C'è sempre un'alternativa, cui rispondere col sorriso.
Si sa, Ferrara è un provocatore nato e questa sarà la sua ennesima provocazione.
Alla quale potremmo rispondere con fermezza e gentilezza:
no, grazie.
Ma credo che l'argomento scelto dal direttore del Foglio per finire su giornali più venduti del suo sia troppo serio stavolta per perdonare la leggerezza del suo dibattito.
Per cui io rispondo:
Ferrara?
No, cazzo.
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PETTINAPEDIA
- Le trecce?
- Facile, da dietro. E le usi per tenerti.
- Capelli sciolti?
- Lei sopra. E quandi si piega in avanti, fai la tenda.
- Capelli corti?
- Sessantanove, e non ti fa solletico lì.
- Riga in mezzo?
- In piedi, la riga aiuta per tenere l'asse giusto e non cadere.
- Scalati?
- Su un lato. altrimenti ti sembra tutta storta.
- Con la cresta?
- Alla missionaria.
- Ma le si rovinerebbe la cresta!
- Appunto.
- Rasata con la macchinetta?
- Parliamo sempre dei capelli?
- Sì.
- Non importa, ma mai da dietro, farebbe un po' gay.
- Tirati su in una crocchia?
- Al buio, se no ti sembra di farlo con la tua vecchia maestra.
- Tinti?
- Sempre al buio, l'hai presa basandoti su un falso.
- Con le treccine?
- Smorzacandela. E gliele faccio suonare.
- La frangetta?
- Beh, è scontato: sesso orale. Se la fanno apposta.
- Perché?
- Almeno non devono spostarsi il ciuffo in continuazione.

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MI DISTINGUO
La gente che usa frasi fatte,
mi fa venire il latte alle ginocchia.
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FàMOLO GRANDE
- Spad, non vuoi che ti accompagni?
- Ma no Amore, faccio da solo, davvero.
- Ma posso aiutarti a scegliere. Vengo volentieri.
- No, veramente, posso benissimo andarci da solo.
- Ma ci tengo, voglio vedere i modelli. Così ti consiglio.
- Va bene, ma ho prima una domanda da farti.
- Fai in fretta, che altrimenti il negozio chiude.
- Amore, se tu fossi un uomo, chi sceglieresti tra.. una bionda sexy, con una quinta di reggiseno, un culo che canta l'Aida, due gambe che le usano per insegnare la geometria ai bambini, labbra create per fare del sesso orale, la pelle lucida che sembra sempre cosparsa di olio Johnson e due occhi azzurri e grandi da non ricordarsi più di che colore è il mare.. ed invece una morettina scialba, che non vede il sole da quando è nata, con peli dove non pensavi nemmeno che ci crescessero, più piatta dell'Adriatico in estate, con le gambe storte, che però almeno quelle danno un po' di forma ad un tronco legnoso, una bocca secca e pallida ed una fronte spaziosa che manco tuo nonno quando gli è volato via il parrucchino.. ecco Amore, tu chi sceglieresti per una notte di sesso sfrenato?
- Beh Spad, ovviamente la prima. Perché me lo chiedi?
- No, niente, è che scegliere un televisore nuovo è una faccenda da uomini: volevo capire se eri davvero in grado di venire a consigliarmi.

Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
LA CREAZIONE DI UN ATTIMO
Il primo giorno ti scoprirò,
creandomi sogni, aspettative, attese,
dialoghi non ancora fatti,
tu che ridi ed io, no scusa, ora ti guardo.
Il secondo giorno ti bacerò,
creando mostri e fate, castelli ed inferni,
mondi di sabbia da far scivolare,
dalla mia mano alla tua.
Il terzo giorno ti prenderò,
creando un precedente nelle nostre vite,
perché no, così bello non lo è mai stato,
dimmi che è così anche per te.
Il quarto giorno ti racconterò qualcosa,
creandoti il ricordo di chi ero,
prima di te, nonostante te, davanti a te,
come ti immaginavo, quanto ti ho aspettata.
Il quinto giorno ti cercherò,
creando uno spazio dove accoglierti,
tra lenzuola fredde che hanno il tuo odore
e la tua forma d'incanto.
Il sesto giorno ti sposerò,
creandoti problemi, sai, lo faccio,
perché non eri la tipa tu,
guarda te cosa ti ho combinato.
Il settimo giorno, poi, ci riposeremo.
Perché Dea sei tra le mie braccia,
ed un Dio io, sulle tue labbra.
Ma ciò che ti chiedo è un amore pagano,
per non fare come Lui, come quell'Altro.
Perché il paradiso sia il tuo sorriso,
da ricreare sempre, stavolta non smetto.
E la nostra vita,
ti prometto,
sarà un eterno
ottavo giorno.
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DIVENTARE BUONI
Ho sbagliato.
Lo ammetto.
Non sono una bella persona.
Ma ora ho deciso di redimermi.
Di smetterla.
Fin da piccolo,
pur essendo milanese,
quando giocavano in Coppa,
ho sempre gufato Milan ed Inter.
Mi spiace, davvero.
Devo fare ammenda pubblica
e promettere di cambiare:
da oggi, fino a fine stagione, non lo farò più.

Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
- Spad, mi fai venire i brividi.
- Perché hai paura che domani non vorrò più abbracciarti?
- No, con te lo metto in conto.
- Allora perché hai capito che non ti amo.
- Sarei stupida a pensarlo, ti fai vivo soloper venire a letto con me.
- Sarà mica perché non mi ricordo mai come ti chiami?
- Neanche, ormai rispondo a cinque nomi diversi.
- Perché magari speravi di redimermi?
- Uno che si mette a chiamare le amichette dopo aver fatto l'amore?
- Lo so: perché non mi sono ricordato che ieri era il tuo compleanno.
- Neppure, anche perché è domani.
- Dài, non sarà mica perché mi hai aspettato qualche minuto sotto la pioggia?!
- No. Però non era qualche minuto, ma due ore e mezza.
- Te la sarai mica presa per quella battuta sulla cellulite?
- No, è sempre stato il mio sogno sentirlo durante un amplesso.
- Forse perché hai scoperto che sono andato con la tua migliore amica?
- Me lo immaginavo da come la guardavi.
- Perché ti ha detto che abbiamo usato camera tua?
- Non mi freghi, nessuno di voi ha le chiavi!
- Infatti, abbiamo aspettato che tu andassi in bagno.
- No Spad, non è per nulla di tutto questo.
- Allora perché mi hai appena detto che ti faccio venire i brividi?
- Lo dicevo solo perché hai le mani gelide.
- Ah, ma di questo non devi preoccuparti.
- E perché non dovrei?
- Amore, lo sai che io ti tratto sempre coi guanti.
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PAURE SINISTRE
Bertinotti accusa:
"Strappare il programma del Partito Democratico è un gesto violento".
Caro Fausto,
com'è allora che, più dello strappo di Berlusconi,
a me terrorizza la firma in calce della Binetti?
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MESSAGE IN A BLOG
Magari è la mia vicina di casa,
quella che mi guarda stendere la roba ad asciugare
e sa bene che ho boxer e boxer:
quelli da cucco e quelli rosa, per una lavata sbagliata.
Magari non l'ho ancora conosciuta
ed è quella che si abbraccia a quel cretino col Porsche,
lui che mi guarda con la paura che gli rubi l'autoradio
e non sa che potrebbe perdere la sua musica migliore.
Magari è la barista sotto l'ufficio,
quella che mi vede sbadigliare nel suo caffè nero,
lei che lo aveva preparato con tanto amore,
senza sapere che io m'innamoro solo dopo mezzogiorno.
Magari è morta,
un incidente, un suicidio, una malattia
ed io non ero al suo capezzale e lei non sarà al mio.
Beh, già qualcosa in comune.
Magari è una cazzo di filippina,
l'unica che non è venuta in Italia a lavorare
e sta sulle spiagge bianche del suo paese,
senza nemmeno una tastiera per cercarmi.
Magari l'ho amata tante volte,
ma ne sarebbe servita ancora una,
una volta che ci guardiamo e sappiamo tutto,
anche i nomi da dare ai nostri figli.
Magari non esiste,
oh succede, non è che l'Amore è per tutti,
io, col mio bel copione senza finale
e nessuna che ha voglia di sapere come fa a finire.
Magari ci siamo parlati una volta,
mi ha dato fastidio il suo accento toscano,
che scusa, proprio non lo reggo,
sarebbe bello se riuscisse solo a guardarmi.
Magari sono due o forse tre,
avevano una bella idea in testa per me,
mi sarei divertito, ma ho fatto il difficile:
il mio cuore fa un solo battito alla volta.
Magari non è ancora nata
e mi tocca aspettare ancora vent'anni per essere felice.
Scusa, ho un po' di fretta,
facciamo diciotto e un giorno.
Magari sta leggendo queste righe.
E leggendole ubriaca,
così come io le ho scritte,
pensa solo:
magari.
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
Per conquistare una donna,
bisognerebbe farla ridere.
Chi spara battute, chi sfodera un sorriso,
vedrà stuoli di donne cadergli ai piedi.
Le relazioni tra i sessi sono una guerra
e la simpatia un'arma puntata al cuore.
Ma non temere, Amore mio,
la userò solo se costretto.

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LIVIN' ON THE EDGE
- Spad, ho sentito che ora convivi con cinque studentesse universitarie in Erasmus.
- Non più, ieri me ne sono andato.
- Ci hai provato e non ci stanno?
- No no, me le sono fatte tutte senza problemi, con alcune più volte.
- Hai deciso allora di non compromettere la loro amicizia, prima che qualcuna di loro s'innamorasse?
- Neanche, andavano d'accordissimo. Tutte sapevano delle altre e per loro andava bene così.
- Scusa Spad, ti sei trovato cinque nonfomani e te ne vai? E magari erano pure gnocche?
- Quattro sì.
- E la quinta?
- Cozza. Inguardabile proprio.
- E perché allora ti sei fatto anche lei?
- Cosa potevo fare, secondo te? Me la sono trovata lì. Ci dovevo comunque vivere tutti i giorni con quella ragazza. Scoparsi le altre quattro e non lei soltanto l'avrebbe fatta star male. Tanto valeva dirle in faccia quanto era cesso, sarebbe stato lo stesso.
- Sei davvero sensibile. Ma era davvero così brutta?
- Diciamo che Linneo avrebbe aggiornato la sua lista.
- E comunque te la portavi a letto. Ma almeno ci sapeva fare?
- Macché, negata. Stava immobile, le puzzavano le ascelle e dovevamo sempre farlo alla missionaria. Mi sono liso le ginocchia.
- Vabbè Spad, qualcosa di buono lo avrà pure avuto. Era simpatica?
- Boh, parlava solo polacco.
- Un vero disastro. E così hai rinunciato alle altre quattro per colpa sua.
- Oh, ma che sei scemo? Mica è per quello.
- Ah no? Credevo, che.. Ma scusa, allora perché te ne sei andato da quel sogno di appartamento?
- Non me ne sono andato io, mi hanno cacciato loro, dopo un mese. Dicono che sono una merda.
- Cos'hai combinato?
- Non potevo ricordarmi tutto.
- Ricordarti cosa?
- Beh, tutto: i loro gusti, le fantasie, i sogni, i nomi. Sai, sono cose utili da sapere se vuoi portarti a letto qualcuno. Ma cinque sono davvero troppe. Così avevo escogitato un trucco: di volta in volta, di notte in notte, mentre dormivano, scrivevo con un pennarello indelebile sulla loro schiena tutte queste informazioni. Prendevo appunti su di loro, sui loro corpi, così non rischiavo di confondermi.
- E ti hanno scoperto?
- La cozza. Una notte si è svegliata gridando.
- Hai calcato la mano col pennarello?
- No, ho acceso il rasoio elettrico.

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AHIA
Secondo un proverbio popolare,
se nasci quadrato,
non puoi morire tondo.
Speriamo sia così.
Perché, a forza di smussare i miei angoli corporei
sbattendo contro gli spigoli di casa,
io il rischio un po' lo corro.
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Non sono bello.
Tricologicamente spiazzato e disordinatamente irsuto.
Viso pallido per mancanza di sole ed occhi rossi per eccesso di fumo.
Non sono forte.
I tappi dei barattoli sottovuoto rimangono un tabù.
Ed i traslochi mi annientano, ma non sono solo i muscoli a farmi male.
Non sono ricco.
Comprare una casa è una sogno, affittarla un sacrificio.
E se esco a cena con donna, poi mi tocca risparmiare per una settimana.
Non sono simpatico.
Orso, stronzo, apatico e svogliato sono i miei aggettivi.
E verbi non ne ho, perché non faccio nulla, lasciatemi in pace, capito?
Non sono sexy.
Vesto con i maglioni della nonna e con jeans dell'Oviesse.
Amo con grazia, ed i preliminari, di grazia, graziella e grazie al cazzo, no.
So di non essere la prima scelta per una donna.
Se ora mi cerca, sarà spinta dalla disperazione.
Insomma, sarò per lei l'ultima spiaggia.
Ma la spiaggia in fondo al litorale,
si sa, è sempre un po' speciale.
Deve farlo, se qui ci vuole stare:
niente storie, si deve spogliare.
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
NOTTI SENZA FRONTIERE
Sono stato il tuo Romeo.
E tu Giulietta facevi finta di morire,
senza me.
Come da copione mi ammazzai, ma resuscitammo entrambi.
Tu per forza: eri viva,
io per fortuna: mi ero distratto.
Sono stato Cesare,
e tu Cleopatra, che regina!,
amore e battaglia, sospiri e affanni,
ognuno capitano della propria squadra di emozioni.
La vita è una partita,
che abbiamo giocato in inferiorità numerica.
Luigi e Antonietta,
va detto: due nomi del cazzo, da perderci la testa.
Tu l'hai persa per me,
non ti piaceva che la gente mi odiasse.
Io persi la faccia. Ed anche te.
Quando hai capito che non avrei mai chiesto scusa.
Vestito da Paperino io,
agghindata da Paperina tu.
Ci amavamo in modo fantastico.
Ci amavamo in un mondo fantastico.
Ma in questa Paperopoli strana,
Gastone vinceva, oca puttana.
Io ero Raimondo,
tu Sandra, ironica, buona, tu allegra,
ma non avevamo una Casa Vianello.
Stavamo al bar, a ridere nelle cannucce.
Le mie parole in un posacenere sporco,
le tue me le mettevi in conto.
Un giorno non lontano sarò solo me stesso.
E tu sarai solamente chi sei diventata.
Due persone normali.
Cammineremo mano nella mano, nella nostra campagna,
progetteremo vacanze tranquille, al mare,
chiuderemo bene le nostre finestre,
ché di perderti non ne ho voglia, no, tu no,
Tu che potresti volar via.
Un giorno saremo Gino e Gina.
Ma ti prometto Amore,
lo saremo solo di giorno.




