Se lo pensa una bionda..
..vale doppio.
BLOGTIME
Spero che un giorno Bill Gates passi di qui e leggendomi esclami: "Questo Spad deve smettere di fare l'informatico..
..ad ogni costo!"
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Template e grafica:
 SimoneOnline
Se non altrimenti specificato, è tutto ©-SPAD
ABITUDINI
- Dài Spad, lanciati.
- E cosa le dico?
- Beh, intanto chiedile come si chiama.
- No no, mica voglio una cosa seria.
- Allora offrile da bere.
- E se poi mi snobba?
- Ci sono buone probabilità che lo faccia, ma tu fregatene.
- Eh no, coi miei sentimenti non si scherza.
- Tutto si aggiusta nella Vita.
- Ho almeno una dozzina di apparecchi domestici che sostengono il contrario.
- Però i cuori sì, quelli si aggiustano sempre, fidati.
- Il mio no, il mio è bucarellato. Sembra uno scolapasta. Infatti, appena una tipa lo prende, poi fa l'Arrabbiata.
- Vabbè, non si sta parlando della storia della tua vita, è solo una cazzo di ragazza ad un fottuto bancone di un merdosissimo bar di una stramaledetta periferia di Milano!
- Scusa, adesso rimetto dentro il cuore.
- Grazie.
- Ho capito comunque, vado lì e dico: scusa, posso offrirti un cocktail?
- Aggiuncici un complimento, forza.
- Va bene: scusa, posso offrirti un gran bel cocktail?
- A lei.
- No no, io non son capace, i complimenti mi vengono sempre male.
- Spad, è facilissimo! Basta che la guardi. Cosa ti viene in mente?
- Beh, è gnocca.
- Ecco, magari non così. Prova a dirle che è la più bella del locale.
- No, ce n'è una più carina all'ingresso, ma stava col tipo.
- Bravo pirla, dille pure che è una seconda scelta.
- Beh, escludendo le cubiste, loro sono fuori gara. Se no sarebbe sesta. Quinta, se la cubista laggiù è un uomo, non l'ho ancora capito.
- Spad, non puoi dirle questo!
- Sì, infatti, sarebbe sesta comunque.
- Certo, vai dalla tipa ad annunciarle che la preferisci addirittura ad un travestito.
- Non lo so se è un travestito. Te l'ho detto. In certi momenti mi sembra una donna, altri un uomo.
- E quando sarebbero quest'ultimi?
- Quando si gira verso di noi.
- Facciamo così: offrile da bere e basta.
- No, l'idea del complimento mi piace.
- Spad, no, non li sai fare.
- Ho capito invece. La guardo.
- E poi?
- La guardo.
- Sì, ho capito. E poi?
- La guardo. E ti guardo. Sì, ti ho ancora negli occhi, sai? Che bella che sei, vestita per il ballo. Quanto abbiamo? Un minuto. Dammene due. Tre, vai ora, lui è giù che t'aspetta. Ho spaccato ogni secondo di questi tre minuti che la notte milanese mi ha concesso. Li ho divisi all'infinito, microsecondi impressi nella mia mente, nanosecondi incisi in quell'anima che ben conosci, megasecondi che diventano minuti, ore, giorni, anni, tutta la vita che ci siamo scritti. Ho arricchito d'immagini la mia colllezione di tue foto. E ci vedo le mani che ti farai prendere ancora, il tuo volto ancora, un bacio, ti prego, un bacio ancora, e gli abbracci, uno e poi un altro ed un altro, ed un altro ancora. Scusa, spero di non averti stretto troppo. Ma dopo il primo già mi mancavi.
- Spad. Torniamo all'idea di offrirle semplicemente da bere? Mi sembra la migliore.
- No, dài, suggeriscimi tu qualcosa di carino.
- Va bene, ora vai dalla tipa, e fai così: le dici che il suo sorriso ti ha fatto venir voglia di un brindisi.
- Sembra facile.
- Esatto. Ce la puoi fare.
- Ok, vado.
- Spad, sei sicuro? Ti senti pronto?
- Prontissimo.
- Ricordi esattamente cosa devi dirle?
- Più o meno. A grandi linee.
- Ovvero?
- Vado da lei e le dico che vorrei offrirle da bere.
- E perché vuoi offrirle da bere?
- La so: perché la sua bocca mi ha fatto venir voglia di un chupito.
- No.
- Perché i suoi occhi mi hanno ubriacato.
- Nemmeno.
- Perché ha un naso che entrerebbe in una coppa di champagne.
- No, no, no. perché il suo sorriso ti ha fatto venir voglia di brindare. Ma se vuoi brindare ai suoi occhi o alla sua faccia o alla pettinatura è uguale, basta che brindi.
- Non credo funzionerà.
- E perché?
- L'istinto. Ormai è un riflesso naturale.
- Cosa?
- Brindo sempre alla figa.




